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lavoro pubblicato sabato 12 agosto 2017
ultima lettura sabato 22 settembre 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Vengono, a volte.

di Drakuma. Letto 183 volte. Dallo scaffale Pensieri

Vengono, a volte, momenti come questo. Pesanti, silenti, che entrano nelle giornate mondane, che nel bene o nel male, vagano, trasportate dagli eventi.A volte, ci si scontra, con la deluzione, con la frustrazione, che diventa un peso che soffoca, sul p...

Vengono, a volte, momenti come questo.

Pesanti, silenti, che entrano nelle giornate mondane, che nel bene o nel male, vagano, trasportate dagli eventi.
A volte, ci si scontra, con la deluzione, con la frustrazione, che diventa un peso che soffoca, sul petto.
Eppure, anche alzando lo sguardo alla nuova mattina, con quella scintilla di speranza, le cose non cambiano mai.
Sembra che il destino, si faccia beffa delle sue vittime, provando un enorme gusto, a far provare il rammarico.
Sembra che le cose, non riescano ad avere un propio corso, ma solo un miscuglio di eventi, presi a caso.
Non importa, come avvengono o perchè debba avvenire, l'unica cosa certa, che le trovi li, senza muoversi, in un angolo, a volte ci trovi anche qualche sogno perso, in questa strada, ma tutto alla fine, lo trovi li.
Sembra quasi, che il destino, provi gusto a vedermi cosi, ma ancor di più, sapendo che non riesco a far altro, che continuare per quella strada.
Molto spesso, invidio coloro, che riescono a gettare tutto, se stessi, solo in un lancio di una moneta, senza pensare o sperare nel dopo, senza avere dubbi o incertezze, ma essere sicuri, che in quel modo, tutto si liberi, spezzando quelle catene, che ci tengono legati al destino.
Il dolore di un istante,per una pace eterna, ma è davvero cosi? Mi chiedo se anche in quel modo non si possa sfuggire dal destino, sicuro che anche da quella parte, saprà trovarci per divertirsi ancora con noi.
Ma allora, non potremo mai, essere liberi?
E un desiderio, che non compete alle vite di persone come noi?
Che per quanto vogliamo non sanno, guardare il mondo in un altro modo.
Eppur, basterebbe una guida, una lanterna che ci illumini la fronte, per sapere che non siamo soli, che qualcuno pensa alle nostre lacrime e ai nostri rimpianti, che sà il nostro pensiero, che sa leggere il nostro cuore.
Avere un grande abbraccio, quando nella notte, tutto incomincia a farsi freddo, tutto incomincia a farsi scuro, senza che avremo nemmeno il tempo di accorgercene, ma sicuri che qualcosa non ci farà perdere ancor.
Ma questo fardello, non lo desidera nessuno, è un peso che solo noi, riusciamo a portare, riusciamo a scoprire, disillusi dalle false promesse e dai ponti che ci portano a strade deserte.
Al fine di vivere, al centro di un isola, con quelle catene e quei fili, che ci tendono, finchè, non ci spezziamo, finchè qualcosa dentro muore e noi con essa.
Il tempo sana le ferite, ma non i cuori.
Che ancor cercano riposo e calore, cercano disperati e tristi quel tepore vero, sincero, quel luogo, che i viandanti, chiamano "casa", anche sapendo che, essa è solo uno scherzo del fato, una battuta per far sorridere un pò i pensieri.
Coprendo con queste tende di color porpora, il quadro di una vita, che non è mai nata e che dalla tela bianca diventa una pennellata di nera cenere.



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