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lavoro pubblicato venerdì 28 luglio 2017
ultima lettura domenica 19 maggio 2019

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The tower of God Cap.2

di DAQ22E. Letto 226 volte. Dallo scaffale Fantasia

ANNO 1110 11/05 Paese di Warth (Warath) sulle sponde dell'EufrateOsservo l'esercito che entra in paese, la cosa mi preoccupa un po', meglio se mi affr...

ANNO 1110 11/05 Paese di Warth (Warath) sulle sponde dell'Eufrate

Osservo l'esercito che entra in paese, la cosa mi preoccupa un po', meglio se mi affretto.
Una volta riportato il secchio d'acqua in casa, mi siedo su una sedia e mangio un pezzo di pane, non che sia un granché da mangiare, anzi il pane è di qualche giorno fa' quindi è anche piuttosto duro.
Il fornaio me lo aveva regalato, probabilmente era gia vecchio, me l'ha voluto rifilare, ahhh che stronzo.

Dopo aver mandato giù il pane, mi alzo e vado nel piccolo orto che ho dietro casa a vedere come vanno le colture.
Le carote e i cavoli stanno venendo su bene, anche se non posso dire lo stesso del resto come le patate, e poi con questo sole che spacca le pietre c'è anche il rischio che non crescano bene.
Poi.........un urlo, alzo lo sguardo per vedere se c'è qualcuno vicino a me, e mi accorgo che viene dal centro del paese. Corro e raggiungo l'urlo, e vedo una scena che mi dà ai nervi.

Un tizio con spada e armatura che prende al calci una povera donna, e se non sbaglio e proprio la stessa donna della locanda del paese, mi precipito ad aiutarla mentre quello stronzo parla -Voi stupidi vermi, non avete neanche il diritto di guardarci se fosse per me, e dopo che vi abbiamo anche offerto la nostra protezione, rifiutate?.........il papa impone che sia dato vitto e alloggio al mio esercito, senza discussioni!-, nel frattempo l'esercito dietro li sento scoppiare a ridere.
La folla intorno lo guarda e poi abbassano la testa, come a voler dire che ha ragione, questa cosa mi fa diventare una bestia, come si permettono questi occidentali a venire qui e fare come gli pare, stavo per alzarmi e prenderlo a pugni che una mano mi blocca il passaggio, guardo un secondo e vedo, è Shin, un mio amico di infanzia dalla corporatura robusta, poco più alto di me e i capelli nocciola, che con la testa verso quell'uomo, mi guarda con la coda dell'occhio come a dire "stai calmo, servirebbe solo a peggiorare le cose".
A quel punto guardo l'uomo che porta l'armatura scintillante, è robusto e alto poco più Shin, porta una lunga spada su un fianco, e al centro del corpetto, Due chiavi d'oro incrociate, e il Triregno.

Io e lui eravamo pronti ad azzannarci a vicenda, quando dalla folla, appare il tizio del "credo della torre", Zakka, è sui 45 anni, indossa un tunica lunga nera, come da prete, con una collana d'oro al collo a forma di torre, che si mette immezzo a noi con aria pacifica iniziando a parlare -Suvvia non serve combattersi a vicenda, siete qui per salire sulla "sacra" torre e salvarci, vi chiediamo solo di non essere ingiusti e violenti verso il povero popolo di questo paese-, l'uomo con l'armatura lo guarda con uno sguardo un po' meno cattivo, come da superiore, probabilmente si sta dando arie perché ha detto che è venuto a salvarci, quell'idiota, e non potendo trattenermi urlo all'uomo armato -Ehi! Qui nessuno è venuto a chiederti di salvare nessuno, quindi non darti arie coglione-, quello subito assume uno sguardo assassino e sfodera la spada, se non fosse stato per Zakka che lo ha fermato, avrei perso un braccio.

