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lavoro pubblicato martedì 18 luglio 2017
ultima lettura martedì 12 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

AfterLight

di ClavdiaSpn. Letto 346 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Introduzione "È notte" pensò Agenor.Ed egli sapeva esa...

Introduzione
"È notte" pensò Agenor.
Ed egli sapeva esattamente cosa ciò potesse significare.
Questione di una manciata di minuti e avrebbe visto molti suoi amici venir assassinati e divorati dai Mastini.
Quei maledetti mostri nero pece in realtà non erano fedeli al nome loro attribuito, ma venivano chiamati in questo modo a causa del loro movimento quando erano a terra.
Sì perché i bastardi volavano, per la maggiore.
Feroci bestie completamente nere, dalla testa alla coda, con ali da pipistrello capaci di sollevare un temibile corpo con fauci da lupo, in grado di sbranarti e ridurti in un ammasso di carne indistinta in meno di 4 secondi.
Agenor lo sapeva bene, gliel'aveva visto fare milioni di volte, in più occasioni i Mastini avevano ucciso i suoi amici davanti ai suoi occhi.
Tutti giovani macellati dalle mascelle possenti di quelle belve ma con un unico obbiettivo: proteggere i loro cari, al sicuro sotto la Cupola, un'enorme struttura che si estendeva per chilometri e chilometri, composta da pareti trasparenti di diamanti e lapislazzuli, i quali brillavano a seconda che fosse giorno o notte.
Al momento Agenor, osservando la Cupola dall'interno, intravedeva la sagoma luminosa della luna attraverso i riflessi blu scuro dei lapislazzuli, era uno spettacolo meraviglioso da vedere.
Se solo non ci fossero stati quegli orribili ringhi, rumori di mascelle scattanti, in sottofondo, che si facevano sempre più forti.
Era arrivata l'ora di proteggere ciò che più si amava.
Capitolo 1

Agenor aveva sentito il suono che avvisava i cadetti di riunirsi al C.C.O., il Centro di Comando Òikos, il quartier generale delle forze della Cupola.
Gli tornò in mente la prima volta che sentì quel suono, quasi due anni prima, e di come si precipitò immediatamente nel luogo previsto con molto entusiasmo, peccato che si ricordasse anche lo scempio che seguì, tutte quelle persone...
Ma non ci volle pensare, doveva precipitarsi immediatamente all' Òikos, il Consiglio Generale attendeva sempre il suo arrivo, ma non era il caso di farli aspettare troppo, la notte non era infinita e la spedizione doveva iniziare il prima possibile.
Arrivato nella Sala Riunioni il "Grande Capo", come lo chiamava ironicamente Agenor, gli lanciò un'occhiata di rimprovero e iniziò a parlare: << Bene, ora che tutti i Generali sono qua, si può dare inizio alla 20esima esplorazione nell' Aplo Flogeró>>.
La "Pianura Infuocata", così veniva chiamato il mondo all'esterno della Cupola, ed il motivo c'era. L'esterno durante il giorno ardeva, letteralmente, mentre di notte si popolava di piante che nascevano dal nulla, queste cose bizzarre e incredibili erano uno dei motivi per cui si partiva per le esplorazioni di notte, si beh, insieme al fatto che di giorno nessun essere vivente sarebbe potuto sopravvivere a tale aridità e calore.
<< Tutti voi sapete bene quale è l'obiettivo principale della missione: trovare altre persone e, di conseguenza, altre Cupole. Perciò direi di iniziare subito ad organizzare le varie Legioni secondo il solito schema: quelle Scientifiche staranno nella posizione centrale; le Legioni di Rifornimento li seguiranno con provviste, medicinali e munizioni; mentre la Guardia circonderà l'intero complesso e lo difenderà il più possibile dai Mastini. Punto d'incontro: Porta Nord della Cupola tra 10 minuti>>. E tutti i Generali uscirono per preparare subito l'esplorazione.
<< Sai sempre come caricare tutti al massimo, non è così Adras?>> chiese Agenor avvicinandosi all'amico.
<< Beh, dovresti sapere che prendo le esplorazioni molto seriamente Agenor>> rispose l'uomo con gli occhi color ghiaccio ed i lunghi capelli neri sistemati in una strana acconciatura.
