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lavoro pubblicato sabato 29 luglio 2017
ultima lettura domenica 11 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il volo della fantasia

di IvanoBruzzo. Letto 337 volte. Dallo scaffale Fiabe

Bartolomeo aveva appena quattro anni quando vide per la prima volta volare un aquilone. Era rimasto col naso all'insù e la bocca aperta per qualche minuto, mentre la madre lo chiamava a gran voce a solo qualche passo di distanza."Possiamo c...

Bartolomeo aveva appena quattro anni quando vide per la prima volta volare un aquilone. Era rimasto col naso all'insù e la bocca aperta per qualche minuto, mentre la madre lo chiamava a gran voce a solo qualche passo di distanza.
"Possiamo comprarne uno?" le aveva chiesto estasiato.
La madre lo aveva guardato con un occhio socchiuso e gli aveva risposto che, visto che il figlio non pesava molto, avrebbe spiccato il volo dietro al giocattolo. Quella frase divenne per lui un'ossessione.
Le giornate che seguirono furono intrise di ‘Me lo comprate?', ‘Sai cosa mi piacerebbe molto avere?', ‘Avrei un gran desiderio!', fino a che, vinto dalla stanchezza, il padre, un venerdì sera arrivò con un regalo per il figlio.
Dopo cena Bartolomeo squarciò letteralmente la carta dell'imballo e cominciò, aiutato dalla madre, a montare l'aquilone nuovo. Finita l'operazione, la tela aveva i colori bianco, rosso e arancione.
Quella notte il bambino dormì avvinghiato al suo giocattolo nuovo.

Il mattino seguente Bartolomeo si svegliò presto dopo una notte agitata, colma di sogni di voli nel cielo e spettacolari paesaggi visibili solo da sopra le montagne.
Senza fare alcun rumore sgattaiolò fuori dalla porta, prese il caschetto e le ginocchiere che usava per andare in bicicletta, indossò la cintura di sicurezza, che il padre indossava per andare a tagliare i rami in alto degli alberi e cominciò a srotolare la corda attaccata all'aquilone. Assicurata la corda alla cintura, prese il giocattolo ben saldo con entrambe le mani e cominciò a correre a spron battuto giù per la collina. Ad un certo i piedi si sollevarono da terra e il bambino assunse una posizione a gambe unite e braccia aperte perpendicolare al suolo. Stava volando! Prese quota e disegnò un'ampia curva, si trovò a guardare la propria casa che si rimpiccioliva piano piano. Apparve all'improvviso uno stormo di gabbiani, gli si accodò e chiese dove stessero andando. L'uccello che guidava la formazione gli spiegò che stavano volando verso il mare, dove avrebbero potuto pescare e mangiare pesce fresco, poi si voltò e si fermò restando immobile sfruttando le correnti d'aria.
"E tu? Dove stai andando?"
Bartolomeo alzò le sopracciglia: "Vorrei vedere qualcosa di meraviglioso!"
Il gabbiano emise un suono fortissimo verso gli amici e rivolgendosi al ragazzo disse: "Vieni! So io dove portarti!"

I due si staccarono dal gruppo e si diressero verso le montagne. Il paesaggio era bellissimo e sconfinato. Vide le cime dei monti, il piccolo fiume che scorreva a valle e sulla strada, ancora dormiente, dei piccoli puntini che dovevano essere le auto che andavano verso la città.
Dopo appena dieci minuti di volo arrivarono a destinazione. Bartolomeo planò e atterrò in un piccolo spazio, quasi in cima alla montagna più alta. Posò l'aquilone e notò che il gabbiano guardava estasiato in direzione dei due picchi gemelli. Il sole stava sorgendo e lo spettacolo era fantastico. Rimasero seduti in silenzio per alcuni minuti, poi il gabbiano parlò: "E' ora di andare. I tuoi genitori si staranno svegliando!"



Commenti

pubblicato il mercoledì 23 agosto 2017
Greta, ha scritto: è proprio bello! Ritrae benissimo il modo in cui pensano i bambini. Complimenti!
pubblicato il mercoledì 23 agosto 2017
IvanoBruzzo, ha scritto: Grazie! Ho due bimbi che mi ispirano molto!

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