Dopo che le acque sono state calmate, l'uomo armato torna dal suo esercito, che viene condotto da Zakka alla chiesa del paese.
Tra l'altro ho scoperto che quell'uomo si chiama Saint, a quanto pare è il generale incaricato dal papa di salire sulla Torre di Dio, intanto io e Shin ce ne andiamo alla locanda del paese dal nome "L'inutile vizio" a bere qualcosa.
Prendiamo posto al banco, e si rivede una vecchia conoscenza, Kabr, anche se si dice Kabar, un amico di me e Shin più grande di noi di due anni, e figlio della donna che che veniva maltrattata da Saint, ci guarda con uno sguardo leggermente compiaciuto e un po' da superiore, ma io subito gli rispondo in tono scherzoso -Dai su non fare lo sbruffone- lui mi guarda, poi fa una risata secca e dice -va bene, va bene.....anzi ti ringrazio per prima.....per mia madre- e con sincerità gli rispondo -figurati fratello, quel bastardo non ci proverà più- e Shin mi supporta - Già anche perché sennò dovrà vedersela con noi-.
Kabr ha un corpo come il mio solo poco più basso e più robusto, intorno a 1,75 metri e capelli nocciola. Anche lui è un nostro caro amico ma, da quando morì il padre sei anni fa, caddè proprio in depressione, non voleva vedere nessuno e stava la maggior parte del tempo in casa, quel dolore, la ferita che lui ha, è molto più profonda della mia, che in qualche modo sono riuscito a superare, non del tutto, ma quasi.
-Quindi donnaioli!, che cosa vi offro, vino, birra o acqua o da mangiare magari, non vi preoccupate oggi non pagate, mi devo sdebitare-, -direi birra, tu Shin?-, -io vino, mi piace di più-.


ANNO 1110 12/05 paese di Warth (Warath) sulle sponde dell'Eufrate

Mi alzo dal letto verso le 12, mi gira la testa, ieri sera ho fatto festa con gli amici e mi sento distrutto, ma devo comunque alzarmi, come si dice "chi non lavora, non mangia", anche se io non ho proprio voglia, poi....
BAM BAM! Qualcuno bussa alla porta, sembra che non sono qui per parlare civilmente, con che forza ha bussato alla porta, un altro po' e la buttano giù.
Mi affretto ad aprirla e trovo due uomini, in armatura con spada e scudo, e mi dicono con un tono da chi pretende senza ascoltare nessuno, -Salve, dovete dare un quarto del vostro cibo a noi dell'esercito, perché dobbiamo sfamarci ed è anche un vostro dovere, quindi ragazzo, fammi passare-, l'uomo che ha parlato mi spinge dentro e fa passare anche l'altro.
Realizzo ciò che sta succedendo, e mi rialzo, mentre loro frugano dentro casa mia, prendo la mia vecchia spada, la sfoderò e li carico, uno avvisa l'altro del mio attacco e solo per pura fortuna scivola e cade, evitando la spada, che si conficca nel muro, a quel punto la tiro fuori con un po di difficoltà, e attacco l'altro, facendo fare al braccio una virata ad arco sopra di me, e prendendolo dall'alto sulla spalla destra, l'uomo urla, il sangue sgorga, ma senza esitare e con un briciolo di paura, tira fuori la spada e prova a colpirmi il ventre con un attacco orizzontale.
Mi spingo indietro con un salto e finisco sopra il letto, nel frattempo l'altro che era caduto è sparito, e quello colpito, si tocca la ferita, respirando affannosamente, mi guarda con uno sguardo assassino, poi carica un fendente in verticale, ma con velocità lo schivo e mi dirigo di corsa verso l'uscita, una volta fuori.....Bam. Buio totale, non ricordo niente.

Sento delle voci, e delle grida, mi disturbano, poi apro gli occhi e mi trovo in ginocchio, le mani dietro la schiena e con delle manette, sono nella piazza principale del paese, cazzo, quel soldato bastardo, quello che non ho colpito, deve aver chiamato i rinforzi, e ora......sto per essere giustiziato per aver protetto il cibo che IO ho fatto crescere da solo, con il sudore e gli sforzi, da dei ladri, che cazzo di ingiustizia!
La gente intorno a me protesta, sanno benissimo che quello che stanno facendo i soldati è sbagliato, ma non fanno altro che urlare, senza muovere un dito. Un momento dopo si apre un varco tra la gente, e tutti si zittiscono, tra loro passa quel Saint, con la solita aria da superiore, mentre cammina tutti lo guardano, vedo gli sguardi delle persone, che non fanno stare a guardare, senza dir niente, poi arriva a me, e incomincia a parlare con un tono divertito -Oggi questo ragazzo si è rifiutato di dare le provviste necessarie per il viaggio che il mio esercito intraprenderà tra poche settimane, colpendo uno dei miei soldati sulla spalla, ferendolo e rovinando anche l'armatura, oltre a chiedere indietro dei soldi per il ripago di una nuova armatura, ho intenzione di dimostrare a voi, stupidi paesani.....che noi non scherziamo....quindi, qui sul posto io decreto la pena di morte per questo idiota e per chiunque ci intralcerà d'ora in poi-.
Dopo Saint mi guarda con un ghigno malefico, e mi porta vicino ad un tocco di legno, mentre cammino la gente non ha fatto nulla, neanche i miei amici, poiché aiutarmi sarebbe significato la morte, inoltre in luogo come questo, circondati da soldati, le possibilità di sopravvivere sono sotto lo zero.
Però infondo li capisco, chi mai rischierebbe la propria vita per salvare qualcun'altro, sapendo che comporterebbe la propria morte, è comprensibile.
Mi spinge giù con la testa dopo il tocco di legno, e il ventre appoggiato, il rumore della spada che viene sfoderata, che sia davvero la mia fine? Tutto quello che ho fatto fino ad ora, a niente, non è servito a niente.
Saint mi si mette di lato, anche in questo momento ha uno sguardo malefico e da superiore, si prepara, la spada luccica colpita dai raggi del sole, sembra quasi che emetta luce propria, poi la vedo cadere, eccolo, l'inevitabile destino che mi è venuto prendere, l'unica soddisfazione sarà quella di poter rivedere mia madre e mio padre.