<< Lo so bene, lo dimostri prontamente durante tutto il loro svolgimento>>.
Adras ridacchiò un po', forse per il nervosismo ed il peso di una notte insonne passata a pianificare l'esplorazione, e disse: << I complimenti a dopo Agenor, quando saremo tornati dall'esplorazione andremo a parlare delle nostre mirabolanti imprese all'esterno>>.
Agenor percepì una punta di ironia nelle parole dell'amico, ma entrambi sapevano che quelle imprese non erano state per niente facili, ed Adras aveva veramente molti meriti, durante le esplorazioni, infatti, se qualcosa iniziava ad andare storto per colpa dei Mastini, egli interveniva subito per combattere insieme alle Legioni di Guardia, più e più Mastini caddero sotto i suoi colpi, seppur con qualche sacrificio, come un fratello che Adras non riuscì a salvare, ed una mano strappata per cercare di salvarlo.
A rafforzare la loro amicizia c'era il passato, entrambi parteciparono alla Prima Esplorazione, guidata dai primi Generali, desiderosi solo di fama per esser stati i primi a guidare il popolo della Cupola verso un futuro "glorioso", peccato che la loro esplorazione venne ricordata in seguito come il "Grande Massacro" per l'enorme quantità di vittime.
Dopo quel disastro tutta la popolazione della Cupola decise di riformare il sistema della C.C.O., premiando i sopravvissuti ed in particolare chi si era distinto per bravura in battaglia, fu così che Adras e Agenor divennero amici inseparabili e, tra l'altro, Capo Generale e Generale di una delle Legioni di Guardia.
La Terza, per la precisione. La Legione di Agenor era la Terza.
E doveva andare subito a prepararla per l'esplorazione, alcuni cadetti erano stati assegnati ad essa per la loro bravura nel corso di preparazione, ed erano quelli che andavano preparati di più psicologicamente, nonostante fossero tra i più bravi, per esser riusciti ad entrare nella sua Legione.
Agenor si diresse subito verso il Centro di Raccolta per vedere negli occhi molti ragazzi che, di lì a poche ore, avrebbe visto morire tra agonie indescrivibili.
Capitolo 2

Agenor aveva provato più volte la sensazione di terrore nel parlare ai nuovi cadetti, ma la prima era tutto un altro conto.
La prima volta era stata terribile, non per l'imbarazzo provato nel discorso, quello non l'aveva mai preoccupato più di tanto per via del suo carattere giovane e forte, un po' indifferente verso gli altri a volte, così dicevano i cadetti.
Ma ciò che i cadetti non sapevano era che il suo carattere non era per niente indifferente, era una via di fuga per ciò che sarebbe arrivato dopo, per ciò che portava ad Agenor incubi su incubi la notte: la visione di molti cadetti trucidati dai Mastini.
Non riusciva a guardare i cadetti in faccia la prima volta per il semplice fatto che non voleva riconoscerli uno per uno dopo, nel momento in cui avrebbero dovuto difendere le Legioni Scientifiche e di Rifornimento anche a costo della vita.
<> iniziò Agenor <> Agenor sentì lo sguardo dei cadetti più attento, incuriosito da ciò che il loro Generale stava per dire, ciò contribuì a renderlo più emotivamente instabile per il dopo <> Agenor si stupì,non ci fu nessun tentennamento da parte dei cadetti, non un sospiro, non un brusio <>.
I cadetti obbedirono ed iniziarono ad indossare le Thorax, speciali armature progettate dai corpi scientifici del C.C.O. Le Thorax erano costituite come una vera e propria armatura, più leggera e meno ingombrante rispetto a quelle antiche, questo perché la loro funzione principale era quella di sollevare il soldato da terra e permettergli di fare movimenti agili e veloci, tramite un complesso sistema di valvole e vapori incandescenti. Grazie ad esse i soldati della Guardia potevano formare una cupola protettiva per le altre due Legioni, e combattere i Mastini che cercavano in tutti i modi di sbranarli. C'era una caratteristica un po' strana di quelle belve, arrivavano ad attaccare ogni ora il complesso di Legioni che stava all'esterno, tuttavia, arrivavano sempre a gruppi di venti o trenta, il che era un vantaggio per la Guardia, che poteva prepararsi e riposarsi in brevi tempi.
