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lavoro pubblicato lunedì 10 luglio 2017
ultima lettura giovedì 21 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La madre di tutte le madri

di carpiero. Letto 277 volte. Dallo scaffale Storia

A Sua Eminenza Cardinal Onofrio Della Noce Arcivescovo della città di Chieti V’invio questa missiva per portare alla vostra illustrissim...

A Sua Eminenza Cardinal Onofrio Della Noce Arcivescovo della città di Chieti

V’invio questa missiva per portare alla vostra illustrissima conoscenza un fatto miracoloso accaduto nei giorni scorsi a Francavilla al Mare in contrada Porta Nuova, cui il buon Dio ha voluto che io ne fossi partecipe e testimone.
Eran da cinque giorni che Concetta Debiase (da tutti conosciuta come Cettina) era immobile nel suo letto, priva di coscienza.
L’avevano trovata svenuta nella stalla, dove accudiva ai suoi due buoi, rigida come un sasso con i pugni serrati e lo sguardo nel vuoto.
Di tanto in tanto ella si destava da quello stato e recitava un Ave gratia plena per poi tornare nel suo torpore.
Era l’unico segno che dava alla vita terrena.
A nulla erano serviti tutti i tentativi per farla riprendere: il corpo rigido non reagiva.
Il dottore, non trovando nessuna soluzione, aveva prescritto un decotto di succo d’assenzio con polvere di cumino e miele, per lenire almeno il dolore delle membra rigide, poi rimettendo la sua povera anima nelle mani di Nostro Signore Iddio.
Chiamato dai familiari, quando il sole era già alto nel cielo, mi recai nella dimora di Cettina, ove si era radunata molta gente.
Dopo aver recitato il Santo Rosario, ho raccomandato l’anima sua con olio benedetto, e conoscendo la devozione della malata lasciai sulle sue mani un’immagine della Beata Vergine Maria del Soccorso.
Nel momento in cui mi accingevo con ramo di rosmarino a benedire tutti i presenti, notai che il corpo di Cettina lentamente si muoveva, stringeva stretto nella mano il santino da me poco prima lasciato, e nei suoi occhi vidi nuova luce.
Cettina percorse con lo sguardo tutta la stanza fino a incrociare il mio, allungò la mano che lentamente si schiuse, rivelando al suo interno un fiore che sembrava appena raccolto, la sua corolla ben salda faceva risaltare petali dai colori bianco, azzurro e viola. “Gli occhi della Madonna!” Uscirono dalla mia bocca quelle parole mentre m’inginocchiavo; Cettina nell’udirle dipinse un sorriso sul suo volto e con voce lieve disse “La Madonna vuole una casa, e la vuole qui, il suo desiderio è di abitare con noi a Francavilla”, e tutti ci facemmo il segno di croce, e accompagnammo il gesto con un Salve Regina.
Eccellentissimo Cardinale: nell’umile stalla, celata da sporco e letame, abbiamo trovato un immagine a muro della Madonna.
E’ da quel giorno che ogni sera in quella che per tutti è diventata la casa della Madre di tutte le Madri, recitiamo il Santo Rosario e domenica per la prima volta celebrerò messa.
Spero che Sua Grazia ci accompagni con la preghiera, quella che noi tutti rivolgiamo a lei affinché prenda in viva considerazione la consacrazione di tale luogo in onore della Madonna delle Grazie.

Con prece fr. Ignazio Galasso servo di Dio e servo Vostro.

Francavilla al Mare, 24 di Agosto 1623



Commenti

pubblicato il lunedì 10 luglio 2017
carpiero, ha scritto: In questo racconto dove i personaggi sono frutto di fantasia, descrivo, a mio modo un episodio accaduto nel mese di Agosto del 1623, dove la Madonna parlò per tre volte a una signora Francavillese di nome Laura (non viene citato il cognome), nel luogo, dove si celava l'immagine a muro della Madonna delle Grazie, rinvenuta appunto nel 1623 e venerata nell'omonimo Santuario che nel corso degli anni andò distrutto.
pubblicato il lunedì 10 luglio 2017
michelino, ha scritto: Ma possibile che questa Madonna sia così egoista? Con tutti i senzatetto che ci sono al mondo, lei non fa altro che continuare a chiedere case per se stessa.

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