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lavoro pubblicato mercoledì 5 luglio 2017
ultima lettura lunedì 9 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Racconti di un pirata rispettabile

di Dekardt. Letto 217 volte. Dallo scaffale Fantasia

Fù in una notte piovosa e tetra che lo incontrai. Le strade erano deserte, la terra martoriata dalle incessanti frustate del temporale. I fleb...

Fù in una notte piovosa e tetra che lo incontrai.

Le strade erano deserte, la terra martoriata dalle incessanti frustate del temporale. I flebili lumi facevano fatica a brillare, scossi continuamente dalle raffiche, quasi a voler creare un' ipnotica danza.Ero in quel buco dimenticato da dio solo da un'ora e gia desideravo andarmene, Il pastrano fradicio limitava i miei movimenti appesantendo ulteriormente il passo e le suole degli stivali non facevano presa sui ciottoli bagnati facendomi perdere l'equilibrio più volte. Finalmente raggiunsi il vicolo giusto, a vedersi, identico a tutti gli altri. Certo , in una giornata soleggiata una qualunque persona avrebbe potuto notare l'insegna appesa sull'angolo. Il legno consumato non rendeva la scritta completamente visibile, ma vuoi per sforzo di vista, vuoi per intuizione, si sarebbe potuto capire. Io non ne avevo bisogno. Ormai quel posto era la mia seconda casa. Il tempo che non passavo per mare, lo passavo alla Rondine d'argento a studiare quei pochi libri che riuscivo a trovare nei miei viaggi. Per quelli che, come me, frequentavano assiduamente la locanda, ero doc, scontato ma prevedibile. D'altronde non ci si aspetta niente di più da dei puzzolenti topi di sentina che l'unica cosa che hanno imparato sono motivetti di superstizione. L'unico che mi dava qualche soddisfazione era il randagio che di solito bazzicava il retro della cucina per avere qualche avanzo da poter sgranocchiare.

Quella sera, ad ogni modo, quando entrai alla locanda, non vi era anima viva se non un paio di affezionati alla bottiglia che non avevano altro posto che quello e nemmeno la pioggia li avrebbe fermati. Mi diressi al bancone per recupere le chiavi della mia stanza, la stessa da anni ormai. Lasciai uno scellino al locandiere e salii le scale , tentato come ogni volta dalle piacevoli compagnie che mi sbarravano il passaggio pronte a lenire la mia lussuria e che ormai conoscevo da tanto tempo....troppo. Ero stato anche con alcune di loro nel mio periodo di vita poco rispettabile, ma ora non mi interessavano più. Tutto quello che volevo, in quel momento, era asciugarmi, bere un bel bicchiere di rum e scrivere la mia relazione riguardo agli ultimi studi fatti per mare.

Non mi aspettavo di certo quello che sarebbe successo da li a poco....




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