Agenor guidava la sua Legione e, arrivati alla Porta Nord della Cupola, vide anche tutti gli altri cinque Generali della Guardia: la Prima, che si occupava della difesa anteriore aerea, era guidata da Layna, ragazza temibile con occhi blu come i lapislazzuli che componevano la Cupola, e capelli tinti di un bianco abbagliante; Seconda Legione, guidata da Ilay, un giovane dai capelli biondi e occhi color nocciola che conduceva la Seconda Legione nella stessa postazione della Prima.
La Terza aveva il compito di proteggere l'area di Adras e dei suoi uomini.
Quarta, Quinta e Sesta si occupavano, rispettivamente, di difesa terrena e difesa aerea posteriore.
Il rumore della Porta Nord che si apriva risvegliò Agenor dalle sue osservazioni.
I Mastini si stavano già preparando ad attaccare, e le Legioni di Guardia iniziarono subito ad azionare le Thorax, in meno di due minuti Agenor vide Layna scattare fuori dalla Porta ed iniziare a massacrare i Mastini con la sua spada di Lapislazzuli.
<> urlò lui per sovrastare il rumore delle Legioni che si stavano precipitando fuori e farsi sentire dall'amica.
<> rispose Layna a gran voce mentre squarciava il petto di un Mastino con la sua spada.
Agenor sorrise alla proposta della ragazza, si girò verso Cadis, la seconda in comando nella Terza Legione, e le disse di guidare i ragazzi mentre lui andava a combattere più Mastini possibili insieme agli altri cinque Generali.
Dopodiché si alzò con la Thorax e sguainò la sua spada di Ossidiana, squarciando all'istante un Mastino.
Ciascun Generale della Guardia aveva una spada di una pietra preziosa diversa.
Layna il Lapislazzuli, Ilay l'Opale, Agenor l'Ossidiana, Bastiaan, Generale della Quarta, il Rubino, Ilon, della Quinta, l'Acquamarina e infine Leksi, della Sesta, lo Smeraldo.
Inoltre c'era Adras, con il Diamante. Diventarono le loro pietre simbolo dopo la Prima Esplorazione, durante essa infatti vennero sperimentate diverse pietre preziose per costruire le spade della Guardia, ed essendo i sette più forti sopravvissuti grazie ad esse, queste sette pietre vennero affidate solo a loro, mentre il resto delle Legioni aveva spade di Topazio.
Si diceva persino che ogni spada contenesse lo spirito guerriero di ognuno dei Sette che, nei momenti di difficoltà, si manifesta sotto forma di una belva feroce, e che ciò facesse persino indietreggiare alcuni Mastini.
Ma ciò che è certo, è che i Sette maneggiavano le loro armi con una maestria superiore a tutti gli altri, e si vedeva, si muovevano con una velocità assurda, ma in un modo estremamente elegante, facendo sembrare quella pioggia di sangue una grande coreografia.
Capitolo 3

L' Aplo Flogeró era una tortura per la mente umana.
Ci si sentiva come risucchiati dentro un immenso nulla, disorientati da quell'immensa distesa di sabbia e terra mischiate assieme.
Perché fosse così non si era mai capito, anche per questo si facevano le Esplorazioni.
Un'unica cosa era certa in quell'inferno: i Mastini. Loro arrivavano sempre, e sempre con una precisione assurda, quasi come se fossero programmati solo per quello.
Secondo quanto dicevano i Dotti della Cupola neanche i Mastini riuscivano, tuttavia, a restare sotto la luce del sole, poiché tutto in loro evidenziava il fatto che fossero "animali" notturni, specialmente i loro occhi completamente neri e vulnerabili alla luce, come si scoprì per caso in una recente esplorazione.
I Dotti. Sapevano tutto loro, o almeno tutto ciò che riguardava l'interno, ma per quanto riguardava l'esterno e la nascita della Cupola: zero. Nessuno sapeva.
