ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.089 ewriters e abbiamo pubblicato 71.814 lavori, che sono stati letti 45.103.781 volte e commentati 54.448 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 7 luglio 2017
ultima lettura lunedì 25 settembre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

ERICA

di TodHudson. Letto 1420 volte. Dallo scaffale Amore

Il mio ultimo annuncio sul consueto sito di incontri personali aveva una vena romantica: UN BEL RICORDO E’ UNA GIOIA PER SEMPRE Scriveva il po...

Il mio ultimo annuncio sul consueto sito di incontri personali aveva una vena romantica:

UN BEL RICORDO E’ UNA GIOIA PER SEMPRE

Scriveva il poeta John Keats nell’incipit dell’Endymion: “A thing of beauty is a joy for ever”.

Pensi che fare l’amore con te potrebbe essere una cosa bella e, quindi, una gioia per sempre?

Se è così, sei di bella presenza e hai meno di 40 anni, contattami.

Anche la risposta al mio ultimo annuncio non si è fatta attendere e tutto ciò che ne è seguito, e che stai per leggere, ha segnato il destino di Tod Hudson:

Da: Erica41

A: Tod Hudson

Ciao Tod, sono Erica, ho 41 anni, molto ben portati, ti scrivo lo stesso, perché la tua richiesta è simile alla mia … ossia trovare un uomo passionale con cui si possa avere anche una conversazione stimolante. Il che ovviamente incide su tutto il resto. Il sesso è mentale, prima di tutto. Spero che trovi quello che ti interessa, buona giornata!

Tod: Ciao Erica. Condivido TUTTO quello che mi hai scritto. Mi mostreresti una tua foto?

Erica: Certo, anche più di una.

Tod: Foto molto eloquenti, direi …

Erica: Ti piacciono le mie foto? ??

Tod: Vuoi che paliamo di te, di ciò che cerchi e di ciò che vuoi da me o delle tue foto? ??

Erica: Bene, amo la chiarezza. Vorrei un uomo con cui essere passionale, come sono io … e anche un po’ porcellina: niente di strano, solo amo il sesso e farlo con calma, tempo e dedizione. No sveltine in piedi, solo quando sei innamorato e non ne puoi più … ma davvero in rare occasioni. Non voglio sentirmi proprietà di nessuno, ma non disdegno un accordo economico col quale dare la mia disponibilità e il mio piacere. Se hai delle foto tue, grazie.

Tod: Non invio foto. Sul primo punto, anch’io amo la chiarezza e vorrei conoscere i termini dell’accordo economico al quale subordini la tua disponibilità e il tuo piacere. Le sveltine in piedi: ne ho viste al cinema, anche di recente. Ma non sono cose da innamorati ??

Erica: Ahaha! Mi hai fregata, hai ragione: il sesso è una cosa così personale …. e così diversa ogni volta, forse cambierò idea sulle sveltine ?? Sul piano economico: tu vorresti una certa regolarità, giusto? Hai un luogo dove incontrarsi? E’ diverso se ci si vede una tantum o se è regolare.

Tod: Esco da una lunga storia con un’amante con cui ci siamo appena lasciati. Quello che voglio per il futuro – sono sincero – non lo so ancora: so solo che una sola vita non mi basta. Sono aperto a ogni proposta: se vuoi, possiamo anche parlarne di persona, senza impegno. Un caffè dove vuoi tu.

Erica: Apprezzo la sincerità, grazie. Troviamoci per un caffè, sarà sicuramente una chiacchierata interessante a molto schietta, che non ci si può permettere con tutti. Capisco bene l’espressione “una vita non mi basta”, io ci sono arrivata da poco. Ora scusami, ma devo scappare a scuola. A presto, e grazie ancora.

Il giorno dopo.

Tod: Buongiorno Erica! Come ti sei svegliata oggi? Con quali pensieri? Buona giornata!

