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lavoro pubblicato lunedì 10 luglio 2017
ultima lettura venerdì 21 luglio 2017

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Il lampionaio

di carpiero. Letto 133 volte. Dallo scaffale Pensieri

Oggi è il primo di maggio e nel cielo di Wroclaw le stelle riempiono ancora la notte. Acentino Scocco disteso sul letto attende il suono della sveglia mentre un ricordo va lentamente a dipingersi nella sua mente. Era il primo di maggio di molti ...

Oggi è il primo di maggio e nel cielo di Wroclaw le stelle riempiono ancora la notte.
Acentino Scocco disteso sul letto attende il suono della sveglia mentre un ricordo va lentamente a dipingersi nella sua mente.
Era il primo di maggio di molti anni prima, quando ancora bambino, suo papà lo aveva portato in Italia, a Vasto, suo paese di origine, li aveva conosciuto sua nonna Grazia, una donna energica che caparbiamente dopo la morte del marito portava avanti da sola l’attività di consegna a domicilio delle bombole di gas.
Ricordava quei giorni come i più belli della sua vita, il clima mite italiano che lo aveva avvolto con un abbraccio costante, la buona cucina, e soprattutto l’andare in giro con la nonna su quello strano automezzo a tre ruote che ad ogni curva sembrava ribaltarsi e che faceva suonare come campane a festa le bombole poste sul retro.
Quelle uscite erano uno spasso, la nonna rallentava ogni qual volta che vedeva una persona e con voce squillante gli diceva “Lui è Acentino, mio nipote, viene dalla Polonia”, non attendeva nessuna risposta, non gli importava e ripartiva veloce.
Era orgogliosa di quel ragazzino che aveva al suo fianco e che portava il nome di suo marito.
Il giorno della sua partenza nonna Grazia lo aveva salutato con gli occhi pieni di lacrime e gli aveva messo in tasca un po’ di sale grosso dicendogli “E’ contro l’invidia, vai in nome di Dio tesoro mio”
Quella era stata l’ultima volta che l’aveva vista.
Il suono della sveglia ruppe il silenzio e cancellò quel bel ricordo, doveva sbrigarsi, anche se era la festa dei lavoratori, tra poco doveva cominciare il suo giro e spegnere i centotré lampioni a gas che si allungano per le vie del quartiere di Ostròw Tumski.
Acentino l’Italiano di mestiere fa il lampionaio accende e spegne quello che per lui sono le stelle di Wroclaw.
Quel ricordo ancora nitido nella sua mente gli aveva fatto capire che il suo lavoro in qualche modo lo legava a quella donnina forte e gentile di sua nonna, e questo lo rese felice.
Indossata la livrea, chiuse la porta di casa alle sue spalle, alzò il bavero del mantello e a grandi passi si diresse verso Ostròw Tumski.
Aveva percorso un po’ di strada e svoltato qualche angolo, quando all’improvviso si fermò, e con lo sguardo a terra, portò l’indice della mano destra sulle labbra, e si girò di scatto.
Corse fino a casa,e in tutta fretta salì le scale, aprì la porta, entrò in cucina, si guardò intorno, e visto il contenitore vi infilò la mano e ne estrasse un po’ di sale grosso, lo guardò e disse “Contro l’invidia , e raccomandami a Dio tesoro mio”, se lo mise in tasca,diresse un bacio verso il cielo e andò a lavorare.



Commenti

pubblicato il lunedì 10 luglio 2017
carpiero, ha scritto: I personaggi e le situazioni sono frutto di fantasia. I luoghi invece sono reali, anche il lampionaio è una figura esistente con la sua livrea è diventata un'attrazione turistica della città di Wroclaw (Breslavia), in Polonia

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