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lavoro pubblicato domenica 3 settembre 2017
ultima lettura martedì 23 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Le avventure dei Racconti (parte 4)

di Juls1794. Letto 279 volte. Dallo scaffale Fantasia

Ogni volta che premeva un pulsante, rimaneva impresso per un po', poi tornava alla posizione originale. Capì che doveva essere una questione di ordine, ma quanti, quali e quanto a lungo doveva premere quei pulsanti?......

Delia si girava e rigirava tra le mani lo strano oggetto sferico. Ogni volta che premeva un pulsante, rimaneva impresso per un po', poi tornava alla posizione originale. Capì che doveva essere una questione di ordine, ma quanti, quali e quanto a lungo doveva premere quei pulsanti?
Si stava scervellando sulla sfera da ore, ormai. Emma, invece, stava facendo una ricerca su internet. Sotto "Marpenza" non aveva trovato nulla, se non l'aeroporto con nome simile. Allora, aveva aggiunto "gamba di legno", ma nulla. Aggiunse anche "marinaio" e, dopo aver navigato tra immagini di aerei, treni, navi, ponti e chi più ne ha più ne metta, ci rinunciò. Si sorprese a pensare a quel Marpenza sempre più spesso. Certo, ovviamente, il fatto accaduto la sera prima era in prima fila tra i pensieri della ragazza, tuttavia erano gli occhi, lo sguardo dell'uomo ad aver catturato la sua attenzione. Non sapeva dire cosa fosse, ma qualcosa l'aveva turbata. Forse, il fatto che quegli occhi sembrava appartenessero ad un ragazzo nel fior dei suoi anni, piuttosto che ad un uomo di mezza età. Scosse la testa, non era il momento per questi pensieri banali. Guardò la cugina, ancora intenta nell'analisi della sfera: < Forse mi ha solo preso per i fondelli, forse nessuno mi cercherà e quella è una sorpresa trovata in un pacchetto di patatine >
< Non so... E' stata creata da mani sapienti. Qualunque siano le circostanze, sto coso è davvero... Davvero qualcosa > Delia non aveva alzato neppure lo sguardo, continuava a studiare l'oggetto.
Emma sbuffò. Sì, come al solito Delia aveva ragione. Qualunque cosa ci fosse sotto, quell'affare era strano, troppo strano.
Lentamente scese la sera,una piacevole brezza e il fresco tanto atteso durante la giornata estiva. Emma stava seduta in giardino, la testa comodamente appoggiata allo schienale, lo sguardo al cielo; Napoleone che rosicchiava il suo osso, poco più in là. Eccola, l'idea che aspettava per il suo racconto. In un lampo, ebbe il pc tra le mani. Il tempo di aprire il programma e già stava scrivendo, le dita, veloci, mosse dall'ispirazione.
" < Chi sta arrivando? > Sibilò Tiria, abbassando l'arma appena comprese le intenzioni non nocive dell'uomo.
< Il cerchio di acciao > Tiria sgranò gli occhi < cercano questa > l'uomo sfilò dal taschino un oggetto dalla forma sferica,di colore verde-bluastro. In un primo momento le era sembrata una superficie liscia e levigata, ma adesso, osservandola meglio, notò che c'erano tanti piccoli esagoni su tutta la superficie."

Emma scosse la testa. Quello che stava digitando le ricordava gli avvenimenti della sera prima. Tuttavia, non riusciva a fermarsi, come se non fosse lei, con la sua volontà, a scrivere. Non ci fece caso, ignorando il vago sentore che qualcosa non andava.
"< Guarda > disse l'uomo. Pigiò cinque bottoni e recitò:
< Le zanne, la forza, le mani, la grazia. Tutte insieme fanno una corazza >
La sfera si aprì, rivelando il suo misterioso contenuto: luci. Tante, tantissime luci uscirono e si sparsero per la stanza, seguendo un ordine prestabilito. Tiria riconobbe la conformazione famliare del territorio, le città, il luogo in cui abitava la sua famiglia e lei. Era una mappa"

Sul documento comparì un'immagine: una mappa. Emma riconobbe la conformazione familiare del territorio, le città, il luogo in cui abitava la sua famiglia e lei. Ok, era il momento di ammettere a sè stessa che la cosa si stava facendo iquietante. Niente panico. Le mani non si staccavano dalla tastiera
"< Loro vogliono arrivare qui > l'uomo indicò un punto sulla mappa, la dicitura recitava "Rocciosa", vicino ad una montagna a cui Tiria non aveva prestato attenzione, trovandosi dal lato opposto. < Prendi tutto ciò di cui hai bisogno: partiamo. Entro questa sera saranno qui e cercano questa. Noi dobbiamo tenerla al sicuro, ne vale della vita di tutti noi >"
Ma a quel punto, Emma non sapeva più se l'uomo di rivolgesse all'eroina della sua storia, Tiria, o alla ragazza che, terrorizzata, sentendo le dita libere dai tasti, aveva gettato il pc nell'erba. CHE DIAVOLO STAVA SUCCEDENDO?!
D'improvviso, un grido squarciò l'aria già pregna di tensione:
< EMMA! CE L'HO FATTA!! >
Emma si voltò meccanicamente verso la porta di casa: Delia vi si era affacciata, l'espressione euforica: < E' incredibile, devi vederla questa! >
< Fammi indovinare, > la voce era un sussurro, quasi non fosse sicura di voler pronunciare le parole che aveva in mente < una mappa >


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