Erica: Buongiorno, o anzi buon pomeriggio …. molti pensieri in testa, forse per questo alle 5 mi sono svegliata di già …. e tu?

Tod: Io bene grazie. Avevamo un discorso in sospeso o sbaglio?

Erica: Si parlava di un caffè, right?

Tod: Posso raggiungerti dove vuoi: meglio se in una buona pasticceria ??

Erica: Uh…ce n’è una strepitosa a due passi da casa mia. Peccato. Che sia appunto a due passi da casa mia. Ma ci penso su.

Tod: Quando vuoi, io ti incontro volentieri, per due chiacchiere, senza impegno.

Due giorni dopo.

Tod: Chissà se questa notte hai dormito oppure se è stata un’altra notte insonne, piena di pensieri … Non dev’essere un bel momento per te: ma la vita offre opportunità infinite … Buona giornata.

Erica: Ciao Tod, la vita offre così tanto che, se cominci a osservare, il confine delle possibilità è infinito, e questo riempie di gioia ma anche disorienta. Valutare il tempo che si spende nelle cose e nelle persone a volte porta via più tempo di quello che si spende a viverle. Viverle allontana la possibilità di valutare con obiettività. Poi arriva la pancia a parlarci e spesso sistema tutto, la gioia come unico indicatore.

Tod: L’articolo 1 della Costituzione americana afferma il diritto di ogni essere umano a cercare la felicità. Non il diritto a essere felice, ma il diritto a cercare tutti i modi per esserlo. Dal tuo modo di scrivere – e di ragionare – evinco che sei una donna con un buon livello culturale: la cosa mi incuriosisce molto di più delle tue foto ?? Che cosa puoi raccontarmi di te, Erica?

Erica: Posso dirti che in effetti sono un’artista, sono una musicista, attrice, pittrice, insegnante. E’ il mio lavoro. Condizione sine qua non della mia vita è sempre stata non piegarmi a spendere le mie giornate se non facendo e vivendo quello che amo di più. Mi sono recentemente iscritta al conservatorio. Ho frequentato lettere all’Università, ritirandomi a pochi esami dalla laurea per andare a lavorare in una band musicale. Ho girato l’Europa per alcuni anni finché non mi sono sposata e ho avuto una figlia, che ora ha quindici anni. Mi sono separata, lui musicista con cui continuo a lavorare, ora sto con un altro musicista. Fantasioso no?

Tod: Eri una groupie, insomma. Perché mi hai cercato, Erica, rispondendo al mio annuncio? Voglio dire: come lo spieghi a te stessa che ti offri in cambio di soldi, anzi, scusa, di un “accordo economico”?

Erica: Sono in una nuova fase di evoluzione, dove l’identità femminile si afferma prettamente sotto il profilo sessuale, che riscontro essere una parte molto più preminente rispetto al passato. La riconosco e la lascio libera: ho deciso di vedere chi sono, sotto quel punto di vista. Ho realizzato delle fantasie che avevo, stare con una donna, con due uomini … Li ho visti sempre tutti molto soddisfatti della mia “temperatura” e del mio carattere sempre giocoso e allegro. Sono una donna curiosa che ama parlare di tutto, mi piace il sesso con gente intelligente con cui si possa parlare, non chiacchierare sul tempo. La cultura affina i sensi, soprattutto quelli della carne. Ho fatto il primo incontro a pagamento lunedì scorso. E’ stato straniante. Non so perché, ma non mi sono sentita sporca. Lui era molto taciturno, manager stressatissimo, è venuto implodendo. Mi ha pagata senza smettere (poi) di raccontarmi del suo lavoro. Non voleva sapere niente di me … non ci ero abituata. Volevo provare la soddisfazione di non regalare questa energia, che spesso sento venirmi sottratta …

Tod: Il primo messaggio che mi hai inviato era proprio di lunedì scorso: avrei potuto essere il tuo “primo cliente” Ma ho deliberatamente deciso di non esserlo e di invitarti a prendere un caffè …

Erica: Si, avresti potuto. La legge dell’attrazione ha fatto il resto. Forse ero io che avevo bisogno di provare a me stessa qualcosa: ma questo riguarda solo me.

