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lavoro pubblicato mercoledì 30 agosto 2017
ultima lettura martedì 15 settembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La Ballata di Polly Sun Capitolo 5

di dearivan. Letto 509 volte. Dallo scaffale Horror

Una vacanza rilassante in un cottage immerso nella campagna inglese si trasforma in un'esperienza angosciante in cui le nostre protagoniste dovranno capire se sono solo vittime della suggestione o qualcosa sta veramente tramando contro di loro.....

Grazie per aver scelto di leggere questo racconto! Per seguire meglio la trama vorrei suggerirvi di cominciare a leggerlo dal primo capitolo, comunque fate come desiderate... con me siete come a casa vostra! P.S questo capitolo contiene un linguaggio che potreste trovare, in alcuni casi, offensivo. P.P.S....commenti sono graditissimi, anche critiche!

Ci mancava solo il sonaglio a rovinargli del tutto la notte. Doveva esserci una spiegazione logica, c'era sempre una spiegazione logica: il ramo contro la finestra, l'ombra sulla parete e adesso quel sonaglio sul letto. Aveva tutta l'innocenza di uno scorpione.

Le due donne ispezionarono le pareti della cameretta per individuare eventuali crepe che potessero giustificare un'infiltrazione d'aria che avrebbe potuto scostare il sonaglio dalla mensola facendolo cadere sul letto, era una possibilità. Ma non trovarono nulla.

Leonarda si mise a saltare nel mezzo della stanza, Michela la guardò stupefatta mentre il suo generoso seno balzava su e giù sotto la camicia da notte. Niente, non successe proprio niente: gli altri oggetti sulle mensole non si scostarono di un millimetro. Come avevano già appurato quel cottage era solido. Ci doveva essere una ragione ma, per il momento, non riuscivano a trovarla.

Così, stanche ma allerte, senza dirselo, decisero entrambe che per quella notte la cameretta non sarebbe stata particolarmente allettante. Leonarda tornò nella camera matrimoniale seguita da Michela che non voleva restare da sola. Presero il piumone ed i cuscini e scesero da basso. Accomodarono le due ampie poltrone una difronte all'altra, accanto al divano. Leonarda che era la meno alta delle due si sarebbe sdraiata lì, Michela sul divano. Prima di coricarsi accesero la lampada che si trovava in un angolo della stanza. La luce soffusa illuminò la stanza donandole un'ingannevole intimità accogliente. Controllarono il cellulare, erano da poco passate le due.

Al contrario di quanto avessero previsto, il sonno non tardò ad arrivare: il tepore che emanava dalle ceneri nel camino, la luce soffice e quella piccola fortificazione che avevano costruito con il divano e le poltrone furono sufficienti a cullarle verso un meritato oblio.

L'indomani un raggio dorata si riflesse contro il vetro di un dipinto appeso alla parete opposta alla finestra del soggiorno; appropriatamente si trattava di un acquarello delle Nine Ladies. La stanza s'illuminò così, svegliando del tutto Michela che già stava emergendo dal sonno sentendo i movimenti di Leonarda in cucina a farsi un caffè.

"Buongiorno", le urlò con la bocca ancora stropicciata dal sonno.

"Ben tornata tra noi!", rispose Leonarda uscendo dalla cucina con due tazze in mano.

"Indovina, sono le nove e mezza!", continuò senza che Michela avesse una mezza possibilità d'indovinare, posando la tazza sul tavolino accanto al divano.

Michela prese un sorso e disse "Sai, ho pensato a ieri notte, a quel dannato sonaglio... è probabile che io, su quella mensola, non l'abbia mai messo. Volevamo disfare le valigie, eravamo stanche, magari l'ho messo io sul letto con l'intenzione di posarlo poi sulla mensola e invece l'ho lasciato lì. Può essere no?"

"Certo è possibile...", rispose Leonarda ricordandosi invece che Michela su quella mensola l'aveva messo, eccome! Possibile che magari l'avesse ripreso per dargli un'occhiata e poi lasciato sul letto, chissà, una di quelle cose che si fanno in automatico senza pensarci, come chiudere una porta a chiave ed essere invece sicuri di essersene dimenticati... quante volte Leonarda era tornata al suo locale per accertarsi di averlo fatto!

Comunque non voleva pensarci più: oggi era un giorno nuovo, il sole autunnale splendeva ancora basso nel cielo d'un blue così intenso da sembrare viola e lei aveva già preparato i panini che si sarebbero gustate durante l'escursione che le aspettava.

Fecero colazione, la doccia, riempirono il thermos di tè ed armate di mappa, zaini e scarponi si misero in cammino.

