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lavoro pubblicato sabato 19 agosto 2017
ultima lettura mercoledì 20 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Botta emotiva....

di SkynnyHeart. Letto 297 volte. Dallo scaffale Viaggi

Nei momenti in cui ti senti solo, la scrittura ti fa compagnia, ti asciuga le lacrime, ti da una pacca sulla spalla. A volte, ti dona anche al forze di stringere i denti.

Sono in albergo, ho viaggiato per tutto il giorno: prima un aereo, poi l'altro, arrivo a destinazione e mi becco un bel acquazzone (tipico di queste zone), poi autobus ,e camminata fino all'hotel.

Domani mi trasferirò nella camera che ho preso in affitto e lunedì ho il primo giorno di lavoro. Ora che sono in questa camera di hotel, solo, lo stress e l'euforia per il viaggio se ne stanno andando, lasciando spazio a tristi pensieri di solitudine e di abbandono. Ma nessuno mi ha abbandonato.

Sento fuori dalla finestra il rumore delle auto che sfrecciano, dei taxi che chiamano i clienti, dei ragazzi pronti a fare baldoria, ma dentro di me, invece, sento solo un'assordante silenzio e una sensazione di vuoto siderale riempie il mio essere.

Ho paura, paura della solitudine.

Molto tempo fa, in un post riguardante l'amicizia, che avevo pubblicato, un utente commentò dicendomi che io sento il bisogno di avere amici, di avere qualcuno intorno. Devo dire che aveva proprio ragione.

Questo cambiamento, questo trasferimento, questo lavoro, il primo vero lavoro, mi hanno portato all'allontanamento dai miei punti fermi, dai cardini di tutta una vita.

So che non durerà per sempre, so e spero che passerà, ma adesso, che scrivo piegato sulla piccola scrivania della stanza di questo alberghetto triste e pulito del centro città, mi assale, inevitabilmente e inarrestabile, come fanti al galoppo, quella che inevitabilmente io chiamo la "Botta Emotiva".

Avete presente quando fate un radicale cambiamento nella vostra vita, e, ad un tratto, vi fermate a pensare, a riflettere, e vi sembra di essere assaliti da uno pseudo-dolore alla bocca dello stomaco, mentre il mondo circostante sembra crollare nell'oblio?

Questa secondo me è la botta emotiva: la cascata di tristezza nera ed amarezza che si abbatte sulla mia vita nel momento in cui decido di cambiarla.

Ho pensato, riflettuto, ragionato tanto a riguardo: forse è una fase necessaria, o forse alcune persone l'hanno insita nell'animo. Non è la prima volta che mi succede, e non sarà nemmeno l'ultima. Ne sono sempre uscito più forte e motivato di prima, ma in quelle ore, in quei giorni o anche settimane, in cui l'acqua inquinata, torbida, nera dell'amarezza, della tristezza, della quasi rassegnazione, si abbate su di te, credi che questo momento non passerà mai.

Se guardo indietro nella mia vita, il mio Erasmus sicuramente cominciò molto peggio: non riuscì a trovare subito una stanza in affitto, dovetti stare per molti giorni in un albergo, spendendo soldi sudatamente e faticosamente guadagnati dai miei genitori, e avendo io stesso, degli pseudo-attacchi di panico.

Credevo di aver perso tutto, di aver fallito, ma piano piano, ho risalito la china e ora, a distanza di quasi un anno, posso affermare che quello è stato l'anno più bello della mia vita.

Voglio che sia lo stesso anche questa volta: una casa la ho già, e anche un lavoro, devo solo cominciare ad inserirmi, a stringere amicizie, ad uscire, a settare la mia vita in questa città nordeuropea così fredda, ma che io posso scaldare a mano a mano.

Non è facile, non ho mai detto che lo sarebbe stato: un conto è dirlo, un conto è trovarcisi.

Spero di riuscire ad ambientarmi anche questa volta, voglio andarmene di qui (ancora non so quando) lasciando un pezzettino del mio cuore in questo posto. Voglio che sia indimenticabile anche questa volta.

Domani pomeriggio trasloco in casa, mentre invece domani mattina voglio visitare la città e specialmente vedere il posto in cui dovrò lavorare.

Tutto sta per cominciare.

Ho tanta paura, ma anche tanta speranza.

Solo chi non osa, non sbaglia mai.



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