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lavoro pubblicato giovedì 3 agosto 2017
ultima lettura domenica 25 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Capitolo 6

di martystories. Letto 399 volte. Dallo scaffale Amore

<Tu?> mi chiede sorpreso squadrandomi da capo a piedi. Domanda da premio Oscar! Lui è seduto sul divano di casa mia e mi chiede cosa ci faccio io.<Potrei farti la stessa domanda> ironizzo. Fa una faccia nervosa, come quella che gli h...

<Tu?> mi chiede sorpreso squadrandomi da capo a piedi. Domanda da premio Oscar! Lui è seduto sul divano di casa mia e mi chiede cosa ci faccio io.

<Potrei farti la stessa domanda> ironizzo. Fa una faccia nervosa, come quella che gli ho visto oggi con i suoi amici. Noto che accanto a lui c'è una ragazza rossiccia che mi guarda storto. Se gli sguardi potessero uccidere, io di certo non sarei ancora qui.

<Vedo che hai già conosciuto Calvin ed Evelyn!> dice mia zia sbucando dalla cucina. Il fatto è che lei lo trova divertente, io no. Le faccio segno di seguirmi in cucina e annuisce. Calvin e la ragazza rimangono seduto con un espressione perplessa.

<Come mai sono qui? E chi è quella ragazza?> chiedo con un sorriso finto.

<Sua zia ed io siamo grandissime amiche e vicine di casa. Stasera sia lui sia sua cugina sono qui a cena. È forse un problema?> mi chiede come se non fosse ovvio. Accanto a lei c'è una signora di mezza età, che sta cucinando. Mi sorride, e io contraccambio. Non so veramente come potrà finire questa serata. Decido di andare in salotto per guardare la TV, ma quando arrivo là, Calvin se ne va. Non capisco, e piuttosto che arrabbiata sono confusa.

Decido di raggiungerlo per chiarire una volta per tutte questa situazione. Non voglio litigare, ma se è necessario per sapere la verità sono disposta a farlo.

<Mi spieghi qual è il problema?> gli urlo contro. Lui si blocca, e poi, lentamente, si gira.

<Cosa intendi?> pensa che io sia stupida, bene. Buon inizio.

<Non mi conosci nemmeno e scappi da me ogni volta che mi vedi> gli specifico, anche se ha capito benissimo cosa intendo.

<Saranno fatti miei, no?> mi chiede avvicinandosi al mio viso. Siamo vicinissimi, e ci fissiamo a vicenda. Le sue labbra sono perfette, carnose e rosee. I suoi occhi scuri sono tristi. Quegli attimi mi sembrano un eternità, e non vorrei mai staccare la vista da quella perfezione. Sono come ipnotizzata.

<Lasciami in pace, o...> mi fa scendere dalle nuvole, e in un attimo rispondo.

<O?>. Gli sto tendendo testa, e questo sembra innervosirlo.

<... o per te si mette male> risponde, mentre sentiamo nostra zia che ci chiama per la cena.

Al tavolo ci sono solo le nostre zie che parlano, ma tra noi ragazzi ci sono solo scambi di occhiataccie. Non ho intenzione di dire nulla e di andare in camera mia il prima possibile per ascoltare un pò di musica. Finchè l'attenzione di tutti non ricade su di me.

<Ti piace qui, Madison?> mi chiede Judie, e devo ammettere che una domanda più sbagliata non avrebbe potuta farmela. Il posto è sicuramente fantastico, ma della compagnia è meglio non parlarne.

<Sì, mi piace molto.> cerco di sorridere in modo più naturale possibile finché un affermazione scioccante mi fa andare di traverso il boccone.

<Madison, si vede lontano un miglio che menti. Dì la verità> sul fatto che Calvin sia insopportabile e rognoso siamo tutti d'accordo. Ma ora come rispondergli?

<No, per tua informazione non sto mentendo. Sono del tutto sincera. A parte per la presenza di una persona qua è tutto fantastico> rispondo, cercando di far capire che quella persona è lui.

Dopo questa frase cala un silenzio imbarazzante. Si sentono solo il rumore delle posate sulla ceramica.

<Io ho finito. Se volete scusarmi> mi alzo levando il tovagliolo dalle gambe.

<Aspetta Madison. C'è anche il dolce>mi avverte mia zia. Che bello! Non vedevo l 'ora di ricevere questa notizia!

Mi arrendo all'idea di andare via subito, ma a sentire quel tiramisù, ne valeva decisamente la pena!

<Questo tiramisù è squisito, signora Judie!> esclamo finendo il dolce in meno di un minuto. Mi sorride, quando sento il mio cellulare squillare. E' Scott. Piano piano mi allontano scusandomi.

<Ciao piccola> mi è mancata la sua voce e mi strappa un sorriso <come va?>.

<Il posto è stupendo e ho conosciuto anche un pò di amici> decido di non dirgli di Calvin, perché potrebbe causare solo gelosia.

<Bene. Mi fa piacere. Ci sono Andy e Trent, vuoi che te li passi?> mi chiede. Accetto e in meno di un secondo sento le voci dei miei migliori amici spaccarmi il timpano destro.

<Ciao ragazzi!> mi viene da ridere pensando alle bandane di Trent e ai riccioli tutti spettinati di Andy.

<Allora come va? E' bella la spiaggia? C'è qualche ragazza carina?> il solito Trent. Anche il suo senso dell'umorismo mi è mancato.

<La spiaggia è bellissima! Di ragazze carine ce ne sono, ma nessuna del tuo tipo> puntualizzo ridendo. Lo sento sbuffare scherzosamente mentre Scott e Andy ridono di gusto.

<A domani ragazzi!> loro ricambiano e riattacco. Sono intenta a ritornare in casa, quando una voce mi blocca.

<Hai un ottimo rapporto con i tuoi amici, eh?> lo vedo seduto sulla panchina davanti a casa mia che guarda qualcosa sul cellulare.

<Cosa t'importa?> chiedo acida. Ma non potrebbe farsi gli affari suoi?

<Così> la sua risposta non accompagnata da una parola offensiva mi sorprende un pò <spero che non ti abbia dato fastidio la mia presenza alla cena>. Ma è scemo questo o cosa? Prima mi minaccia, mi provoca per tutta la cena, origlia alle mie conversazioni e mi chiede se mi ha infastidito.

<Cosa te lo fa pensare?> sono ironica, e spero che il suo quoziente intellettivo riesca a farglielo capire.

<E' tutta la cena che mi fissi> la sua risposta mi stupisce. Ok, qualche volta magari lo guardavo, però non di certo come dice lui.

<Se pensi che io sia interessata a te, ti sbagli di grosso. Sono fidanzata e sono felice così> metto in chiaro. Si alza e si avvicina a me, molto lentamente. Si mette a pochi centimetri dal mio viso e inizia a parlare.

<Sì, sì. Certo. So riconoscere quando una ragazza mi guarda con interesse, ed io non sbaglio mai> afferma mordendosi il labbro. Resto come incantata, le sue labbra carnose si muovono in una sincronia perfetta quando parla. Ma più lo guardo, più mi sembra il ragazzo del sogno che mi tormentava.

<Lasciami in pace> dico entrando in casa e correndo per le scale.




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