La prima meta doveva ovviamente essere le Nine Ladies; così vicine! Raggiunsero il cancello di legno e seguendo il sentiero tagliarono attraverso il pascolo. Un gregge era sparpagliato sul prato, le pecore erano intenti a brucare a testa bassa; Leonarda aveva trovato la risposta alla sua domanda. Solo quelle più vicine al sentiero si degnarono di notare le due donne correndo via agitate, un velo di condensa si alzava nell'aria fredda con il loro belare.

Le due donne raggiunsero presto il cerchio di pietre. Il sentiero, seppur fradicio era ben battuto consentendogli di non inzupparsi, lo stesso non si poteva dire per il resto del pascolo.

Le steli formavano un semicerchio che terminava contro un muretto in pietra grezza; un albero, carico di bacche rosse, cresceva nel centro di quello che sarebbe stato il cerchio completo. La prima cosa che le colpì fu il fatto che le Nine Ladies fossero in realtà solo quattro, si avvicinarono al muretto e videro che dall'altra parte due steli giacevano orizzontalmente sul prato, delle altre nessuna traccia. Quelle che restavano erette raggiungevano al massimo il metro e mezzo d'altezza. La cima delle steli, approssimativamente appuntita, donava alle rocce un parvenza di figura umana, non era difficile capire perchè fossero chiamate ladies.

Michela e Leonarda concordarono sul fatto che, nove ladies o quattro che fossero, di sicuro i druidi avevano scelto un luogo magico in cui erigerle. L'intero pascolo formava infatti una sorta di piattaforma elevata da cui era possibile avere una panoramica a 360 gradi delle colline circostanti che si seguivano fino all'orizzonte. Pascoli cinti da muretti di pietra o da fitte siepi tappezzavano l'intero paesaggio punteggiati da greggi e venendo, qua e là, interrotti da boschi che ostentavano ancora gli ultimi colori autunnali. Sotto quel cielo così blue i colori assumevano una qualità quasi psichedelica. Le due donne non tardarono a prendere fotografie passeggiando tra quelle pietre magiche.

"Nine whores really, but the tourists don't know it!", le due donne si voltarono in direzione di quella voce che, sebbene Leonarda non avesse capito il significato delle parole, portava con sè un tono sarcastico.

Un uomo anziano con un berretto di lana e la faccia solcata dall'età e dal clima le stava guardando dall'altra parte del muretto poggiandosi ad esso.

Michela lo salutò cercando di decifrare quello che avesse detto: nove puttane, altro che signore; ladies. Cercando di mascherare la sorpresa Michela lo salutò seguita da Leonarda. L'uomo gli chiese da dove venissero. Quando gli spiegarono che erano italiane e che stavano al cottage Nine Ladies l'uomo le guardò accentuando, se possibile, il sarcasmo e la generale aria di padronanza: "Nice place!", bel posto! Sembrava che le stesse sfottendo.

Senza aspettare una risposta l'uomo continuò il suo monologo. Michela dovette sforzarsi per capire il suo accento e tradurre per Leonarda alla stesso tempo.

"Quelle", disse l'uomo puntando alle steli, "nell'anno del Signore 1703, erano le nove puttane più famose dei dintorni, da Bakewell a Winster, fino a Matlock, addirittura! Ce n'era una per tutti i gusti: la grassa, la alta, quella con le tette grosse, la porca che faceva tutto e la santa che lo faceva solo alla missionaria." Si mise a ridere gustando la scelta di vocabolario, sapeva che avrebbe messo le donne a disagio. Voleva metterle a disagio. Continuò: "Quell' inverno cominciò a nevicare che non la smetteva più, in primavera la neve divenne pioggia. Giorno dopo giorno. Altro che gli angioletti che facevano la pipì... la gente cominciò a credere che fosse il Diavolo che stesse pisciando. Sì, che stesse pisciando su di loro perchè si stava annoiando a morte, giusto per intrattenersi un po'.

Un gruppo di abitanti del villaggio, assieme al barone del posto, venne qui e chiese al Diavolo cosa fare perchè la smettesse. Gli offrirono delle vergini al chè il Diavolo si mise a ridere, rise talmente forte che la pioggia si trasformò in tempesta, un vento freddo si aggiunse al maltempo abbattendo case ed alberi, anche le pecore volavano via! No, il Diavolo disse che non voleva delle vergini, che non sapevano nemmeno da che parte cominciare; no, voleva delle puttane, le migliori puttane del posto. Per giorni e giorni il barone ed i suoi uomini vagarono per i villaggi alla ricerca dell'ambito dono. Il Diavolo ne aveva chieste dieci, ma il barone decise di tenere la più bella tutta per sè.

