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lavoro pubblicato mercoledì 30 agosto 2017
ultima lettura martedì 21 maggio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Non solo vestiti . (Parte prima: il padre)

di poetto82. Letto 1088 volte. Dallo scaffale Eros

Era stato assunto dai titolari della boutique Non solo vestiti con un contratto di formazione e lavoro. Corrado era un bel ragazzo, alto, snello, biondiccio, con un sorriso tentatore, iconicamente perfetto per attirare clienti. Prima di assumerlo, u..


Era stato assunto dai titolari della boutique Non solo vestiti con un contratto di formazione e lavoro. Corrado era un bel ragazzo, alto, snello, biondiccio, con un sorriso tentatore, iconicamente perfetto per attirare clienti. Prima di assumerlo, una cosa di cui prima non riusciva a capire il perché (l’avrebbe capito dopo), gli avevano chiesto di fare alcuni esami al fine di accertare l’assenza di malattie sessualmente trasmissibili.


Faustino M., il padre, doveva garantirgli la formazione. La stessa sera del primo giorno, chiuso il negozio, gli chiese di rimanere ancora un po’, per insegnargli come si prepara un manichino da esporre in vetrina. Disse che prima di imparare a vestire bene gli altri, persone o manichini che fossero, bisognava saper vestire bene se stessi. Scelse un abito, una cravatta ed una camicia e glieli mise davanti. Corrado annuì sorridendo e si tolse giacca, cravatta e camicia. Faustino gli slegò il cinto ed iniziò a sbottonargli i pantaloni. Corrado si tolse le scarpe e si sfilò i pantaloni, rimanendo in maglietta e slip. “Questi pantaloni - disse Faustino prendendo in mano quelli dell’abito - sono molto delicati”, e glieli mise in mano. “Tutta questa roba – disse, appoggiandogli una mano sugli slip e leggermente premendo sul loro contenuto - non permette la linearità necessaria al pantalone per esprimere la propria eleganza”. E, mentre continuava lentamente, quasi sottovoce, a disquisire sui pantaloni e sul modo di indossarli senza perderne le qualità, entrò con la mano dentro gli slip ed iniziò a passeggiare su ciò che vi trovava dentro. Corrado notò la delicatezza dei movimenti di quella mano, abituata a trattare stoffe preziose, che scivolava su di lui accarezzando tutto quello che trovava. Si accorse che era mossa sapientemente perché sfiorava il tutto in modo quasi impercettibile, come se stesse trattando stoffe di gran pregio, che bisognava rispettare per conservarne in eterno il valore, così come stava affermando in quel momento Faustino parlando della stoffa dell’abito che gli aveva portato. Con l’altra mano gli tese lo slip sul davanti in modo da vederne il contenuto. “Uno ammira le belle stoffe – diceva - le belle cose, l’occhio nell’abbigliamento è molto importante, direi che è dominante”. Così dicendo, gli portò giù completamente gli slip. Liberamente adesso Faustino spiegò l’importanza dei modelli che si adattano direttamente sulla pelle e liberamente socchiuse la boccuccia dell’asta, rigida e dura, di Corrado ed iniziò a portarne giù il vestitino di pelle che ne ricopriva ancora in parte la testolina. Ne baciò la sommità, umettandola discretamente di saliva, poi con le dita di una mano iniziò a spargergliela sopra con giri concentrici che si allontanavano ed avvicinavano. Lubrificò il filino e tutta la zona circostante andando prima a destra poi a sinistra, tornando indietro, salendo e scendendo in lentissimi giri concentrici ed a spirale. Quello fu l’inizio che fece capire a Corrado quello che doveva capire.

Un altro giorno, mentre in piedi dietro il bancone serviva una cliente, Corrado si sentì sbottonare i pantaloni. Non poteva che essere Faustino. La cliente sembrava non avesse fretta, parlava del tempo e del cambiamento di stagione. Neanche Faustino sembrava avesse fretta. Dopo averglielo fatto ingrossare ben bene, glielo stava tirando fuori dai pantaloni con grande delicatezza ed attenzione. Mantenendolo fermo, come un ragazzino stringe in mano un gelato, iniziò a leccarlo a tutta lingua, con rispetto e devozione, come fa solitamente un cane quando lecca la mano del padrone. Parlava intanto la cliente dell’instabilità del tempo e della necessità di scegliere la mattina un capo d’abbigliamento da tenere validamente addosso tutta la giornata, poi, ad un tratto, improvvisamente, chiese di Faustino. “Sta lavorando” rispose Corrado, accennando a labbra socchiuse un lieve sorriso. Faustino stava effettivamente lavorando. Glielo stava lavorando a bocca piena con lenti movimenti ondulatori, perché gli durasse più a lungo il piacere che quel caldo gelato gli procurava in bocca. Corrado ne percepiva logicamente anche i più piccoli movimenti, che gli procuravano piacevoli sensazioni, perché Faustino sapeva usare la lingua come un pittore usa il pennello, con arte. Adesso Corrado ne sentiva le labbra, avvolgenti, ritmicamente succhianti, ed infine, mentre la cliente chiedeva dei nuovi arrivi, contrasse tre o quattro volte in rapida successione il viso concomitante alle contrazioni del pene, che contemporaneamente, come un cannoncino, sparava in rapida successione altrettante bombe spermatiche in bocca a Faustino. Lui ingoiò tutto con la consueta tranquillità e continuò poi a massaggiarglielo ancora per un po’ spingendovi sopra e ritirando indietro le labbra sempre più lentamente sino a fermarsi ed abbandonarlo, non prima di avergli completamente ripulito la testolina dagli appiccicosi umori spermatici che ancora l’avvolgevano.

Questo era Faustino, il padre.



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