ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato sabato 29 luglio 2017
ultima lettura martedì 12 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Dagherrompa, racconti fantabiblici - Canti della Foresta nr. 2

di Pani. Letto 217 volte. Dallo scaffale Fantasia

Secondo episodio, continua il prototipo fantabiblico, il rinvenimento di un antico testo sacro, più vecchio di ogni testo conosciuto, capace di destabilizzare l'intero credo umano, le fondamenta oltre che religiose, anche culturali e politiche.....

Miti e leggende sacre del Kalitagio
(ricostruzione dal linguaggio segreto e dimenticato ad opera del Conte Alcolla)

Il popolo della terra rubata doveva lasciare la foresta per fuggire al nemico interiore, ma la foresta ostacolava la via e minacciava arduamente la loro sopravvivenza, che i mostri Esteriori l'avevano popolata fin dal primo seme d'acacia. Cosicché il popolo Santo si fermò a riflettere nel luogo fin dove erano giunti, non senza qualche sacrificio, che non presentava immediata minaccia come il proseguire. C'era tempo per i riti del mattino e si ricordarono le gesta del Notiero, l'eroe cavalca demoni, così si decisero a nominare un eroe anch'essi. Sacrificarono cinque mogli e figlie, più che per onorare il dio, per motivare il coraggioso a manifestarsi nel gruppo, ma ciò non accadde.

Allora il dio mosso a pietà propose di prendere possesso del corpo di ciascuno di loro, di accendere la scintilla divina senza fatica richiesta, che potessero agire rettamente. Si misero così tutti in fuga sparpagliati e i mostri attaccarono ad ogni fronte, ma il popolo si era fatto ordinato e solo i futili, gli ignoranti e i prolifici andarono al macello, mentre gli iniziati e i promettenti proseguirono, grati di ricevere scudo e distrazione dalle creature.

Così dio disse loro che il nemico interiore, anziché quello esteriore, era stato sconfitto e sarebbero potuti tornare a casa, nella terra rubata.

Al ritorno il popolo si trovò ancora posseduto dal dio, egli si era trasferito in ogni pensiero, riflesso d'acque e celebrazione, e tutti avevano cominciato a pregare nel nome proprio, a professare solo il nome proprio, a raffigurarlo sulle pietre e le icone, a far richieste e donare i consueti olocausti. Ed altri fecero similmente e credettero smaniosamente nel proprio giogo, perché da quel momento in poi non sarebbero più stati loro stessi, ma marionette dell'altissimo.


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: