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lavoro pubblicato sabato 12 agosto 2017
ultima lettura mercoledì 17 ottobre 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Io e la Bestia

di Drakuma. Letto 176 volte. Dallo scaffale Pensieri

Io: Chi sei? Bestia: Io sono te. Io: Che cosa vuoi da me? Bestia: La vera domanda sarebbe, tu cosa desideri da me? Io: Io non voglio niente da te. Bestia: Perchè ti ostini a mentire, a te stesso? Io: Io non sto ment.....

Io: Chi sei?

Bestia: Io sono te.

Io: Che cosa vuoi da me?

Bestia: La vera domanda sarebbe, tu cosa desideri da me?

Io: Io non voglio niente da te.

Bestia: Perchè ti ostini a mentire, a te stesso?

Io: Io non sto mentendo.

Bestia: Io sono te, non puoi mentire a te stesso.

Io: Non è verò, io non...

Bestia: Tu hai sempre mentito a te stesso, hai voluto credere di essere sincero con te stesso, ma non lo sei mai stato e adesso che mi stai cercando, continui ancora a mentire, perchè ti ostini in questo modo?

Io: Io non sto mentendo a me stesso e non ti ho mai voluto cercare, non so nemmeno chi tu sia.

Bestia: Io sono il tuo lato oscuro, la tua rabbia che è cresciuta assieme al dolore, più gli uomini ferivano il tuo cuore e più io crescevo, non esistevo prima che tu conoscessi il dolore, ma adesso sono abbastanza grande da poterti aiutare, da stare al tuo fianco e liberarti da queste catene.

Io: Non capisco cosa tu voglia dire, non riesco a capire, sembra tutto cosi assurdo, sembra di essere in un sogno...

Bestia: Caro amico, la vità intera è un sogno, un sogno fatto di illusioni, che ci fanno credere di essere felici, che ci illudono cosi da poter continuare a vivere serenamente, ma mentre al nostro esterno, mostriamo un guscio di sfarzi e gioie, dentro marciamo, ci facciamo divorare dalla paura, dal timore e dalla insicurezza, per questo noi nasciamo dentro di voi, per compensare quel vuoto che voi stesso create dentro quei gusci.

Io: Voi? Cosa siete esattamente voi...

Bestia: Immagina, un giardino pieno di fiori e cespugli rigogliosi, che si estendono a perdita d'occhio, questa è l'anima umana, ma dopo aver subito le prima ferite, i fiori incominciano a marcire, le foglie a seccare e il terreno diventa arido, tanto che più le ferite diventano grandi, tanto più il giardino si trasforma in una distesa sabbiosa.Noi siamo semplicemente coloro che trasformano quel deserto in paludi, ricchi di alberi, foglie e di vita, non sarà splendido e candido come l'animo umano, privo di peccati, ma almeno non è completamente vuoto.

Io: Ma, come è possibile che ciò possa accadere, non riesco a credere, che delle semplici ferite, possano ridurre cosi questo autentico paradiso, in questo straccio di inferno

Bestia: Le ferite, non fanno altro che aprire buchi, nell'anima delle persone, dentro di esse regna il vuoto, perchè durante la sua esistenza, si perde qualcosa di importante per noi e più passa il tempo, più quei buchi si allargano, diventando fossati e mentre il vuoto dilaga nell'anima, l'uomo, che è obbligato da legami o da sentimenti troppo futili, da raccontare, ricerca in se stesso il coraggio per tappare quei buchi, ma non riuscendo a trovare quelle cose importanti, che aveva perso, le riempirai con qualunque cosa che riesca a colmare quel vuoto e cosi arriviamo noi, che nutrendoci di quel dolore, lo ricolmiamo di rabbia, di odio.

Io: Ma cosi gli uomini non riusciranno mai ad essere felici, se dentro di loro, riversate rabbia e odio.

Bestia: E quale uomo è felice? Cosa sarebbe la felicità stessa, se non l'appagamento di un propio desiderio, la ricerca di qualcosa che ci fa sentire vivi, anche se completamente inutile per noi stessi o per gli altri, la ricerca della felicità è una strada che porta ad un vicolo cieco, perchè la felicità esiste, nel momento stesso, in cui si rinuncia a essere umani.

Io: E cosa si diventa, dopo aver rinunciato, alla nostra esistenza, come esseri umani?

Bestia: Desideri davvero conoscere, la risposta a questa domanda?

Io: Credo di si...

Bestia: Caro, amico mio, tu non sei giunto, fin qui per sapere questa domanda...

Io: Come fai a dirlo?

Bestia: Lo leggo nei tuoi occhi lividi, la tua domanda è un altra, anzi è una richiesta quella che cerchi, ma se non la poni prima, non sarò capace di esaudire, tal desiderio

Io: ...hai ragione, vero ora ricordo, sono venuto qui per domandarti un favore.