BASTA!
Un urlo si erge dalla folla e un varco si apre per farla passare, ha gambe esili, un petto rigonfio, pelle chiara, indossa cappuccio e mantello di un rosso vivido, dei vestiti stretti neri, come da caccia, ornati sul petto e spalle di varie gemme e oro, ai fianchi due daghe.
Si avvicina con passo silenzioso e calmo, se non altro il suo intervento ha fermato la morte che era molto vicina dal prendermi.
Ora davanti a me e a Saint, con un gesto rapidissimo toglie la spada di mano a Saint, che la guarda incredulo, e la lancia a terra davanti a me, la folla intorno silenziosa mentre osserva la scena, poi la ragazza sfodera la daga del fianco destro con una velocità spaventosa e la punta al collo del soldato e comincia a parlare con un tono serio -Su ordine del sovrano dello stato, ora questo paese è sotto la sua diretta protezione, inoltre il vostro esercito verrà rifornito di cibo e acqua da parte dello stato.....ma se verrà tolto un solo capello a un nostro cittadino, lo considereremo un attacco da parte del papa, e useremo tutte le nostre forze per sterminarvi, uno ad uno-, Saint incredulo per ciò che ha detto gli urla contro con tono provocatorio -Chi ti credi di essere, inutile puttana!-, come per avvertimento, un lampo, e Saint subisce un graffio piuttosto profondo sulla guancia.
-Non ci credo, non l'ho neanche visto- esclamo io, e di colpo la ragazza si gira, mi guarda un attimo, si avvicina con calma, e di scatto muove la daga....un rumore metallico e sono libero dalle quelle dannate manette.
Mi alzo in piedi e la guardo con un po' di misto tra rispetto e curiosità, le chiedo il nome, e lei mi risponde con una dolce voce mentre si toglie il rosso cappuccio, liberando gli occhi azzurri e i bellissimi capelli biondi.
-Alisia, principessa e seconda genita del sovrano in carica-, come una trappola a scatto, a sentire la sua esclamazione la folla si inchina in modo rapido, me compreso ovviamente, Saint invece è rimasto immobile con una faccia di chi ha commesso un errore ma non vorrebbe pentirsene, e lentamente e controvoglia, si inginocchia alla principessa.
Dopo l'inchino, lei incomincia a parlare con Saint, con tono superiore -Comunque, giustizia per quel soldato sarà fatta e questo ragazzo rimarrà in prigione sotto la vostra custodia fino al 30 giugno, gli saranno dati tre pasti al giorno, e sarà possibile a un suo qualsiasi conoscente di andarlo a trovarlo, cosi ho deciso e non ammetto obiezioni-, e finalmente quel pallone gonfiato di Saint ha abbassato la cresta, così imparerà a stare al suo posto, anche se cazzo, dovro' stare un mese e mezzo in una cella.
Detto questo, la principessa Alisia ha ordinato a Saint di portarmi in una delle celle sotto la chiesa del credo.
Mentre vengo trasportato, Saint comincia a blaterale e lamentarsi, -Quella stupida ragazza, sei vivo solo grazie a lei, ricordalo verme, se fosse stato per me eri gia morto, ma non ti preoccupare, rimedierò, guardati le spalle pivello- detto questo, entriamo dentro la chiesa malridotta, attraversiamo il corto corridoio tra le panchine, e davanti all'altare, sulla destra scendiamo per una scalinata a chiocciola, fino ad un altro corridoio, non molto illuminato e con una guardia a controllare la situazione, inoltre puzza, Saint apre una cella sulla destra e mi ci spinge dentro.

