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lavoro pubblicato lunedì 21 agosto 2017
ultima lettura mercoledì 13 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Melanzane

di fedex95. Letto 389 volte. Dallo scaffale Fantascienza

L’arma di ultima generazione era uno splendore. L’acciaio inossidabile brillava sotto i caldi raggi del sole e l’impugnatura di legno, anche nella sua semplicità, era splendida. L’intaglio della stemma della compagnia, un...

L’arma di ultima generazione era uno splendore. L’acciaio inossidabile brillava sotto i caldi raggi del sole e l’impugnatura di legno, anche nella sua semplicità, era splendida. L’intaglio della stemma della compagnia, una teglia da forno vuota, era di una fattura ben superiore ai soliti lavori della fonderia dell’esercito imperiale. Le parti meccaniche era ben oliate e scorrevano senza intoppi e il generatore laser produceva solo un ronzio soffocato, ben diverso dal rumore stridulo dei fucili in dotazione due o tre anni prima. Il particolare che aveva colpito di più Mark era, però, il laccio di canvas per trasportarla. Era tinto dello stesso rosso dei pomodori maturi con delle sottili linee bianco latte, chiari riferimenti alla bandiera imperiale.


-Santa Melanzana soldato, non si sarà mica innamorato di quel diavolo di fucile.


Mark smise di ammirare la nuova arma e si girò in direzione della voce. Facendo forza sulla parete fangosa della trincea si rimise in piedi e si mise sull’attenti.


- Signor no, signore. Stavo solo prendendo confidenza con la nuova attrezzatura.

- L’unico modo per prendere confidenza con un fucile è ammazzarci un po’ di quei maiali che si sono asserragliati dentro le maledette fabbriche che stiamo cercando di riconquistare.


Erano ormai tre anni che la linea del fronte oscillava intorno al complesso industriale per la produzione di passata di pomodoro della terza luna del sistema Eggplant, uno dei più grandi del quadrante occidentale. L’esercito della Repubblica lo ha avuto nel mirino sin dalla Grande Separazione. Mark era quasi sicuro che da allora il complesso aveva cambiato padrone un centinaio di volte. Ma d’altronde nessuno dei due schieramenti poteva permettersi di rinunciare a un sito di produzione cosi grosso senza dover fare i conti con una carenza interna di materie prime per Il Pasto.

Il Maggiore dopo una breve pausa riprese a parlare.


- Ero passato per dirle di avvertire la sua squadra che tra un’ora si terrà l’adunata delle truppe. Il Generale Supremo vuole fare un discorso in vista dell’attacco di domani.

- Avverto immediatamente i miei uomini, signore. Posso farle una domanda prima?

- Dica pure.

- Si tratta del servizio postale. E’ quasi un mese che non riceviamo lettere e che quelle che spediamo vengono riconsegnate al mittente. L’ho già fatto presente la settimana scorsa ma non c’è stato nessun miglioramento.

- Mi ricordo soldato, ma non posso farci niente. La guerra è anche questo: privazione e nostalgia. Veda di incanalare questa frustrazione nel combattimento invece che riversarla su di me, le assicuro che sarà solo di vantaggio per lei. Non apprezzerebbe qualche CreditoParmigiana in più per lei e la sua famiglia?

- Certamente, signore.

- Perfetto.


Il Maggiore si allontanò velocemente e Mark lo segui con lo sguardo fino alla prima svolta della trincea. Appena non fu più visibile estrasse dalla tasca un pacchetto di sigarette, se ne accese una e si avvio verso la postazione della sua squadra. Una volta arrivato si ritrovò davanti la squadra al completo. Erano tutti raggruppati intorno al più anziano, il caporale Scotti. Scotti vide Mark avvicinarsi e si mise a chiamarlo.


-Sergente, venga venga. Quelli della seconda divisione ci hanno dato qualche nuovo giornaletto. Si venga a godere queste bellezze.


Gli alti gradi dell’esercito imperiale permettevano la diffusione di questo genere di materiale tra la truppa principalmente per sollevare il morale generale. Migliaia di raccolte di foto di parmigiane di melanzane venivano scambiate o vendute tutti i giorni negli innumerevoli avamposti e nelle più sperdute trincee. Il soldato medio veniva rinvigorito anche solo dall’idea del Pasto.