Tod: Senti, il manager stressatissimo quanto ti ha pagata?

Erica: Siamo già alle questioni economiche? 200.

Tod: Sei carissima!

Erica: Immagino che essendo un mercato libero ci sia di tutto. E che chi mi ha pagato fosse contento. Mi ha appena scritto di nuovo:)

Tod: Io non frequento abitualmente prostitute. Solo qualche settimana fa, dopo il distacco dalla mia ultima amante, alla ricerca di non so che cosa, ho messo l’annuncio che hai letto anche tu su un sito web di incontri personali. Ne ho incontrate già cinque, ma non so se ho le energie per affrontare il “baratro” che ho visto aprirsi negli occhi di quelle ragazze: non so come spiegarmi meglio.

Erica: Ci sono donne che decidono di vendere sesso non per disperazione, quindi il baratro che hai visto non lo vedresti mai nei miei occhi. Non mi fa pena una donna che la da via, non più di una che si fa sfruttare da un padre con l’azienda di famiglia che la sottopaga, o da tante altre situazioni in cui ci si piega e ci si lascia sfruttare. Il cliché della donna perduta mi ha stancato. Non ne posso più. Una donna è libera, e non ha bisogno della redenzione di un uomo, né del suo giudizio o del suo perdono. Siamo tutti liberi. Mi fa pena anche un uomo che si fa mettere i piedi in testa per paura di perdere il lavoro, mi fa pena la mancanza di dignità, sentirsi costretti ad accettare di subire.

Tod: La penso come te. La maggior parte delle donne sono “prostitute legali”: si vendono in cambio di una sicurezza economica, psicologica, ecc. conducono una vita “dipendendo” da qualcuno. Su questo la pensiamo allo stesso modo, pur provenendo da percorsi di vita diversi. Andiamo “oltre”. Hai letto il romanzo “L’odore del sangue” di Goffredo Parise? E’ la storia di un raffinato intellettuale la cui donna perde la testa per un giovane fascista, ignorante e volgare, tutto muscoli e forza. E lui non si spiega che cosa ci trovi. Mi hanno colpito alcune riflessioni di questo “intellettuale” protagonista del romanzo. In particolare, Parise, parla della capacità di alcune persone di percepire la terribile forza animale, selvaggia, cruenta, fallica, che sta all’origine della vita e che si manifesta come un fluido, un’energia che alcuni hanno, altri no, essendo uomini più “spirituali”, “razionali” che carnali. Tu che tipo di donna sei?

Erica: Sono una donna che ha scisso sempre la parte intellettuale da quella carnale. Fino a poco tempo fa. Credo sia per questo che il mio primo fidanzatino da diciannovenne non mi abbia toccato per due anni. Trovavo uomini volutamente asessuali. La cultura democristiana del mio piccolo paesino di provincia è riuscita farmi passare sottopelle l’idea di un sesso da abolire. Ma ero anche io a cercare la purezza del legame platonico: pura per me che, a diciassette anni, giravo senza trucco e vestita da uomo. Che ho perso la verginità tardissimo e che ho sposato un uomo a cui non interessava il sesso. Ma io sono una donna di terra, di carne, una donna che vorrebbe vivere in una foresta, sulle Dolomiti, che sente la natura e il suo essere parte della pulsazione madre.

Tod: Non perderti Erica.

Erica: Grazie Tod, avverto la sensazione che tu ti senta in qualche modo destinato a dirmi qualcosa su di me … potrebbe essere così, non lo escludo. Ma sinceramente, a parte Jodorovsky, non amo i guru.