ANNO 1110 22/05 paese di Warth (Warath) sulle sponde dell'Eufrate

Oddio, sono più di dieci giorni che sono qui sotto, mi manca l'aria e mi gira la testa, -se non sono morto per colpa della spada di Saint, allora morirò qui- esclamo con voce secca, e poi BAM! Una di quelle stupide guardie che hanno messa a sorvegliarmi colpisce la cella urlando -Zitto plebeo!-, io lo guardo con la faccia di uno che non frega niente se come viene chiamato, l'unica cosa che ora sento è il dolore delle gambe poiché non cammino più da un po', dovrebbero essere le 3:30, di solito ora mi metto a dormire ma a quanto pare oggi no.....sento la porta sulle scale che si apre e un altra guardia esclama -Ehi pivello, hai visite-.
Quando vedo chi è, mi stupisco, poiché c'ha messo 10 giorni per venire a trovarmi....è Shin, che mi saluta con un -Ehi fratello-, mi guarda con un sorriso spavaldo e io gli rispondo con la medesima parola, ma prima che potessi cominciare a parlargli, lui alza la mano destra e dal lato sinistro fuori dalla cella, vedo un ombra avvicinarsi, lentamente, poi appare un bastone e dopo poco appare la figura intera.
È un vecchietto, dalla schiena ricurva e un barba mista tra grigio e bianco, indossa una tunica grigia senza maniche, una collana di un materiale rovinato con sopra un vecchio simbolo a forma di croce, ma con la punta a cerchio, credo che sia egiziano, lui è lo sciamano del paese, Zacharia.
Poi si ferma, si gira verso la cella e mi guarda, dritto negli occhi, ma nei suoi, sembra quasi che brilli qualcosa, in modo intenso e luminoso, dopo avermi fissato per quasi un minuto, fa cenno a Shin di farsi portare una sedia, e poi si mette seduto davanti alla cella e comincia a parlare, con tono basso e calmo.
-Tu......sei morto......gia, sei morto un anno fà, con la dipartita dei tuoi genitori, è come se non fossi qui, sei vuoto, hai un buco nel petto........hai sempre avuto bisogno di avere un appoggio....qualcuno che ti aiuti, con la loro morte......sei caduto.
Ma anche se parzialmente, sei riuscito a rialzarti....ora devi colmare quel vuoto con qualcosa.......vedo......il futuro.......la tua prova sta per iniziare, non dimenticare, "niente è come sembra a volte", perderai molto, ma otterrai altrettanto- poi, chiude la bocca, e mi guarda, sto per chiedergli una cosa, ma mi blocca e continua a parlare in tono calmo.
-Presto i due mondi verranno messi in pericolo....tu sei solo uno dei tanti ingranaggi......che muovono il destino, sarà divertente vedere in che modo finirà-,
Io non capisco cosa gli passi per la testa e tanto meno cosa intende dire, quindi sto per rispondergli con un "che?" con tono da idiota, ma prima che potessi aprire bocca, alza la mano e parla lui -non serve che rispondi, le gesta che compirai, saranno migliori delle parole........ma ricorda........il tuo animo potrebbe rompersi, nel tentativo di arrivare alla verità- lo interrompo di botto -Quale verita?!-, lui, sempre con un tono calmo e tranquillo risponde -ricorda "niente è come sembra", sulla torre, vive l'oscurita.........questo foglio.....ti sarà utile-, e con la mano tremolante, mi porge un foglio di carta nera rettangolare, con i bordi strappati, non arrivando a capire dico -ma a cosa dovrebbe servirmi?-, poi con tono tranquillo dice -silenzio.......sulla torre le persone si uccideranno a vicenda per arrivare alle grazie del Dio, tu.........sei il più importante della catena, senza di te è la fine -, -aspetta, io sono importante?! Per cosa?-.
Lo sciamano mi guarda un secondo e chiude gli occhi, poi si alza, fa cenno a Shin che mette apposto la sedia, e lentamente se ne va, senza rispondermi o guardarmi in faccia.
Shin poi apre bocca -Non so di cosa stava parlando ma credo fosse importante ahah, non stavo sentendo- dopo questa affermazione con voce scherzosa, incomincio a parlare, con un tono quasi da rimprovero -Certo che a volte sei un po' uno stronzo, il tuo migliore amico è in prigione e tu ti presenti dopo dieci giorni?-, -Bhe ho avuto da fare con il raccolto.....ehhhhhh ho anche fatto delle compere-, -gia, immagino che grandi compere avrai dovuto fare- e cosi passò un altro pomeriggio.



Il tempo è scaduto, è ora di alzarsi...........e andare.
ANNO 1110 30/06 paese di Warth (Warath) sulle sponde dell'Eufrate


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