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lavoro pubblicato mercoledì 23 agosto 2017
ultima lettura martedì 16 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Scatto di libertà

di IvanoBruzzo. Letto 345 volte. Dallo scaffale Fantasia

Come al solito Giacomo era in ritardo. Quella mattina, spenta la sveglia con un gesto istintivo, si era riaddormentato e per cui, siccome la sua auto si era fermata e non voleva più saperne di ripartire, aveva preso i mezzi pubblici per andare i...

Come al solito Giacomo era in ritardo. Quella mattina, spenta la sveglia con un gesto istintivo, si era riaddormentato e per cui, siccome la sua auto si era fermata e non voleva più saperne di ripartire, aveva preso i mezzi pubblici per andare in redazione. Avrebbe fatto molto prima se avesse potuto sfruttare quel piccolo segreto che non poteva rivelare a nessuno.
Lavorava come fotografo per un piccolo giornale locale; lo avevano scelto tra tanti candidati per il suo "punto di vista" nel riprendere i soggetti delle sue opere. Spesso il suo capo, il signor Gabrielli, era rimasto estasiato non riuscendo a capire da dove fossero state scattate le fotografie.
"Da dove diamine l'hai scattata questa?" gli chiedeva spesso.
Giacomo blaterava un po' di tecnica e un po' di impegno, supportato da caparbietà, e la storia finiva lì.
Anche se la giornata era abbastanza calda, il fotografo indossava il suo solito cappotto. Aveva cucito personalmente delle tasche interne dove riusciva a mettere dentro un sacco di oggetti che lo aiutavano nel lavoro: treppiede, obiettivi, schede di memoria; lo rendevano goffo ma riusciva ad avere sempre tutto a portata di mano.
Giunto in redazione, aveva scambiato due parole con le guardie giurate all'ingresso, poi era salito al terzo piano dove si sarebbe tenuta la riunione per il bilancio del giornale. Odiava quelle riunioni! Ogni volta qualcuno veniva licenziato e nonostante Giacomo si sentisse al sicuro, gli sarebbe spiaciuto se quella sorte fosse capitata a qualche suo collega/amico.
Bussò alla porta ed entrò non aspettando risposta.
"Alla buon'ora signor Giacomo. Sei riuscito a svegliarti anche oggi?"
Aveva tutti gli occhi puntati addosso, ma lui non ci badò e andò a sedersi nell'unico posto vuoto rimasto, quello vicino a Gabrielli.
Erano presenti una trentina di persone tra reporter, fotografi, impaginatori, giornalisti da scrivania e il grande capo. Quest'ultimo era l'unico in piedi e stava sbandierando davanti a tutti, i nomi di chi aveva fatto guadagnare al giornale e di chi invece, parole sue, era solo rimasto a scaldare la sedia. Ogni volta che si voltava verso Giacomo lo inondava di schizzi di saliva, era disgustoso, ma era la pena per essere arrivato in ritardo.
Per lui Gabrielli aveva tessuto, come al solito, lodi su lodi, ma Ernesto e Patrizia erano stati lasciati a casa. Il sistema dei ‘like' su ogni articolo era stato inclemente con loro, che ne avevano ricevuti di meno rispetto a tutti gli altri.
Terminata la riunione parlò dei lavori futuri con alcuni colleghi, poi si dileguò incamminandosi verso casa. Cominciò a piovere. Non aveva fretta perché aveva già molto materiale sugli argomenti che avevano concordato.
- Oggi festa! - pensò respirando una boccata d'aria fresca e facendosi scivolare sul volto la pioggia.
Arrivato a casa si spogliò del cappotto e della maglietta, mangiò un insalata ricca e bevve un buon bicchiere di vino. Andò davanti allo specchio e ammirò le folte ali che aveva sulla schiena. Aprì la finestra e si tuffò: a un paio di metri da terra cominciò a risalire e a ogni battito di ali prendeva quota.
Prese la direzione del bosco grande per non correre rischi di esser visto da qualcuno in pieno giorno. Toccò con le mani le cime degli alberi bagnati, poi planò verso un laghetto azzurro che vide in una radura. Bevve lunghi sorsi d'acqua, poi si spogliò e fece un lungo bagno. Riuscì a liberare completamente la mente da tutti i pensieri del lavoro e dal problema che lo attanagliava ogni giorno: le sue ali. Avrebbe voluto vivere la sua vita tranquillamente non curandosi del parere altrui, ma questo lo avrebbe sicuramente isolato dal resto del mondo. Scosse la testa come se stesse scacciando via i pensieri tristi legati alla sua particolarità. Raccolse le forze e spiccò nuovamente il volo. Da sopra gli alberi poteva vedere che in lontananza stava rasserenando.
Si fermò di colpo e rimase immobile sfruttando le correnti d'aria: la pioggia diminuiva e guardando verso il sole vedeva un bellissimo arcobaleno con un diametro immenso. Si portò d'istinto la mano al collo per cercare la cinghia della macchina fotografica, dimenticandosi di averla lasciata a casa perché in festa. Si trovò a ridere da solo a una ventina di metri da terra.
Nonostante la libertà che stava assaporando, il suo subconscio ritornava alla fotografia, il suo lavoro e la sua più grande passione.


Commenti

pubblicato il giovedì 24 agosto 2017
Greta, ha scritto: Hai proprio talento! Mi piacerebbe leggere storie di Giacomo, di ostacoli che lo costringono ad affrontare il suo carattere complesso...
pubblicato il venerdì 25 agosto 2017
IvanoBruzzo, ha scritto: Grazie mille. Gentilissima.

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