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lavoro pubblicato domenica 6 agosto 2017
ultima lettura mercoledì 10 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La signora oscura Coda di cavallo e il signor Fiamma

di LadyV. Letto 314 volte. Dallo scaffale Fantasia

Il vulcano che troneggia nell'estremità nord-ovest del Continente Elementale è da tempo immemore l'insediamento ideale per la tribù del fuoco...

Il vulcano che troneggia nell'estremità nord-ovest del Continente Elementale è da tempo immemore l'insediamento ideale per la tribù del fuoco. Gli stregoni e gli artefici di questo elemento vivono con passione la loro vita sui suoi pendii e hanno trovato la perfetta dimora attorno al suo cratere bollente.
E tra le rocce calde di questa regione, camminava una ragazza che nulla aveva in comune con il tipico aspetto degli appartenenti al fuoco. I candidi e lunghi capelli, legati in una coda alta e morbida che si muove dietro la schiena a ogni passo, la identificano senza ombra di dubbio come un esemplare di luce. A confermare ulteriormente questa ipotesi c'erano gli occhi freddi come il ghiaccio e la carnagione chiara. Per questi abitanti del deserto era inusuale muoversi al di fuori del proprio territorio, ma Iimil era diversa. Nata da una delle famiglie più ricche del suo villaggio, era stata l'unica strega capace di rifiutare un matrimonio combinato e a scappare dal paese natìo in cerca di avventure.
E così si era ritrovata, appena il sole era calato e aveva lasciato posto alle amate tenebre, a scalare il vulcano. Con dei pantaloncini neri, calze sottili decorate con fiori e rampicanti, scarpe comode, top con scaldamuscoli abbinati e uno zaino con tutto il necessario poggiato sulle spalle, sembrava proprio una ragazza in escursione. Tuttavia, dopo due ore di cammino, il dolore alle gambe e il fiatone l'avevano convinta a scendere di nuovo. In fondo quella non era per nulla il tipo di avventura adatta ad una fanciulla così nobile ed elegante.
affermò verso il cielo stellato. si disse con tono dignitoso.
E fu proprio per questo suo sguardo rivolto verso l'alto, fiero e maestoso, che non prestò più attenzione a dove metteva i piedi. Inciampò su una sporgenza rocciosa del terreno. Riuscì a non cadere piantando un piede per terra con forza e roteando le braccia tese attorno al corpo.
esclamò, senza muoversi da quell'equilibrio precario.
Lo sguardo della ragazza si affinò e cercò nell'oscurità ciò che la sua mente aveva fantasiosamente ideato.
Per sua fortuna alle pendici del vulcano non c'era un feroce assassino, ma solo un giovane ragazzo. Aska, uno degli appartenenti alla razza degli stregoni del fuoco, quella sera aveva deciso di stanziarsi sul tiepido terreno di quella zona. Capelli rossi che non raggiungevano le spalle, occhi color rubino e pelle abbronzata erano le caratteristiche prime della sua stirpe. Come se tutto ciò non potesse bastare, indossava una felpa nera con l'immagine di una fiamma disegnata sul petto, in netto contrasto con i pantaloncini bianchi.
Il giovane sperava in una serata tranquilla, ma la presenza della sconosciuta lo divertì e lo convinse ad alzarsi. Si pulì la polvere che aveva addosso e si calò il cappuccio sul volto, mostrando delle simpatiche orecchie di stoffa rossa che richiamavano la forma della fiamma.
rispose cercando di risultare solenne e baritonale. Portò una mano aperta vicino al mento, con il palmo rivolto verso il viso, e richiamò in essa un fuoco luminoso che creò ombre disumane sulla sua figura.
Iimil si coprì il viso con un braccio, trovando quell'improvvisa illuminazione fastidiosa per gli occhi chiari.
chiese, per nulla spaventata. Affinò lo sguardo cercando di capire chi aveva di fronte, ma la sagoma dietro la fiamma non era distinguibile.
confermò Aska, lasciando perdere il tono aulico di prima. concluse con aria pensierosa.
urlò all'improvviso la ragazza alzandosi e stringendo i pugni. aggrottò le sopracciglia prendendo in seria considerazione questa nuova ipotesi su se stessa.
sospirò lei, scoprendo di non essere il male. Strinse le labbra, dispiaciuta dalla rivelazione.
Lo stregone del fuoco si avvicinò lentamente con un sorriso divertito sul volto e abbassò la mano con la fiamma, usando la sinistra per abbassare il cappuccio.
la consolò.
sorrise lui.
Iimil non si fece impressionare e allungò una mano per indicarlo con decisione. Sorvolando su quando si sarebbero già scontrati, strinse la mano destra in un pugno e la alzò in segno di sfida. chiese infine, educatamente.
Aska, sentendo le parole di lei, la guardò intensamente negli occhi con un'espressione seria. <È così quindi...> fece una pausa di pochi secondi.