Bestia: E dimmi quale sarebbe questo favore, che tu sei giunto a domandare?

Io: Libera la mia anima dall'amore, cancellane ogni traccia da esso, fallo sparire, cosi da non sentirne, nemmeno più il minimo bisogno o necessità, nemmeno il più benchè minimo ricordo alcuno

Bestia: Ah, l'amore, la più grande spada che sia mai stata sguainata contro l'animo umano, che inebria anche gli uomini più saggi, facendoli cadere vittime di un crudele destino, ha strappato la vita alle giovani e speranzose anime, credendo che la loro unione gli avrebbe portati oltre i confini di questo mondo. Poveri stolti! l'unico confine che si può infrangere in questa esistenza è la morte stessa, tutto il resto diventa solo un riflesso, della nostra anima, che vorremmo portare con noi, ma certi fardellli, sono troppo pesanti, per essere portati, dall'altra parte.

Io: Allora, potrai esaudire la mia richiesta?

Bestia: ehm, temo di no, amico mio, non posso propio, come ti ho già detto noi ci nutriamo dei vuoti, che si formano nelle ferite di voi esseri umani e l'amore è uno dei cibi più prezioni, dato che riesce ad aprire crepe di gran lunga più grandi, delle guerre, se esaudissi il tuo desiderio io scomparirei e se io scomparissi, anche tu faresti la stessa fine.

Io: Chiunque tu sia, non importa, quale sarà la mia fine, qualsiasi fardello è troppo pesante, da poter essere portato, in questo mondo, chiamato vita, perciò se il prezzo per cancellare questi ricordi è la mia stessa esistenza, allora non esiterò a pagare il pegno, che devo.

Bestia: Folle, secondo te, io posso desiderare la mia distruzione, come stai facendo tu? Non farmi ridere, pensa più tosto a come usare questo veleno, che ti verso da tempo immemore nel tuo corpo, sfruttalo e fallo diventare nuova essenza del tuo essere. Brucia ogni cosa nel tuo cammino, senza lasciare che altre ferite, posso riempire ancora il tuo corpo, usalo e sarai davvero libero dal dolore.

Io: Il vero folle sei tu, credi davvero, che non abbia assaporato quel nettare, che mi pulsa nelle vene? So cosa comporta, far del male ad altri, ad innocenti che non centrano nulla con questo dolore che mi porto...

Bestia: Cosa importa degli altri! Nessuno è innocente o vittima in questo mondo, siamo tutti mostri, che si nutrono della vita degli altri, nessuno fa eccezzione, te compreso

Io: Ironico, pensavo che conoscessi tutto di me, invece sembra che non conosci propio nulla, o forse stai cercando di mentirmi come daltronde ho sempre fatto io stesso.

Bestia: Cosa intendi dire?

Io: Che hai paura! Sai perfettamente, che non condannerei altre persone, ad una sofferenza ancor più grande per lenire, le mie, ma sarei capace di farmi mie le loro, cosi da poter sparire, liberandoli anche se per poco, di quei vuoti, che dimorano in loro.

Bestia: Io paura? perchè mai dovrei averne, farti tue altre ferite, vorrebbe dire per me, crescere ancora e ancora, quindi perchè dovrei temere qualcosa da te?

Io: Lo sai benissimo, perchè io ricerco la fine di questo dolore e credo che dopo aver gettato l'ultima speranza, giungerebbe il momento, di dirsi addio

Bestia: Non lo permetterò mai, tu dovrai vivere e continuare a soffrire sempre più...

Io: Vero, infatti non è un addio alla mia vita, ma alla tua, potrai crescere quanto vorrai, uscirai qualche volta, assieme al tuo veleno, ma farò in modo, che coloro che mi seguiranno, avranno un altra possibità, un peso in meno, nella loro anima.

Bestia: Ma cosi scomparirai, per le troppe ferite!

Io: Essia, una vita, vissuta in illusioni e sofferenza, non ha senso di essere vissuta, l'unico scopo che sono riuscito a trovarvi e questo, dovrò soffrire ancora, ma almeno saprò che le ferite degli altri, si leniranno, se pur per poco

Bestia: Questo tuo gesto è completamente inutile, ma essendo curioso di vedere, quale sarà il riversarsi del destino, vedrò ogni tuo passo e carpirò ogni minima essenza di questo tuo sacrificio, cosi da assaporare ancor più, il dolore che alla fine proverai

Io: Mi dispiace povera bestia, il più grande dolore che ho mai provato, lo hai gia assaggiato in passato e non ci sarà una seconda portata...

Bestia: Staremo a vedere, arrivederci, mio caro amico, a presto....


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