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lavoro pubblicato martedì 8 agosto 2017
ultima lettura lunedì 21 agosto 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'amore guarito

di Esmeralda2. Letto 137 volte. Dallo scaffale Amore

Una delle mie più importanti storie d’amore finì con un smsNon c’era whatsapp, nè gli smartphone…c’erano...

Una delle mie più importanti storie d’amore finì con un sms
Non c’era whatsapp, nè gli smartphone…c’erano i siti web e c’era il cellulare. Con possibilità di sms. Oppure la viva voce.
Lui mi lasciò con uno scambio di sms
Ero innamorata di lui, porca miseria se lo ero. Ci dividevano un sacco di chilometri, io a Roma lui a Milano. Ma ci sentivamo vicini, affiatati come non mi era capitato mai nella vita. Eravamo grandi, avevamo coniugi e figli entrambi. Eppure ci amavamo.
Passavamo le ore al telefono, con gli auricolari. Parlavamo di tutto, facevamo tutto insieme. Io le faccende domestiche, la spesa, lui il tragitto in auto per andare al lavoro e gran parte del lavoro poteva svolgerlo stando al telefono con me.
Era tutto estremamente romantico. Ridevamo, parlavamo dei fatti di cronaca, di politica, del nostro passato, delle nostre infanzie. Io parlavo di mio figlio.
E sognavamo di riuscire a stare insieme un giorno. Magari anche da vecchi, in pensione. E ridevamo di questo. “Ci daremo l’un l’altra le gocce per l’artrosi, le pasticche per la pressione….” E ridevamo dolcemente.
Ciclicamente ci incontravamo. Veniva lui a Roma o io andavo su. Stavamo insieme una giornata. Tanto amore. Facevamo scorta di emozioni, poi via, di nuovo a mettere in mezzo i chilometri tra noi.
Poi un giorno mi molla. Con un sms.
Era sabato. Nel weekend c’era una sorta di silenzio stampa, tipico delle coppie di amanti. Cerco di capire, risponde poco e male.
Gli scrivo, per ora ti lascio stare, ma lunedì mattina pretendo spiegazioni a voce.
Lunedì la chiamata non arriva. Sempre via sms, prova a spiegare. Risposta ufficiale: sta male.
Non ha senso. Indago e pretendo spiegazioni. Non arrivano se non spezzate e via messaggio.
Nulla. Lui parte da Milano e fa ritorno al sud, al suo paese natale.
Io sto malissimo. Settimane. Mesi. Molti mesi.
Piango come una fontana, disperata per ore e ore ogni giorno, le stesse ore che fino a poco prima passavo al telefono con lui ad amoreggiare, ora le piangevo.
Non riuscivo a darmi pace. A trovare una spiegazione. Un motivo logico.
La vita in casa con mio figlio procedeva per forza di cose, doveva fare la comunione e io mi feci assorbire volentieri da questo evento.
Dopo molti mesi, un sms. Un messaggio inviato a me come se avesse “sbagliato persona” Un modo per riavvicinarsi e riprendere i contatti. Io avevo smesso di piangere da poco. E da poco avevo ripreso a dormire la notte.
Mi fece tremare quel riprendere i contatti….e non sapevo bene cosa fare.
Fino a che un giorno mi squilla il telefono. Ero in strada, sovrappensiero rispondo.
“Ciao” Era la sua voce. Un tuffo al cuore….
Per un istante mi passò avanti tutta la nostra storia, tutto il tempo trascorso con lui al telefono, via chat sui siti, via sms. Tutto. Gli incontri, i baci, i batticuori.
Quei messaggi deliranti di addio. Il mio dolore e il mio cuore rotto.
Tutto.
No caro, non ero disposta a riprendere da dove avevamo interrotto. Non ho intenzione. Sai che c’è? Non ti amo più. Sono guarita.
Adieù


Commenti

pubblicato il martedì 8 agosto 2017
tore19831983, ha scritto: Tanta stima. Credo sia davvero la cosa più difficile al mondo: imporsi di smettere di farsi male continuando una relazione deleteria e parziale per poi guarire.

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