Dopo quell'intenso momento, il giovane stregone tornò a sorridere e fece un breve inchino nei confronti della nemica. In quello stesso momento la luce provocata dalle fiamme magiche dello stregone si spense e a illuminare la scena restò solo quella delle stelle e della luna.
le disse tenendo la testa bassa.
Vederlo così serio fece scappare una smorfia divertita alla ragazza. Non lo conosceva, eppure riuscivano già a comportarsi come se fossero amici.
sospirò Iimil, decisa a continuare quello strano gioco di ruolo.
La strega di luce annuì e si avvicinò al ragazzo, poggiandogli una mano sulla spalla mentre l'altra si elevò verso il cielo e gli mostrava la volta celeste.
lo informò. affermò entusiasta, già pregustando un dominio assoluto su tutto ciò che li circondava.
disse Aska in tono estatico, continuando a rimanere inchinato e senza alzare lo sguardo. Dalla voce sembrava serio, nelle sue intenzioni un po' meno.
annuì Iimil, memore della fatica appena affrontata per raggiungere la cima del vulcano. Incrociò le braccia al petto e osservò il sottoposto mentre il volto era concentrato nell'evidente sforzo di immedesimarsi in un personaggio cattivo.
urlò, dandosi una spinta con il piede destro per iniziare una breve corsa di pochi metri. Si girò di nuovo verso di lui, i capelli bianchi le volteggiarono attorno al viso. mosse il braccio e lo portò di fianco al corpo, come se avesse in mano un'alabarda o una bandiera piantata nel terreno.
disse Aska alzandosi e avvicinandosi nuovamente alla strega di luce, prendendo con la destra la stessa bandiera immaginaria tenuta da lei e guardando lontano oltre l'orizzonte.
Aska girò il viso verso Iimil e restò un istante a guardarla. Era seria e impettita. La situazione gli risultò talmente inusuale che scoppiò a ridere senza più ritegno.
le disse tra una risata e l'altra.
Un sorriso sfuggì dalle labbra della strega, ma riuscì a dissimularlo con una linea piatta delle labbra.
intimò, increspando la bocca e cercando di fermare un tic al viso che voleva a tutti i costi abbandonare quell'espressione corrucciata.
Iimil si morse le labbra per restare seria, ma nemmeno questo le servì. Girò il viso di lato e scoppiò a ridere a sua volta, portando una mano aperta sulla pancia e piegandosi in avanti. Oltre alle risate pronunciò suoni incomprensibili prima di accovacciarsi con le spalle tremanti.
riuscì a dire infine, pulendosi una lacrima con la mano e guardando verso l'alto, verso l'amico. minacciò con il sorriso sulle labbra.
Aska si girò verso di lei, continuando a ridere. Portò una mano nella tasca dei pantaloncini e ne estrasse una barretta al cioccolato, che offrì all'amica.
Iimil allungò la mano verso quella di lui e si aggrappò, usandola come appiglio per rimettersi in piedi. Quando la lasciò portò con sé la barretta di cioccolato.
esclamò stupita. iniziò a raccontare in modo entusiastico aneddoti su razze inesistenti prima di scartare il dolce. Diede un morso e un'espressione estasiata le si formò sul volto.
La giovane staccò un pezzo di barretta con le mani e offrì il resto al nuovo amico, che lo prese e lo mangiò senza pensarci due volte, gustandosi ogni boccone.
Aska continuò a darle corda. una pausa per deglutire
La ragazza ascoltò le sue parole lasciando che il cioccolato le si sciogliesse in bocca, ben serrata. Così furono le sole espressioni del viso a parlare: si accigliò, annuì e scosse la testa in modo alternato, piegò la testa di lato e alzò un sopracciglio. Insomma fece una serie di gesti che di chiaro avevano ben poco.
Con fare teatrale, lo stregone del fuoco si tirò nuovamente su il cappuccio della felpa, tornando ad essere Signor Fiamma.
La confessione del ragazzo sulle sue origini stupì Iimil.
chiuse gli occhi e fece un respiro profondo prima di iniziare a parlare con il tono dell'insegnante che spiega e lei ne sembrava davvero convinta. Difficile dire se scherzava o credeva davvero in ciò che diceva. diede l'ultimo morso al suo cioccolato mentre mostrava crescente curiosità per l'infanzia del nuovo amico.
le rispose con un sorriso, usando un tono stranamente più serio.
sorrise lei. Aveva ormai perso il conto di quante volte il ragazzo avesse cambiato grado e posizione quella sera.
La ragazza si sistemò lo zaino sulle spalle tenendolo con entrambe le mani.
propose Aska, ricorrendo al tono più solenne di cui è capace.
La strega acconsentì e i due ragazzi si incamminarono per abbandonare le pendici del vulcano. Avevano sorvolato le presentazioni e si erano creati delle identità fittizie. Erano decisi, per divertimento o per stupidità, di ricordarsi l'uno dell'altra in questo modo. Continuarono a chiacchierare lungo il tragitto e bene preso il suono dei loro discorsi si allontanò, lasciando il Mits silenzioso e tranquillo, come lo era stato prima del loro arrivo.


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