- Non ora, caporale. Tra un’ora quella melanzana gonfiata del Generale Supremo vuole fare un discorso. Vedete di farvi trovare con l’uniforme lucente, non ho intenzione di farmi insultare di nuovo da mezzo stato maggiore per colpa di voi sporchi fannulloni.

- Ma se lei è il più fannullone di tutti.

Un soldato della truppa si avvicinò a Mark e battendogli una mano sulla spalla aggiunse:

- Mai fannullone quanto Crapa Pelata.


Tutta la compagnia si lancio in una fragorosa risata. Crapa Pelata era il soprannome che avevano riservato al soldato Longhi, il bersaglio preferito della maggior parte degli scherzi e delle prese in giro. Crapa Pelata riempiva a stento la divisa a causa della sua bassa statura e della sua magrezza, era molto lento nei movimenti e ancora più lento nei pensieri. Non aveva mai lavorato un giorno in vita sua ed era finito nell’esercito grazie alla Legge Imperiale 794 comma 42, che prevedeva che tutti i maschi tra i 18 e i 24 anni che non erano riusciti a trovarsi un lavoro o che non studiavano fossero obbligati a prestare servizio in uno dei settori pubblici relativi al Pasto. I più gettonati di solito erano le coltivazioni di melanzane o i forni imperiali. Il Longhi aveva scelto, in maniera apparentemente inspiegabile, la strada militare ritrovandosi dopo l’addestramento di base nella squadra 25 della compagnia Pirofila e quindi sotto i comandi di Mark. Il Longhi proveniva da una famiglia di scalatori sociali, una di quelle famiglie che non si era mai accontentata del livello di parmigiana di melanzane a cui era arrivata ma che aveva sempre puntato a sedersi nei lussuosi ristoranti del Pianeta-Capitale e assaporare la parmigiana gourmet dei migliori chef dell’impero. Erano partiti dal basso come semplici agricoltori ma nel giro di pochi anni erano riusciti a conquistare l’intero mercato delle prese da forno diventando una delle famiglie più ricche di sempre. Il Longhi era sempre stato spinto ai margini dai familiari e quando compi 18 anni decise di andare nell’unica organizzazione in cui neanche la sua potentissima famiglia poteva mettere bocca: L’esercito imperiale. Il passaggio dall’agiatezza di una famiglia borghese al grezzo stile di vita militare aveva però distrutto psicologicamente il ragazzo che ora viveva nel costante terrore dei commilitoni e dei superiori.


In appena mezz’ora l’intera compagnia era pronta al discorso. Mark li guido fino agli alloggi degli ufficiali attraverso l’enorme rete di tunnel e trincee che l’esercito aveva scavato in tutti quegli anni. Arrivarono prima del previsto essendo riusciti a elemosinare un passaggio su uno di quei camion ad energia nucleare che si spostavano lentamente fluttuando a qualche metro da terra per consegnare viveri e munizioni alle divisioni che si trovavano coinvolte negli scontri più caldi. Fu per questo che per la prima volta Mark assistette a uno dei famosi discorsi del Generale Supremo abbastanza vicino al palco da riuscire a contare il numero di rotoli di grasso delle alte cariche dell’esercito. Quasi tutta la classe dirigente sia dell’Impero che della Repubblica oscillava fra i 60 e i 70 anni e soffriva a vari livelli di obesità.

Una volta che tutte le truppe che avrebbero partecipato all’assalto del giorno dopo raggiunsero il luogo dell’adunata e i vari ufficiali ebbero ottenuto il silenzio più assoluto, sul palco si attivarono i generatori di ologrammi.

5 figure incredibilmente grasse comparvero e una di loro si fece avanti. Dopo un colpo di tosse, l’ologramma del generale supremo prese a parlare.