Tod: Non sono un guru, per fortuna, e neppure ne seguo. Ma a volte una canzone, un testo, un quadro, una persona ti parlano: sembrano quasi contenere un messaggio per te. Rilke, in una lettera alla sua amante, parlava di “parallelo emotivo interiore”.

Erica: Tutto ci parla di noi, anche chi ci parla ci sta dicendo qualcosa di noi. Attiriamo nella nostra vita quello che ci somiglia, le frequenze finiscono per attrarsi sempre. L’invito a non perdermi mi fa sorridere. Non mi sento in procinto di perdermi, ma bensì di trovarmi.

Qualche settimana dopo.

Tod: Ciao Erica, come stai? Non ci si sente da un po’. Ti lascio una poesia, per la festa della Donna, che ho inviato Alle circa cento “cocottine” con cui ha interagito in questo periodo:

“Sorridi donna

sorridi sempre alla vita

anche se lei non ti sorride.

Sorridi agli amori finiti

sorridi ai tuoi dolori

sorridi comunque.

Il tuo sorriso sarà

luce per il tuo cammino

faro per naviganti sperduti.

Il tuo sorriso sarà

un bacio di mamma,

un battito d’ali,

un raggio di sole per tutti.

(Alda Merini)

Erica: Grazie, conoscevo questa poesia. Alda Merini è stato uno dei primi amori quando ho iniziato a studiare lettere, ormai negli anni ’90 … Allora, sono curiosa: hai trovato una “cocottina”, come la definisci tu? Chissà se è difficile , dopo quello che hai vissuto con la tua ex amante, accontentare un uomo come te!

Tod: Ciao Erica, grazie per il tuo interessamento. Ho in corso contatti con diverse ragazze che studiano o lavorano e cercano di “arrotondare”: preferirebbero una relazione stabile a incontri occasionali. Non so se io e queste ragazze cerchiamo la stessa cosa: stiamo cercando di capirlo con messaggi e colloqui telefonici. Certo è per me una fase di passaggio e, come sai, in questi momenti della vita si va a tentoni. Io sono un uomo che ha avuto tutto, soprattutto sono stato sempre molto amato dalle mie numerose donne. Il mio invito per un caffè è sempre valido.

Erica: Per anni ho avuto un amico, speciale, che è tuttora una persona presente nella mia vita. E’ iniziata come relazione fisica, molto passionale, e quasi subito siamo diventati amici. Lo abbiamo capito quando prima dell’amore abbiamo iniziato a bere il caffè e a chiacchierare, al principio era all’inverso. La grande affinità sensuale era ovviamente la contropartita di quella intellettuale, siamo simili e lui continua a dirlo. Mi propone un viaggio in solitaria , io e lui, perché, dice, con nessun altra potrebbe farlo. Forse ha ragione, siamo i due fratelli che hanno già consumato l’ardore dei sensi e ora anelano alla condivisione totale, cioè quella dello spirito. E mi stupisco quando mi si parla di buon sesso ma di scarsa intesa mentale: mi sembra un ossimoro. Ci sentiamo poche volte, come se avessimo appena interrotto la conversazione di cinque minuti innanzi. Se penso a una relazione, io penso ad un compagno, un sodale. Non una gabbia di appuntamenti previsti e dovuti. Libertà, unico modo per sapere ciò che si vuole. Jodorovsky dice che siamo così liberi da scegliere di essere schiavi.

Tod: Ogni volta che ti leggo sono sorpreso dalle numerose affinità che trovo tra di noi e le nostre esperienze di vita.

Erica: Ne devo dedurre che non riscontri una tale affinità con i tuoi nuovi contatti? Non è semplice, ma i contrasti servono a focalizzare meglio i nostri reali desideri. Le difficoltà sono prove per giungere alla chiarezza, non certo alla beatificazione decantata dal cattolicesimo. Non credo nella catarsi del dolore, credo nella bellezza del dolore. Concetto che andrebbe espresso a voce probabilmente. Sto ascoltando Scarlatti suonato da Enrico Pieranunzi, conosci? Ecco: è il concetto del sublime.