Tuttavia i Dotti promuovevano ed appoggiavano le Esplorazioni, pensando che solo così il popolo potesse sviluppare ed ampliare la propria conoscenza.
Almeno non erano conservatori ed ermetici, nessuno all'interno della Cupola lo era.
Era una popolazione molto avanzata per quanto riguardava i macchinari, come ad esempio le armature Thorax, ma in verità esse erano solo una minima parte dello sviluppo meccanico che si poteva vedere tra le diverse Circoscrizioni della Cupola, in tutte c'erano le stesse opportunità e comodità. Nessuno rimaneva indietro in quella società, nessuno pativa la fame o il freddo poiché tutte le case, seppur arredate in modo differente a seconda dei singoli gusti, erano dotate degli stessi mezzi di sopravvivenza fornite dal governo. E l'energia elettrica veniva prodotta dai raggi di luce che entravano nella Cupola attraverso le pietre che ne componevano la struttura. C'era inoltre una specie di effetto serra, la Cupola veniva riscaldata tantissimo, ed il popolo sfruttò anche questo per produrre energia. Era un popolo molto ingegnoso, come già annunciato, nulla veniva sprecato.
Il cibo non era un problema, dei chilometri di terreno lungo cui si estendeva la Cupola, il 60% era destinato ai centri urbani (40%) composti anche da edifici di scopo ludico ed enormi giardini dove la gente si riuniva per passare una giornata tranquilla e parlare, e agli organi del C.C.O. (20%), ossia il governo, mentre il restante 40% era completamente dedito a pascoli pieni di animali liberi di mangiare ciò che preferivano, e campi coltivati con ogni genere di frutta o verdura.
Tutto ciò contribuiva a rendere la Cupola un posto estremamente bello in cui vivere ma l'umanità, si sa, ha sempre amato la fame di conoscenza e di libertà. Inoltre la popolazione non riusciva a pensare che, oltre la Cupola, non ci potessero essere altri esseri viventi, magari persino altri umani. Dovevano esserci. E fu così che iniziò la Prima Esplorazione.
Ragazzi e ragazze tra i 18 ed i 20 anni parteciparono in numero molto elevato, erano tutti entusiasti all'idea di poter vedere il mondo esterno, questo perché ancora non sapevano ciò che li aspettava realmente.
La Prima Esplorazione iniziò di giorno, alle prime luci dell'alba e, non appena la Porta Nord si aprì di soli due metri, le prime tre fila dei cadetti vennero travolte da un vento estremamente forte che li rivoltò con la faccia per terra, e la porta venne chiusa all'istante. Tutti si chiesero cosa fosse successo e soccorsero le prime file, ancora a terra, ciò che videro fu orrendo.
La terza fila era solo svenuta, ma le prime due file, in particolare la prima, avevano ustioni terribili su tutto il corpo, tante piccole striature rosso fuoco si diramavano lungo tutto il corpo, quasi come se un fulmine avesse colpito i ragazzi. Più tardi vennero analizzati i corpi di alcuni cadetti morti della prima fila, fu così che nei laboratori del C.C.O. si intuì che la temperatura ed il clima del mondo esterno non erano per niente adatti all'uomo. E da qua derivò inoltre il nome: Aplo Flogeró, la Pianura Infuocata.
Ma a quel punto i Generali del C.C.O. si ritrovarono davanti ad un dilemma: avrebbero dovuto riprovare a dare il via all'Esplorazione di notte, o avrebbero fatto meglio a non provare mai più ad uscire dalla Cupola?
La bramosia già citata dei Generali fece sì che venne scelta la prima opzione.
Fortunatamente verso le nove di sera, quando venne di nuovo aperta la Porta Nord, nessuno venne ustionato, ma l'inferno arrivò prima che tutti potessero finire di esultare.
Man mano che la porta si apriva i ragazzi e le ragazze delle prime file intravidero ciò che, dall'interno della Cupola, avevano sempre scambiato per enormi aquile nere, mentre ciò che si trovarono davanti furono trenta saette nere che si fiondarono sui loro compagni, sbranandoli davanti ai loro occhi increduli. Scoppiò il caos.
