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lavoro pubblicato lunedì 4 settembre 2017
ultima lettura domenica 21 ottobre 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Atto finale.

di Tonino. Letto 365 volte. Dallo scaffale Cinema

Tonino, con questo articolo, conclude la sua esperienza su ewriters. In programma c'era anche il "Giramondo sequel" ma...visto il "grande" successo di pubblico e i "numerosi" commenti...se lo tiene per lui. E' stato un piacere!

Tutti noi comunichiamo: lo facciamo attraverso la parola scritta e orale, oppure mediante la postura del corpo, il tono della voce, o magari soltanto con un minaccioso basco nero orientato sulle ventitré. Spesso però questa nostra comunicazione conscia e inconscia ci è indotta da una contro-comunicazione che subiamo senza accorgercene. Coloro che veicolano questi subdoli messaggi sono i media, dietro i media c'è una classe politica dominante, che quasi sempre è corrotta in maniera manifesta da una sadica oligarchia imprenditoriale che coscientemente comunica, attraverso bisogni indotti e desideri coatti, il violento e schiavista diktat del consumismo capitalista; esso recita più o meno così: Tu Uomo sei un servo!

Il lettore di questo articolo si è mai domandato cosa sogna di essere nella vita? Cosa vuole realmente comunicare e quale comunicazione desidera riceve? No? È ora di porsi subito questa domanda! Tu! Sì tu! Vuoi forse inviare e ricevere messaggi votati all'ordinarietà? Sì? Questo ti rilassa, ti fa sentire più sicuro di te e magari questa tua necessaria convenzionalità seda i dolorosi morsi di quella maledetta depressione che ti tormenta? Ti capisco. Tu sei un aristocratico! La tua pacifica indole di povero di spirito ti fa eleggere glorioso erede della nobiltà di Cristo, e alla fine dei tuoi giorni ti aspetterà meritoriamente una grande ricompensa: Il Paradiso.

Io non avrò mai la tua stessa fortuna. La redenzione non mi è concessa; per me le porte di quell'inferno in cui sono recluso saranno per sempre sbarrate. La gravissima e invalidante patologia psichica di cui soffro, mi costringe a comunicare odio, violenza, vendetta; vedo in ogni uomo un nemico, dietro ogni angolo un agguato, " quello sguardo non mi convince!", "tu chi sei!! Cosa vuoi!! Perché mi segui!!" "Lasciate stare il mio cane VIGLIACCHI CIALTRONI!!"...

Sentendomi scosso e piangente, vorrei ricordare un bellissimo e commuovente film del '85 dove John Woight interpreta Manny, un personaggio che mi somiglia molto. Egli, pugnace ergastolano, scappa da un carcere di massima sicurezza e imbarcatosi clandestinamente su un treno senza guidatore, sentendo la morte vicina, inveisce nei confronti del suo compagno di fuga che si dimostrava ostile e sprezzante verso valori come l'umiltà e il rispetto per gli altri. Il giovane fuggiasco, replicando piccato, invita il vecchio collega a diventare lui un rispettoso servitore! Manny allora, eroe di mille rapine e clamorose evasioni, crolla psicologicamente e, abbassando il capo, pronuncia quattro parole che comunicano tutta la sua e la mia tragica, frustrante impossibilità di essere semplicemente normale: " magari potessi... magari potessi... ".



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