Tod: Sto leggendo un romanzo - "Morbide guance", di una scrittrice giapponese - in cui due ex amanti si ritrovano dopo anni di vicende avverse e lui, arrivato alla soglia dei cinquant’anni, sta con una ragazzina di vent’anni. Lei gli chiede: ”La ami?” E lui: “No. Una ragazza che ha trent’anni meno di me non può darmi nulla e io non ho nulla da darle”. Non conosco quest’opera di Scarlatti grazie per la segnalazione.

Erica: Lieta di condividere le cose belle.

Tod: Ti devo confessare che non ho mai fatto l’amore con una donna che abbia più di trent’anni, a parte mia moglie. E non ho mai fatto l’amore con una donna che ha avuto figli. Saresti una “prima volta” di molte “prime volte”

Erica: Io mi sono sentita forte dopo mia figlia. Quando mi sono accorta di quanto ero forte, è cambiato tutto. Ecco cosa fanno i figli: ti fanno scoprire chi sei, fin dove puoi arrivare.

Tod: Ci scriviamo da tempo ma io non ho nulla di te, se non qualche tua foto anonima, dove sei in mutande. Quindi, desumo che tu preferisca tenere le distanze da me.

Erica: L’hai messa giù che mi ha fatto un effetto decisamente squallido: “foto anonima in mutande”. Mamma mia! D’altronde è cosi. Ma, a leggerlo, mi sono sentita una a cui hanno chiesto il nome e ha fatto vedere il sedere. Mi pare ovvio, in un sito come quello in cui ci siamo incontrati, non mandare foto del viso. E, anzi, essere esplicita in altro: il mio viso lo vede chi mi incontra. Ho trovato molto discreto un tipo che mi ha chiesto foto vestita e senza volto. Ognuno decide per sé, lo scrivi anche tu, ma avverto un sottile risentimento nel tuo ribadire il tuo essere diretto contrapposto alle mie “foto in mutande”. Non sapevo di trovarmi in un sito di foto artistiche: altrimenti avrei mandato le mie istantanee con tramonto sul mare. Le quali sono veramente intime, perché sono momenti di vita divisi con qualcuno, cose personali.

Tod: Il mio primo maestro di fotografia mi disse, per primissima cosa, che una foto non è mai la descrizione della realtà, ma solo una sua interpretazione. Quindi, ognuno mostra di sé esattamente l’idea che ha di se stesso. Perché te la prendi con me o con il sito internet? Hai scelto tu come presentarti: forse davi per scontato che io fossi una specie di animale preda di incontrollabili istinti sessuali?

Erica: Si, essendo la prima mail, davo per scontato che fossi un po’ come gli altri. Non animale, un uomo che cerca una cocotte, e ho pensato a Nanà, di Zola. Ho pensato anche che un rapporto intellettuale o spirituale di solito parte con altre premesse. Sicuramente io qui voglio dare quest’idea di me: un corpo e basta. Il resto è mio.

Tod: Sono uno che tenta di non usare neppure una sola parola a caso. Comunque, mi ha fatto piacere la tua reazione alle mie provocazioni: significa che hai ancora il senso del ridicolo e, soprattutto, della dignità, se ci sei rimasta male a “immaginarti” valutata per una “in mutande”. Credo sia anche il motivo per cui eviti uomini capaci di metterti uno specchio davanti agli occhi e il motivo per cui mai ci incontreremo.

PS:

1. “Cocotte” allude al titolo di una poesia di Guido Gozzano;

2. La mia presenza in questo sito è legata a un nuovo ciclo di racconti erotici dedicato alla figura femminile della “puttana”. Ogni racconto non descrive un’esperienza vissuta ma un’esperienza immaginata. Però, il punto di partenza di ogni racconto è una situazione vera, reale: lo scambio di messaggi con le donne che hanno risposto al mio annuncio.

