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lavoro pubblicato giovedì 3 agosto 2017
ultima lettura sabato 24 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Capitolo 4

di martystories. Letto 320 volte. Dallo scaffale Amore

<Comportati bene!> dice mia madre usando un tono amichevole.<Vabene mamma. Vorrei solo ricordati che è la cinquantesima volta che lo ripeti> le ricordo in modo sarcastico.Sono tutti lì: mamma, papà, Becca, Marty, Scott,...

<Comportati bene!> dice mia madre usando un tono amichevole.

<Vabene mamma. Vorrei solo ricordati che è la cinquantesima volta che lo ripeti> le ricordo in modo sarcastico.

Sono tutti lì: mamma, papà, Becca, Marty, Scott, Andy e Trent. E' bello vedere le persone a cui tengo di più tutte riunite.

<Ci mancherai> dice con un filo di voce Marty.

<Tranquilli, ragazzi! Mica vado via per sempre!> continuo richiamando un abbraccio generale.

Scott si avvicina e, piano piano, mi da un bacio a stampo sulle labbra. Per fortuna i miei non ci hanno visto, altrimenti avrei potuto turbarli.

Mi allontano e, con la valigia in mano, mi giro per l'ultima volta alzando la mano in segno di saluto. Tutti ricambiano e mi accorgo che sto sorridendo: mi è rivenuto in mente il sogno di ieri pomeriggio. Sto cercandolo di capire dove io l'abbia rivisto. Magari è solo un impressione e quel ragazzo non esiste. Ma come mai mi sto preoccupando di qualcuno che la mia testa ha solo immaginato?

Vedo la ragazza che controlla i biglietti dietro ad un bancone. Ha una gonna strettissima blu che fa notare il suo fisico magro e longilineo. Sorridente, prende in mano il mio biglietto e, dandogli una controllata me lo restituisce.

Mentre aspetto che arrivi il mio aereo, vedo due ragazzi che si baciano insistentemente. Sono così carini e innamorati. Quel ragazzo assomiglia molto al mio ragazzo. Oh, il mio Scott. Mi manca già da morire.

Immersa nei miei pensieri, noto attraverso il vetro che il mio aereo è atterrato. Mi alzo dalla sedia ed esco. Fuori c'è un vento caldo tremendo, sto sudando molto e penso che in Florida ci sarà ancora più caldo. Povera me!

La scalinata dell'aereo poggia a terra e, lentamente salgo. E' molto accogliente e ha tutti colori tendenti al blu. Anche se il blu è un colore che rilassa, io sono tutt'altro che calma. Ho paura dell'altezza e temo che accanto a me possa esserci la persona più sbagliata per un viaggio che dura 2 ore.

Mi metto vicino al finestrino e mentre osservo l'aereo decollare, mi riviene in mente il ragazzo del sogno. Non riesco a togliermelo dalla testa. Era troppo bello e affascinante.

<Cosa ci fa una bella ragazza come te da sola?> sento una voce sconosciuta accanto a me.

<Ciao> rispondo indifferente.

<Qual è il tuo nome?> insiste girandosi verso di me.

<Mi chiamo Madison.> non ho veramente più voglia delle sue domande.

<Io sono Jackson. Il piacere è tutto mio.> risponde in modo sarcastico.

Mi giro per osservarlo ed è veramente un ragazzo carino. Ha i capelli castani e degli occhi color nocciola. Porta un cappellino rosso da cui lascia uscire solo un ciuffo.

Rimaniamo in silenzio per un po', finché non rinizia di nuovo con le sue domande fastidiose.

<Allora, tu dove sei diretta?>.

<Palm Beach. O almeno, penso almeno che si chiami così> rispondo incerta.

<Anche io!> esclama entusiasta.

Che meraviglia! Il ragazzino fastidioso scenderà con me nello stesso posto!

<Ma tu non sei troppo piccolo per andare in aereo da solo?> chiedo curiosa. Avrà al massimo 15 anni.

<Perché tu no?>.

<Sì ma io ho 17 anni!> esclamo certa che lui sia più piccolo di me.

<Anche io>.

<Mi dispiace... io non volevo...> mi scuso avendo fatto una colossale figura di merda.

<Tranquilla. Mi succede spesso. Nemmeno io credo alla mia età!> cerca di alleggerire la situazione sorridendomi. Il suo sorriso è veramente contagioso, vorrei non finisse mai.

Parliamo e scherziamo, e si rivela un ragazzo davvero simpatico. Scherza molto sulla sua altezza e sul fatto che molte persone lo scambino per un ragazzo più piccolo.

Ad un certo punto mi cade lo zaino e di conseguenza esce la foto di me e di mia sorella. Non faccio in tempo a raccoglierla che Jackson l'ha già fatto al posto mio.

Ha una faccia preoccupata e confusa. Me lo sento: ora inizierà a fare mille domande. Ma sono io che rinizio a parlare.

<Tutto bene?>.

<Certo.> risponde, ma io so che non è così <Chi è quella ragazza?>.

<Non sono affari tuoi> lo zittisco, facendomi scendere una lacrima.

<Scusami. Non volevo> risponde per tranquillizzarmi, ma so già che c'è qualcosa che non va.

Da quando ha visto quella foto se ne sta zitto con una faccia strana. Non me la dice giusta.

Come succede tutte le volte che sono seduta senza dire niente, mi addormento profondamente.

Stavolta mi trovo in un posto completamente bianco che mi trasmette una serenità incredibile. Riesco a malapena a distinguere un balcone e una figura di spalle. Non riesco nemmeno a parlare, come se ci fosse qualcosa o qualcuno che me lo impedisce.

La figura misteriosa, lentamente, si gira e mi viene incontro, con un grande sorriso stampato in viso. Sta aprendo le braccia per abbracciarmi, quando inizia a diventare tutto nero. Sento delle urla, poi tutt' ad un tratto compare mia sorella. Sta gridando qualcosa, ma non capisco. Il ragazzo misterioso inizia a diventare sempre più alto e...

<Madison!> Jackson mi sta scuotendo per svegliarmi. Mi accorgo che delle lacrime mi stanno rigando il viso. No, non posso. Non posso ridurmi così. Io sono più forte di un fottuto incubo.

<Scusami... io... ho avuto un incubo... ho sognato mia sorella...> cerco di giustificarmi mentre sono in lacrime.

<Non preoccuparti... calmati adesso, ok? Fra una mezz'ora l'aereo dovrebbe atterrare> mi rassicura con un sorriso dolce.

Non dico niente, preferisco guardare fuori dal finestrino e pensare a quello che è appena successo. Come fa un ragazzo che nemmeno esiste a confondermi così tanto le idee?




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