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lavoro pubblicato martedì 29 agosto 2017
ultima lettura lunedì 18 marzo 2019

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LA PRINCIPESSA FIOR DI LOTO

di ANGELA PRESTIANNI. Letto 322 volte. Dallo scaffale Fiabe

La Principessa Fior di Loto             In un bel Palazzo cinese, dai tetti a pagoda color turchese, viveva la Principessa chiamata Fior di Loto.  Ultima delle figlie dell’Imperat...

La Principessa Fior di Loto

In un bel Palazzo cinese, dai tetti a pagoda color turchese, viveva la Principessa chiamata Fior di Loto. Ultima delle figlie dell’Imperatore, per decisione di costui, era stata mandata un giorno sulla Cima d’oro della montagna di Wudang.

Il padre le aveva dato l’importante incarico di costudire un tesoro di cui nessuno ne conosceva l’esistenza.

La piccola, compiuti i nove anni, era stata costretta a lasciare il suo amato palazzo imperiale, situato all’interno della Città Proibita di Pechino, ed intraprendere un lungo ed avventuroso viaggio.

Fu trasportata da comodi carri, da cavalli bianchi, portantine e da draghi lucenti e fumanti.

Per lunghi nove anni viaggio senza sosta sotto l’attento e severo controllo delle sue nutrici, di ancelle devote, servitori e monaci devoti a suo Padre l’Imperatore.

Un possente esercito la scortava pronto a proteggerla e per ultimi due Guardiani celesti di proporzioni gigantesche concludevano il lungo corteo imperiale.

Lo sguardo dei due Guardiani incuteva terrore a chiunque si trovasse sulla loro strada o abitava i villaggi situati in prossimità del percorso scelto per il viaggio.

Per questa delicata missione l’Imperatore aveva scelto la Principessa Fior di Loto perché la riteneva la più scaltra, intraprendente ed audace di tutti i suoi numerosi figli, nonostante la giovane età di quando aveva iniziato il viaggio.

Fior di Loto era bellissima. Lunghi capelli neri le scendevano lisci e lucenti sino alla cintola. La stessa tonalità di nero era impressa nei suoi occhi a mandorli dolci ed espressivi. La pelle bianca come la luna le donava un aspetto etereo e delicato.

Il viso dai lineamenti di porcellana emanava una luce che lasciava intravedere una magica bellezza dello spirito, dell’anima e del corpo.

Era stata scelta anche perché era una bravissima allieva di Thai CHI. Si allenava per ore ed ore col proprio maestro Thien. Era talmente meritevole che aveva ricevuto in dono dalle forze di Madre Natura il potere di essere invincibile durante i combattimenti.

Purtroppo, vi era un purtroppo… Era necessario che fosse protetta durante il sonno, perché Liva, malvagia dea della notte, gelosa di tanta bellezza e bravura le aveva lanciato un anatema per la rabbia che scaturiva dal suo cuore indurito.

Pertanto la Principessa durante le ore in cui si addormentava non era in grado di difendersi perché ogni forza la abbandonava.

Al compimento dei diciotto anni il viaggio volse al termine. Aveva lasciato nove anni prima la Città Proibita ed ora eccola accolta dal popolo delle montagne del Wudang con festeggiamenti degni di una Principessa imperiale.

Le nuvole che incorniciavano il Palazzo della Cima d’oro danzavano lievi spinte da un vento che arrivava da ovest per poi disperdersi dolcemente affinchè la fiamma della lampada magica non dovesse mai spegnersi. La lampada che poteva essere vista come un faro per miglia e miglia tutt’intoro testimoniava che in quei luoghi era presente lo spirito del dio terreno: l’imperatore rappresentato degnamente da Fior di Loto.

La Principessa aiutata dai suoi Guardiani continuava a custodire il tesoro segreto datole da suo padre quando aveva lasciato la sua amata Pechino.

Si trattava di una preziosa giada che racchiudeva al suo interno un insetto magico.

La giada a forma di goccia della dimensione di una mano teneva imprigionata una farfalla meravigliosa dalle ali multicolore.

La preziosa pietra esposta alla luce del sole rifletteva dei lunghi raggi così potenti e luminosi che avrebbero potuto scatenare degli incendi.

Fior di Loto aveva ricevuto l’incarico di custodire in quel luogo sicuro tale tesoro, perché quella era la farfalla dell’immortalità. L’immortalità era un potere che poteva appartenere solo all’Imperatore che desiderava governare la Cina per l’eternità e tutti i secoli a venire.

La Principessa Fior di Loto amava avventurarsi per i sentieri di quelle stupende montagne, ma le era proibito per la sua sicurezza, così quando riusciva sfuggiva con astuzia ai suoi due guardiani giganti e se ne andava per la foresta da sola. Per prudenza portava sempre con sé la giada, sicura di saperla difendere sempre.

Una notte, mentre gironzolava indisturbata, vide una scimmietta che si divertiva a saltare da un ramo all’altro di un vecchio Ginko Biloba con più di 600 anni di età.

Che divertimento per entrambe!

Giocarono e saltarono finchè la principessa cadde esausta e si addormentò all’istante.

Poco distante, un brutto ceffo, aveva aspettato con pazienza che la Principessa si stancasse. Purtroppo quella scimmia era ammaestrata ed era la sua ed aveva tratto in inganno Fior di Loto.

Si trattava di un ricco mercante che era venuto a conoscenza del tesoro grazie ad una rete di spie traditrici della Città Proibita. Lo stolto mercante aveva programmato il furto della preziosa giada per rivenderla ad un re occidentale.

Durante i suoi lunghi appostamenti era venuto a conoscenza dell’enorme potere della farfalla imprigionata nella pietra preziosa ed era impazzito all’idea di diventare immortale come l’Imperatore.

Immaginate di quale potenza si sarebbe appropriato!

Ora l’aveva a disposizione sarebbe bastato tagliare i lacci della sacca legata alla vita della Principessa addormentata ed il gioco era fatto.

Trapelato, iniziò a tagliare il cuoio con il suo affilato coltello, ma si sentì afferrare per il codino e fatto roteare come una mazza. Fu lanciato così lontano e così in alto che ancora gira in orbita.

Nelle notti stellate se osserverete bene il cielo forse potrete vederlo agitarsi perché vuol tornare in terra.

Per fortuna uno dei due guardiani aveva a disposizione un terzo occhio e proprio grazie a quello posizionato sulla nuca era riuscito a non perdere mai di vista la sua Principessa. La vedeva così felice quando completamente libera andava alla scoperta del mondo che in cuor suo non si era sentito di impedirglielo.

A sua insaputa Fior di Loto era costantemente sorvegliata.

Il Guardiano e la Principessa di comune accordo decisero di nascondere la preziosa giada, ma prima, con un colpo da maestro, Fior di Loto diede un colpo tanto delicato ma potentissimo da bucare con un microscopico buco la pietra preziosa.

La farfalla dell’immortalità si risvegliò ed attraverso quel buco uscì all’aria aperta.

L’elegante insetto spiegazzò le ali, accarezzò il dolce viso della Principessa e poi spiccò il volo.

Da quel momento il dono dell’immortalità fu esteso su tutti gli abitanti della Cina e del mondo intero.

Chiunque fosse puro di cuore avrebbe lasciato l’immortalità del proprio ricordo a chi era in grado di amare.

Grazie alla nobiltà d’animo di Fior di Loto era nato un mondo dove sarebbero esistite per sempre PACE, AMORE,ARMONIA ed ABBONDANZA.

Xiexie

Ap/09082017



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