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lavoro pubblicato domenica 6 agosto 2017
ultima lettura venerdì 15 dicembre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Una notte di una calda estate

di Drakuma. Letto 167 volte. Dallo scaffale Amore

Fù un attimo, come si raccontava nelle favole, in quelle famose storie di scrittori, che per noi ci sembravano cosi stupide, cosi esagerate. I nostri sguardi si erano incrociati attorno a quel tavolo e il mondo frenetico che avevamo attorno, ini...

Fù un attimo, come si raccontava nelle favole, in quelle famose storie di scrittori, che per noi ci sembravano cosi stupide, cosi esagerate. I nostri sguardi si erano incrociati attorno a quel tavolo e il mondo frenetico che avevamo attorno, inizio a rallentare, come se tutto l'universo volesse concederci tutto il suo tempo per comprendere ciò che le nostri menti non avevano ancora compreso.
Dentro quello sguardo pieno di sogni e quel sorriso stracolmo di bellezza, riconobbi per la prima volta cosa fosse davvero la felicità. Non quella, melanconica raccontata per tirarti su di morale o sdolcinata, da film d'amore. No. Era come il primo passo che compiamo durante la nostra vita, la prima volta che vediamo il mare, una sorpresa che sgranava gli occhi e ti faceva sorridere senza nemmeno rendertene conto. Ecco cosa era lei per me.
Il mio viso, cosi buffo, la colpi immediatamente, trasformando quel momento immortale, in un buffo sorriso, che mi risveglio da quel sogno riportandomi violentemente alla realtà.
In tutta la serata, non ci dicemmo nulla, ogn'uno con i propri amici, parlando della vita di tutti i giorni, senza lasciare nemmeno per un attimo che i nostri sguardi potessero rincontrarsi, anche solo di nasconsto, come due amanti, che protetti dalla notte, si scambiano promesse di eterno amore.
In breve tempo, molti di noi, ritornarono alle loro vite, nelle loro case, ed io ero li a contarli, nella vaga speranza che potessi almeno per un altra occasione, inebriarmi di lei, ancora una volta.
La mia mente, mi gridava svariati modi per attaccare bottone, infinite scuse per dirle qualcosa, ma per quanto dentro il me il coraggio era un re su un trono, all'esterno, non riuscivo a mostrare altro che un sorriso smorto e tanto più giungevamo al momento che ci avrebbe separato, tanto più, volevo con tutta la forza dentro il petto, con tutto il fiato in gola, gridare e dirle, resta con me. Ancora un ora, ancora un attimo. Rimani ancora con me.
Senza che potessi nemmeno rendermene conto, mi ritrovai solo con lei, verso il tragitto per casa sua. Nessuno dei due disse nulla. Il silenzio fù il sottofondo dei nostri passi, fino a giungere sotto il portone del palazzo.
Lontani, eravamo lontani, come se entrambi fossimo stati ai due capi del mondo, nonostante solo pochi metri ci separavano, sentivo in me quella distanza diventare ancora più immensa e io impotente per poterla accorciare.
Lei si volse verso di me, mi guardo con occhi lucidi e mi sorrise, non disse nulla, nemmeno una parola, ma io riusci ad ascoltare ciò che stava oltre, un fiume di parole, che avrebbe voluto dire, di sguardi persi nel vuoto, mentre ci incamminavamo, di coraggio trovato e perduto per riuscire ad avvicinarsi e di essere arrivata alla conclusione di quel piccolo viaggio, senza aver trovato il coraggio di dire nulla. Come un onda quei sentimenti mi colpiro il cuore e travolto, la strinsi a me senza pensarci, lei rimase per un attimo immobile. Mi strinse delicatamente la schiena, quasi imbarazzata dal mio gesto avventato, ed fù li che quelle parole, che avevano urlato nel mio cuore, riuscirono a trovare l'uscità da quella buia grotta, che era la mia insicurezza. Sgorgarono copiose e dissi, sentendo il cuore che era pronto per scoppiare da un momento all'atro. "Non ti voglio lasciare, voglio rimanere con te".
Sentì le sue dita stringermi con forza, come se si stesse disperatamente aggrappando al mio corpo per non cadere. Rimanemmo cosi per diversi minuti, almeno credo che fossero stati minuti, perchè dal mio punto di vista, avevo vissuto altre vite, in quel momento vissuto con lei. Poi come animali impauriti, ci allontanammo lentamente, senza trovare ancora una volta il coraggio di guardarci negli occhi, per dire ancora una volta, ciò che stava rimbombando nei nostri petti, in quel silenzio, che ormai era diventata la nostra canzone. Non ebbi nemmeno il tempo di rendermi conto di cosa era successo, che rubò un bacio dalle mie labbra e rapi per sempre il mio cuore. Era un bacio che aveva il sapore dolce del peccato e l'amaro dell'amore. Un bacio, che mi aveva marchiato nel fuoco il cuore e nell'oblio la mente. Ce ne furono tanti altri, dopo quello, tanti altri momenti stupendi e tanti altri che tutt'ora ricordiamo. Sono passati più di vent'anni, da quel nostro incontro ed ancora oggi, nonostante i segni del tempo che passa, rimane lei, la donna della mia vita. Vissuta in una grande avventura che è stata poi sugellata da una promessa di eterno sentimento, che noi avevamo già immortalato in quella meravigliosa notte di una calda estate.


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