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lavoro pubblicato lunedì 28 agosto 2017
ultima lettura martedì 21 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Ballata Nella Fossa

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 305 volte. Dallo scaffale Viaggi

BALLATA NELLA FOSSA   L'Europa giace nella fossa e solitari sono gli uomini con le loro lingue ed i grandi cappelli  neri , dagli   occhi di ghiaccio che svegli , sorvegliano  il passaggio dei treni per città dis.....

BALLATA NELLA FOSSA

L'Europa giace nella fossa e solitari sono gli uomini con le loro lingue ed i grandi cappelli neri , dagli occhi di ghiaccio che svegli , sorvegliano il passaggio dei treni per città distrutte, imbrattate di vernice , ubriache di vino , volgenti al gioco dell'oca che mossa dopo mossa ti conduce in un nuovo luogo, immaginario pieno di gente che sale e scende dal treno della sua infanzia.

L'Italia si veste di economie forti, usa maglie d'acciaio ed i bei palazzi di vetro o di marmo dipinti di giallo, di verde sono simili alle parole dei suoi abitanti che provengono dalla luna vengono da Marte che son morti ridendo, forse vestiti d'azzurro di bianco vermiglio. Un Italia che nuda rimane nel suo domani distesa sulle sue spiagge, gente seduta nei filobus delle sette, sfreccianti nel gorgo del traffico che ingordo, ingoia ogni umore, ogni dolore.

Si grida sugli spalti dello stadio , tra i banchi putridi di aurea natura odoranti di pini silvestri di chiocciole essenze di gaie fermenti si volge alla gloria , si ama e s’anela alla gloria è son tanti i morti che attendono una legge generosa per i tanti diseredati che dormono sotto i portici nei loro sacco a pelo insieme alle zecche ballerine con stecche e cognomi famosi caduti in disgrazia . Ma avanti si va con pazienza , venite c’è chi urla dagli altari ricamati , avanti entrate, v'attendiamo, volentieri nel nome del signore .

Dai confini immaginari, dalle vette innevate cadono i ghiacciai e l'eco della guerra birmana sale dal fondo del suo colonialismo che ad ogni ora pretende il suo obolo, la sua parte di vita. Le acque bagnano le coste della candita terra, la bagnano di sangue, di lacrime amene decine , centinaia, migliaia d'immigrati come spettri s'aggirano per case e paesi per caritas e parrocchie, marchiati sulla pelle con indosso i loro colore l’odore del vile denaro che rosica l’anima non trova poi sbocco ove non c'è fondo nella tasca bucata.

Quando si giungerà alla meta , quando i fuochi del nemico non bruceranno più l'antiche spoglie di una civiltà che ha lottato contro se stessa con suoi reggiseno penduli su i balconi fioriti , le gaie mutandine nel vento marino ed il via vai di uomini senza elmetto per le strade del centro , quando le luci delle città illumineranno il cuore di chi non parla e cerca un destino men crudele che pedala sulla ripida via verso la vetta alla ricerca del vero. Lasso nei suoi costumi per foibe vie, per conclusioni affrettate che fanno rinascere a nuova comprensione del caso previsto . La tra i boulevard de Paris in manica di camicia provando a fuggire l’atavica sorte di essere condannato per ciò che non si è incapaci d’essere né dalla parte dei vinti , né dei vincitori.



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