- Cari soldati, domani vi aspetta un compito difficile. Dovrete combattere duramente e non vi nascondo che l’intero stato maggiore si aspetta enormi perdite ma a questo non dovete pensare. Non pensate al sangue che scorrerà, alle ossa maciullate, ai morti, agli orfani, alle vedove. Non pensate alla morte. Pensate alla nostra amata parmigiana di melanzane. Pensate che grazie ai nostri sforzi persone in tutto l’impero potranno saziarsi del Pasto. Pensate al nostro simbolo, così fondamentale nella mente di ogni cittadino da essere stato impresso nella bandiera imperiale. Pensate alla storia della parmigiana e a quanto si intreccia con la storia della nostra società. Ricordate l’antica leggenda di come il nostro antico impero è stato fondato? In un pianeta sperduto, ai limiti della galassia, un gruppo di coloni venne a contatto con una razza sconosciuta. Furono questi strani alieni a donare al nostro popolo la sacra ricetta del Pasto. Li abbiamo sterminati ma gli saremo sempre grati per il loro dono. La parmigiana non è solo la nostra storia, è anche il nostro presente. Il motore sociale più forte nella nostra società. Masse di persone si spostano per migliaia di anni luce dai più disparati quadranti per raggiungere i nostri territori, per lavorare, per accumulare denaro, per assaggiare la parmigiana. E una volta assaggiata iniziano a lavorare ancora più duramente per averne ancora e per averne di più raffinata. Domani, nell’ora della chiamata, pensate a tutto questo e fate il vostro dovere. Grazie a tutti.


Gli ologrammi scomparvero all’improvviso. Il discorso aveva scosso quasi tutti i soldati. I loro volti si erano fatti grigi e duri. Nessuno scherzava, nessuno parlava. In ognuno di loro era stata toccata una corda dell’animo che il giorno dopo, sul campo di battaglia, li avrebbe fatti combattere come leoni, si sarebbero sacrificati interamente, non avrebbero avuto paura. L’improvviso gracchiare degli altoparlanti disseminati per lo spiazzo dove si era tenuta l’adunata ruppero il silenzio glaciale che era sceso.


- Tutti i soldati sono invitati alla cena a base di parmigiana di melanzane generosamente offerta dal Generale Supremo


Un boato d’approvazione si alzò dalla folla mentre gli uomini iniziarono a dirigersi verso le cucine. Mark, trascinato dal fiume di militari, si ritrovò in fila per l’atteso passo. Chi era già stato servito gli passava accanto decantando le lodi del piatto. C’era chi si ingozzava senza neanche respirare, chi invece piangeva assaporando ogni boccone per diversi minuti. Alcuni lo paragonavano a quello fatto dalle madri nelle loro case, altri sostenevano fosse la migliore parmigiana di melanzane che avessero mai assaggiato. Alla fine arrivò anche il turno di Mark e il cuoco dall’altra parte del bancone mise nella scodella, come aveva fatto con tutti gli altri soldati, una striminzita cotoletta di pollo.












Commenti

pubblicato il lunedì 21 agosto 2017
fedex95, ha scritto: Questo è letteralmente il primo racconto che riesco a finire, del feedback mi farebbe davvero piacere. Grazie a tutti
pubblicato il lunedì 21 agosto 2017
TL, ha scritto: Bello!,mi è piaciuto!,l'ho letto tutto d'un fiato,e sinceramente mi piacerebbe leggere il seguito!E' scritto bene,l'unica ceppa è la scritta nera su sfondo scuro,potrebbe essere un mio problema,ma con questi colori ho dovuto appiccicare i miei occhi allo schermo,per leggere. Come ho detto prima aspetto il seguito!
pubblicato il lunedì 21 agosto 2017
fedex95, ha scritto: @TL sono contento ti sia piaciuto ma ti devo dare una cattiva notizia: non avevo proprio pensato ad un seguito. Voleva essere un racconto scemo un po' alla Guida Galattica per Autostoppisti di Adams ma autoconclusivo
pubblicato il lunedì 21 agosto 2017
TL, ha scritto: Capisco!Beh,allora aspetto il suo prossimo racconto!
pubblicato il mercoledì 23 agosto 2017
Greta, ha scritto: Ciao! Lavoro curioso... Pensa, all'inizio credevo che i soldati stessi fossero melanzane! Comunque, alcune battute mi hanno fatto davvero sorridere, come gli alieni donatori di cibo sterminati. Credo che il tocco finale, oltre al rendere tutto ancora più ridicolo, possa anche far sorgere delle domande... Ma quanto ha viaggiato la ricetta della parmigiana per trasformarsi in quella di una cotoletta? Se fai un seguito, però, ti suggerisco di esplorare altri aspetti della società, almeno per me insistere ancora su questo rischierebbe di rendere il tutto noioso. Buon lavoro!

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