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lavoro pubblicato sabato 29 luglio 2017
ultima lettura domenica 16 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Dagherrompa, racconti fantabiblici - Canti della Foresta nr. 1

di Pani. Letto 230 volte. Dallo scaffale Fantasia

Esperimento e ipotesi del possibile: rinveninento di un antico testo sacro, più vecchio di ogni testo conosciuto, capace di destabilizzare l'intero credo umano, le fondamenta oltre che religiose, anche culturali e politiche.....

Kaliar e l'iniziazione al Kalitagio
(ricostruzione dei riti segreti e dimenticati ad opera del Conte Alcolla)

Egli era Kaliar, il santo, e i suoi discepoli sarebbero stati Kaliar-ebe, la sua parola Kalitagio, che è espressione velata del Dagherrompa. La parola era la Lingua, precedente all'invenzione della scrittura, scaturita dall'intuizione che il mondo sacro avrebbe dovuto possedere un suo mezzo di espressione, un linguaggio che potesse far tramandare i riti del giorno e quelli della notte, i sogni e le vicende degli eroi e dei nemici della fede. La Lingua sarebbe stata tramandata ai Logatori e i Kaliar-ebe, sotto attenta iniziazione. Il Kaliar profetizzò l'avvento del Corrotto e del Frammentato, che avrebbero venduto e obliato i racconti sacri, e dei popoli futuri che avrebbero guardato alle menti antiche come troglodite e ignoranti, ripudiando la vera sapienza. Com'era tramandato, il popolo sarebbe stato all'oscuro del Kalitagio, ma vettore inconsapevole, e avrebbe raccontato ai posteri il sacro testo con le movenze primitive del corpo, le consuetudini più radicate della comunità e i gutturii della natura.
Ciò che non aveva predetto il Santo Kaliar era la corruzione e la faziosa reinterpretazione dei fondamenti ad opera dei blasfemi Logatori.



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