Alcuni cadetti sguainarono le spade composte da diversi cristalli: rubini, topazi, ametiste, diamanti, che erano state date ai soldati per sicurezza, nel caso avessero trovato qualche avversità all'esterno, ciò a cui non pensarono però fu che le avversità entrarono all'interno, nonostante la Porta fu chiusa quasi immediatamente.
I Generali, visto il pericolo cercarono di fuggire verso il Centro di Comando, ma furono prontamente assassinati ciascuno da uno di quelle bestie, lasciando così i cadetti a dover affrontare quelli che vennero denominati subito Mastini, per l'inferno che generarono con il loro arrivo.

Un ragazzo dai capelli mossi e castano scuro si stava battendo con uno di loro, usava una lunga spada nera, forse anche troppo grande per il suo metro e ottanta di altezza, ma riusciva a maneggiarla con estrema agilità, peccato che il suo avversario fosse un bestione di ottanta chili con un'apertura alare di sei metri ed una bocca che grondava sangue dei suoi compagni. Dopo aver schivato molti attacchi della belva, ed esser riuscito a tenerli testa per un po', il giovane tentò un fendente, ma il Mastino si spostò all'ultimo secondo e si scaraventò contro di lui.
<> pensò, prima di esser investito da una pioggia di sangue. Ciò che ricordò fu solo un paio di occhi color ghiaccio che lo scrutavano da sopra il cadavere della belva. <> chiese Occhi di Ghiaccio, stringendo una spada semitrasparente.


<> urlò Leksi, il Generale della Sesta Legione di Guardia.
Agenor si risvegliò dal suo ricordo. <> continuò il giovane dagli occhi color del prato ed i capelli rossi arruffati, ad Agenor era sempre sembrato un ragazzino per la sua corporatura poco sviluppata e le sue espressioni da adolescente. Agenor odiava le espressioni da adolescente. Ma sapeva bene che Leksi era molto più maturo di lui in molte occasioni, dietro quello sguardo sbarazzino c'era una mente geniale e calcolatrice, sempre pronta a trovare la soluzione più veloce e meno faticosa possibile.
<> lo provocò Layna.
Quella ragazza così minuta era una delle poche che riusciva a far sorridere Agenor, con quel carattere da attaccabrighe perenne era uno spasso andare alle Assemblee e sentirla inveire contro gli altri Generali per ogni minima cosa che lei non accettava. Lui la ricordava ancora in quel giorno disastroso, era un fulmine bianco e blu, sembrava esser nata per combattere e fu anche per questo che si ritrovò a guidare la Prima Legione di Guardia.
<> replicò Agenor.
I suoi capelli erano cresciuti molto da quel giorno, ora arrivavano fino alle spalle, ma un ciuffetto ribelle andava sempre a coprirgli metà del suo occhio destro azzurro mentre il sinistro, quello castano, era sempre libero e scrutava ogni cosa con estrema attenzione, quasi volesse capire tutto di tutti.
<> rispose Layna. Sempre la solita, non cambiava mai, ma Agenor sapeva che dietro tutte quelle provocazioni c'era la stessa sofferenza e lo stesso dolore che provava lui nel ricordare la Prima Esplorazione, l'aveva vista nei momenti di debolezza e forse la capiva più di chiunque altro proprio perché era il più simile a lei tra i Generali.
E poi Layna aveva ragione, non poteva distrarsi così durante l'esplorazione, erano le undici e mezza di notte, ciò significava che tra una mezz'ora sarebbe arrivata un'altra orda di Mastini e Agenor, così come gli altri Generali, doveva esser pronto a difendere le altre due Legioni.
<> volle chiedere, ma non fece in tempo a finire la domanda che vide un lampo rosso fuoco a 500 metri da loro.
Capitolo 4
Rosso scarlatto.
Fu un lampo scarlatto a mettere in guardia non solo i Generali, ma persino Adras, il che fece arrestare l'intero complesso.
Il Capo delle Legioni rimase immobile sul suo cavallo, gli occhi di ghiaccio risplendevano al buio con la stessa lucentezza della luna piena, poi si girò e guardò tutti i Generali negli occhi, uno ad uno.
Tutti risposero con lo stesso gesto.