Quando raggiunsero questo prato le donne vennero messe in cerchio, il Diavolo arrivò poco dopo sistemandosi nel mezzo dove adesso c'è questo albero", indicò il centro del cerchio,

"Ancor'oggi lo chiamiamo the devil's tree. Il Diavolo guardò il suo bottino strofinandosi le mani voglioso, cominciò a contare e quando chiese perchè ce ne fossero solo nove il barone rispose che i villaggi erano abitati da persone semplici e virtuose e non era stato possibile trovare più di nove puttane. Il Diavolo lo guardò diffidente ma sembrò credere a quella menzogna. Le puttane, che non sapevano che avrebbero dovuto scoparsi il Diavolo, cominciarono a piangere cercando di scappare. Il Diavolo, scocciato, colpì le prime cinque che caddero a terra trasformandole in pietra. Le altre quattro, non volendo fare la stessa fine si calmarono accettando tremanti il loro destino. Il Diavolo chiese al barone di avvicinarsi a lui nel centro del cerchio. Quando questi seguì l'ordine, il Diavolo lo prese per il collo stringendolo forte finchè cominciò a sanguinare. Quando fu sicuro che il barone fosse ormai morto lo lasciò lì trasformando anche lui in una pietra", l'uomo puntò al masso che si trovava ai piedi dell'albero.

"Vedete quelle bacche? Prendono il colore dal sangue del barone! Il Diavolo si portò via le quattro puttane rimaste esigendo che quando sarebbe tornato i villeggianti portassero la decima che il barone aveva nascosto. Passò un mese in cui il diavolo si sbizzarrì con le puttane rimaste, mantenendo la promessa e facendo cessare la pioggia. Alla data convenuta ritornò qua con le puttane attendendo il suo ultimo dono. Nel vedere la nuova arrivata le chiese il nome e lei rispose 'Polly' guardando il Diavolo dritto negli occhi. Il Diavolo se ne innamorò immediatamente, ormai annoiato dalle altre quattro trasformò pure loro in pietra, concedendogli però l'opportunità di restare erette. Vedete?" Cominciò ad indicare le pietre una ad una "c'è la grassa, la alta, la porca e la santa, che sembra abbia un velo. Quindi il Diavolo prese Polly e se la portò via, all'inferno, dove vissero per sempre felici e contenti!"

L'uomo, soddisfatto dalla sua narrativa, finì con una risata grezza, una risata che aveva un qualcosa di primitivo, quasi carnale.

Aggiunse un: "See you later, ladies" sottolineando quel ladies come per rimarcare il fatto che, secondo lui, tutte le donne fossero puttane. Quindi se ne andò attraversando il prato da cui era venuto senza aspettare risposta.

Michela e Leonarda restarono senza parole. In ogni altra circostanza quell'incontro avrebbe offerto un episodio interessante da raccontare una volta tornate dagli amici a Brescia: una scoperta rara, un frammento di folklore locale offertogli da un vecchio del posto, un segreto che pochi turisti conoscevano. Invece le due donne si sentirono sporche ed in qualche modo umiliate. E non solo per sè stesse: era come se quell' uomo, con quel narrare crudo, avesse macchiato l'intero paesaggio, avesse deliberatamente rubato l'innocenza del cerchio di pietre e la purezza di quella giornata autunnale.

Quasi per scusarsi, le due donne si avvicinarono alle steli e, una ad una, le accarezzarono lasciando che la pietra, fredda e grezza, scivolasse sotto i loro palmi.

A Michela, non era sfuggito quel nome: Polly. Una coincidenza? Il sogno della notte prima, o era forse un incubo, cosa ripeteva quella voce? 'Polly Sun, il mio Sole, ti hanno portata via, faranno una brutta fine' e Michela lo ripetè, più volte, sottovoce per non farsi sentire da Leonarda.

Continuarono la camminata, attraversarono boschi, prati e colline. Pranzarono sedendosi su un tronco abbattuto, sorseggiarono il tè caldo dal thermos e presero tante foto. Ma per quel giorno la magia era stata rubata.

Tornarono al cottage quando il sole cominciò a calare dietro le colline, così presto a quelle latitudini. Senza ammetterlo entrambe trovarono una scusa per passare dalla cameretta ed entrambe tirarono un sospiro di sollievo nel trovare il sonaglio al suo posto sulla mensola.

Quella sera mangiarono presto, guardarono un documentario e, visto che non c'era vento, decisero che avrebbero provato a dormire ancora nella stanza con il letto matrimoniale.



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