Erica: Posso chiederti perché Tod Hudson?

Tod: In un racconto di Charles Bukowski intitolato: “Lo sciupafemmine di Hollywood Est” (parte della raccolta di racconti: “Scrivo poesie solo per portarmi a letto le ragazze”), ho incontrato la figura di un uomo ordinario, banale, che gestisce una libreria porno, e che, tuttavia, riesce ad avere tante donne, tutte da mozzare il fiato e nemmeno stupide. Come è possibile? Quale mistero nasconde questo sciupafemmine? Quale segreto, quali parole magiche usa per sedurre tante donne Tod Hudson? Tod Hudson è diventato il mio nuovo “pseudonimo”, e il “personaggio” che guida la mia mano nella stesura dei raccontini.

Erica: Caro Tod, allora se ci fossimo incontrati sarebbe stato solo per il tuo nuovo ciclo di racconti erotici? Una puttana inconsapevole d’essere materiale letterario? Ho fatto una cosa simile anch’io anni fa, per uno spettacolo teatrale. Un po’ come fece la Musso per il suo “Sex Machine”: entravo nei siti e facevo domande, sia a uomini che a donne, ma dicevo loro il perché. Ma era un’altra vita, tanto tempo fa. Il problema degli intellettuali, o di coloro che si stimano tali, è che arrivano a sentirsi più nobili e superiori alla massa, in virtù delle loro mire “artistiche”, di una cosiddetta intelligenza, o, peggio, sensibilità. Dico “peggio” perché spesso l’intellettuale scambia il suo ego per altro: lo chiama ispirazione. Accade sia agli attori che agli scrittori. Io evito gli uomini che hanno la presunzione di sapere chi io sia e, in generale, chi esercita questa sorta di disonestà intellettuale, a mio avviso, peggiore di quella carnale. Sarà perché non sono cattolica?

Postilla:

Un amico lettore mi aveva scritto, all’inizio di questo ciclo di racconti dedicato alle “etére”:

“Stai esplorando con intelligente curiosità il mondo torbido e malinconico delle ‘puttane’! Ognuna di queste donne è un mondo a parte, ognuna ha qualcosa da mostrare e da nascondere. Un gioco di luci e ombre che ti offrirà infiniti spunti creativi!”

Lo pensavo anch’io all’inizio: ma il “torbido e malinconico mondo delle puttane” è, tutto sommato, un piccolo mondo chiuso, di poche storie tristi, che si ripetono all’infinito, come in un gioco di specchi.

Se vuoi vedere la “foto in mutande” di Erica:

https://aphrodixxx.wordpress.com/2017/07/07/erica/

Se vuoi leggere in EWRITERS altri racconti della serie “Tod Hudson” li trovi ai seguenti link:

PETRA

Pubblicato il 30/06/2017

https://aphrodixxx.wordpress.com/2017/06/30/petra/

MISTICA

Pubblicato il 25/06/2017

http://www.ewriters.it/leggi.asp?W=115411

STELLA

Pubblicato il 17/06/2017

http://www.ewriters.it/leggi.asp?W=115247

MELINDA

Pubblicato il 10/06/2017

http://www.ewriters.it/leggi.asp?W=115093

GIULYA

Pubblicato il 02/06/2017

http://www.ewriters.it/leggi.asp?W=114858

ASIA

Pubblicato il 26/05/2017

http://www.ewriters.it/leggi.asp?W=114691

ALISON

Pubblicato il 19/05/2017

http://www.ewriters.it/leggi.asp?W=114544

DAYLA

Pubblicato il 13/05/2017

http://www.ewriters.it/leggi.asp?W=114425

ANNA

Pubblicato il 05/05/2017

http://www.ewriters.it/leggi.asp?W=114254

NATASCIA

Pubblicato il 28/04/2017

http://www.ewriters.it/leggi.asp?W=114111



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: