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lavoro pubblicato giovedì 6 luglio 2017
ultima lettura sabato 15 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Cronache delle terre di Aidrabmol - Capitolo 34

di Chyprill. Letto 206 volte. Dallo scaffale Fantasia

aCapitolo Trentaquattrob                                                                 &n...

aCapitolo Trentaquattrob

5 anni prima

La nomina a capitano delle guardie era stata da sempre attribuita a uomini valorosi e capaci che avevano avuto modo di rendere servizio al regno con devozione. Di tutti i capitani che si erano succeduti quello che si apprestava a ricoprire la carica era di sicuro il più giovane.

Eric che fin dalla più tenera età era vissuto e cresciuto all’interno delle caserme reali si apprestava ad accettare questo nuovo compito con orgoglio e riconoscenza per la fiducia ricevuta nonostante i suoi soli 30 anni.

Per il conferimento della carica era prevista una piccola cerimonia che si sarebbe tenuta in forma privata nella sala degli ambasciatori al cospetto dei sovrani, delle alte cariche dell’esercito e naturalmente se in condizione di farlo del precedente capitano delle guardie.

Il giovane sentiva la mancanza però di un elemento fondamentale a coronare quel momento così importante della sua vita.

La sua famiglia, la madre, ma soprattutto il padre di cui ogni giorno si chiedeva cosa facesse lontano da lui.

Erano anni ormai che non aveva sua notizie e si trovava combattuto sulla possibilità di inviargli una missiva anche solo per informarlo della sua nuova carica, sapeva per certo che sarebbe stato impossibile invitarlo alla cerimonia ma almeno gli sarebbe piaciuto vedere direttamente dai suoi occhi che era fiero di lui.

La mattina presto prima dell’alba dell’importante giorno uscì per schiarirsi le idee e rinfrescarsi nel aria umida. Uscì a cavallo e al galoppo raggiunse il villaggio più vicino alla capitale dove gli abitanti vivevano di raccolti e coltivazioni di cereali. Non era sua intenzione sostare al borgo ma passando rasente alle case più esterne non poté non notare legato fuori dalla minuscola locanda uno splendido esemplare di cavallo Bisbiniano.

Vedere quel tipo di cavallo così a sud era un evento da non ignorare e quindi decise di avvicinarsi e controllare chi fosse il proprietario del equino dal manto rossiccio. Assicurò anche il suo destriero vicino alla locanda e vi entrò con cautela nel dubbio che non fosse ancora in servizio.

L’oste era dietro il bancone e già trafficava con suppellettili varie cosa che diede ad Eric adito di pensare che si potesse accedere tranquillamente. A parte lui nella sala vi erano appunto l’oste ed un altro uomo seduto ad un tavolo vicino ad un finestra. L’uomo in questione dava le spalle alla porta in modo tale che non si potesse distinguerne l’identità ma Eric vedendo quella schiena non ebbe dubbio alcuno e sentendo il cuore che gli batteva a mille nel petto raccolse tutto il suo sangue freddo da soldato e con passo fintamente calmo si avvicinò al tavolo.

L’uomo sorseggiava un liquido bollente e fumante in una tazza troppo piccola per la grossa mano.

Eric si sedette in fronte ad esso senza chiedere.

“Come mai vi trovate da queste parti?”

L’uomo alzò lo sguardo ed incrociò quello dell’altro per alcuni istanti poi parlò.

“Sono venuto per consegnare una cosa”

“Ah…capisco…”

Calò di nuovo il silenzio in cui rimbombava solo il rumore prodotto dal oste.

“Ho saputo che avete ricevuto una carica prestigiosa”

“Lo sapete dunque? Si, è così”

Eric cercò lo sguardo dell’uomo poi proseguì.

“Io ho saputo che ora avete una figlia è vero?”

“Sì, è vero, come fate a saperlo?”

“Le voci girano e voi siete una celebrità in un certo senso”

“Immagino che non abbiate troppo tempo da perdere quest’oggi, vi accompagno alla porta”

Lo straniero si alzò e senza attendere risposta dall’altro si avviò per la porta, Eric si alzò a sua volta e lo seguì salutando con un cenno del capo il locandiere.

Giunti fuori si avvicinarono alle loro cavalcature e slegarono entrambi gli animali.

“Questo cavallo…”

L’uomo fece una pausa poi riprese a parlare.

“Questo cavallo è tuo. Per la tua promozione, sii fiero della carica che ricoprirai”

Eric lo guardò sbalordito porgergli le briglie del meraviglioso Bisbiniano che l’aveva spinto lì e con un filo di voce ed allungando la mano per afferrarle rispose.

“Grazie…padre, se posso ancora chiamarvi così”

“Niente cambierà mai il fatto che sei mio figlio”

Senza aggiungere altro lo straniero prese l’altro cavallo vi montò in groppa e con un colpo di tacco lo spronò a partire, senza salutare ne aggiungere altro scomparve dalla vista del figlio che lo guardò sparire nella nebbia del mattino.



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