<< Legione! In marcia, la meta è il principio di quel lampo rosso, e attenti ai Mastini, tra quindici minuti ne arriverà un'altra orda >> urlò ciascun Generale al rispettivo gruppo, ed il complesso ripartì a gran velocità.
<< Non capisco >> disse Bastiaan, Generale della Quarta, ragazzo sui ventidue anni con occhi castani e capelli della stessa sfumatura.
<< Tutto questa allerta per una scatolina? >> riprese l'uomo, mentre fissava quel piccolo cubo illuminarsi dello stesso rosso che avevano visto in cielo poco prima.
Tutti i Generali, specialmente quelli della Legione Scientifica, si erano accerchiato attorno allo strano oggetto. Nessuno l'aveva toccato.
Si beh, poi Leksi non riuscì più a trattenersi. Quel gesto fece spaventare praticamente tutti, ma non successe nulla, il cubo semplicemente girava tra le dita indaffarate del pel di carota, intento a capire quale strano meccanismo regolasse quella... qualsiasi cosa fosse. Il giovane si cimentò molto nel comprendere ma fallì, non saltò fuori nulla, non si sentì nessun suono, la scatola scarlatta non si apriva.
Le superfici erano completamente lisce, non un graffio, non una scanalatura, era un cubo perfetto, non poteva esser frutto della natura, ma allora forse... Di altri umani?
Leksi era affascinato da questa ipotesi, ma se il cubo non faceva nulla non avrebbe mai potuto scoprire niente. Gli occhi iniziavano a bruciargli, forse un granello di polvere, o forse era rimasto troppo tempo a fissare quel piccolo cubetto.
Leksi svenne, di punto in bianco, e Agenor e Ilay accorsero, essendo i più vicini. Non si muoveva, il ragazzo aveva solo gli occhi fissi verso il cielo stellato, e fu proprio il cielo a fargli da proiettore per fargli vedere ciò che il cubo conteneva.
Mentre i suoi compagni cercavano di risvegliarlo lui vedeva tutto, tutto quello... esisteva davvero allora...
Alcuni membri della Legione di Rifornimento erano arrivati immediatamente per risvegliare il ragazzo tramite il defibrillatore, ma non fecero in tempo a poggiarlo sul petto del giovane che egli si alzò ed iniziò a saltare con un sorriso stampato sulla faccia.
Ilay gli urlò contro: << Perché diamine salti Leksi? Era uno dei tuoi soliti scherzi per caso? Perché se così fosse sappi che... >>, non fece in tempo a finire la frase che il ragazzo gli saltò addosso dalla gioia.
<< Era vero! Era vero! Era vero! >> continuava a ripetere Leksi mentre si metteva a ballare con qualsiasi persona gli capitasse a tiro.
<< Cosa era vero Leksi? >> domandò Adras.
<< Esiste! >> disse il ragazzo, mentre rideva come solo un pazzo sa fare.
<< Insomma idiota, vuoi parlare sì o no? Devo farti tornare alla realtà con un bello strangolamento per farti dire cosa diamine è successo? >> sbraitò Layna, che si stava spazientendo sempre di più, odiava non sapere le cose all'istante quando venivano chieste.
<< Le Cupole! Esistono altre Cupole oltre alla nostra! >>.
Tutti guardarono il ragazzo come se fosse un pazzo o il messia, non sapevano come reagire, e chi avrebbe potuto? Come reagireste se vi dicessero che ciò che più cercavate e speravate di trovare al mondo, esistesse veramente?
Con un silenzio surreale.
Ma eccoli arrivare, gli ululati che squarciano il silenzio della verità, i Mastini stavano arrivando.
<< Tutti in posizione! >> urlò Adras, sguainando la spada di Diamante,
<< Prima Legione Scientifica! Custodite il Cubo e Leksi, al momento lui sa più di tutti noi e non possiamo permettere che combatta in questo stato di tranche. Bastiaan! Fa' in modo che la tua Legione circondi completamente ed esclusivamente Leksi, che nessun Mastino superi le vostre fila >>
Le belve arrivarono ed attaccarono, ma stavolta avevano un obbiettivo preciso: Leksi.


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