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lavoro pubblicato giovedì 13 luglio 2017
ultima lettura venerdì 21 luglio 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Uso improprio

di Gia. Letto 142 volte. Dallo scaffale Generico

Hai privato di senso la comune accezione di parlare,con te non si usano parole,quelle ti spaventano,con te si gioca di silenzi,che da bolle di sapone ...

Hai privato di senso la comune accezione di parlare,
con te non si usano parole,
quelle ti spaventano,
con te si gioca di silenzi,
che da bolle di sapone leggere
diventano palloncini pieni di farina
che affonderebbero in qualsiasi mare,
ma anche in una semplice pozzanghera.
Momenti che comprendi bene,
faccio fatica ad abbandonare,
e tu sei li spiazzato,
non sai cosa fare,
e io ora non posso fartelo capire,
non posso nel modo in cui vorresti tu.
Vorrei terribilmente che tu sapessi come farlo,
ma non lo sai,
e forse nemmeno io lo so,
quindi sappi che fuggirò lontano.
Andrò via, per quanto non vorrei,
per quanto non dovrei,
per quanto sia l'unica scelta sensata che possa prendere.
Questo dunque è un addio,
penso che l'avevi immaginato,
ed è inutile quanto possa recriminare che ti debba straziare,
comunque metterei per l'ultima volta quel disco
che spesso abbiamo sentito, inteso e volutamente frainteso.
Registro mentalmente tutte le note di quella tromba,
e mi godo le pause, gli intervalli, i salti tra un momento e l'altro,
mi dilungo nel ripercorrere tutti i ricordi,
i pezzi di silenzio, e le vuote chiacchiere
che hanno scandito questa cosa,
a cui è stato tolto tutto e per primo il nome.
Anche questa storia stava per finire senza che io ti dicessi la verità.

Io sono qui, sono sempre stata qui, e sono sempre stata così,
e mi dispiace che tu non abbia il coraggio necessario per essere te,
ma che tu ne abbia a sufficienza per nasconderti dietro te.
Perchè ho capito bene quello che è accaduto,
e per quel momento non dirò più nulla,
ma sappi che non avrei voluto finisse cosi.
Non avresti dovuto avere paura,
non di me, o almeno non allora.

ma ora, addio.



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