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lavoro pubblicato lunedì 3 luglio 2017
ultima lettura lunedì 21 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Cronache delle terre di Aidrabmol - Capitolo 33

di Chyprill. Letto 285 volte. Dallo scaffale Fantasia

aCapitolo Trentatreb     Vestito di tutto punto Eric si apprestava a scendere per verificare l’identità del nuovo venuto. “Edera, tu aspettami qui, risolvo questa cosa e torno da te” “Perché devo asp...

aCapitolo Trentatreb

Vestito di tutto punto Eric si apprestava a scendere per verificare l’identità del nuovo venuto.

“Edera, tu aspettami qui, risolvo questa cosa e torno da te”

“Perché devo aspettare qui? Vengo con te, voglio vedere tuo padre”

“Non diciamo sciocchezze! Non sappiamo chi sia costui potrebbe essere pericoloso”

“Tuo padre è un uomo pericoloso?”

“Non è mio padre! Non può essere lui…”

Eric si bloccò sulla porta già con la mano sulla maniglia pronto ad uscire. Stava zitto e non si capiva se stesse pensando o aspettando una risposta da lei.

“E va bene…vai, ti aspetto qui”

Senza voltarsi lui aprì la porta e le rispose uscendo in fretta.

“grazie”

Naturalmente Edera non era tipo da aspettare pazientemente, aveva percepito che insistere non avrebbe portato a nulla quindi aveva ceduto o finto di cedere e deciso che non appena Eric si fosse allontanato abbastanza l’avrebbe seguito di nascosto.

Intanto lui percorreva ignaro i corridoi del palazzo, troppo preoccupato dai suoi pensieri da capire i piani della ragazza.

Esternamente sembrava tranquillo e solido, internamente era in pieno tumulto.

Chi era l’uomo là fuori? Era davvero suo padre? E se sì che cosa ci faceva lì?

Nel tempo in cui tutte quelle domande gli erano balenate in mente era arrivato alle mura interne e dietro al portone che aveva in fronte si celavano tutte le risposte di cui aveva bisogno.

I soldati di guardia, tra cui quello che era andato a chiamarlo, lo salutarono e spiegarono brevemente la situazione poi aprirono un piccolo spioncino che permetteva di riconoscere i visitatori e decidere se farli procedere all’interno.

Eric vi si accostò e guardò al di là, un uomo se ne stava fermo in attesa con aria vagamente indifferente.

“Fatelo entrare”

“Si signore!”

La porta del cancello scricchiolò pesante mentre una delle guardie la tirava con forza per aprila, il legno strisciò sulla terra battuta a fatica e i cardini cigolarono poi finalmente fu fatto spazio affinché lo straniero potesse entrare.

“Venite messere, il capitano ha autorizzato il vostro passaggio”

L’uomo varcò la soglia e si trovò dritto davanti ad Eric che lo guardò con aria interrogativa.

Il soldato richiuse la porta e si rimise in posizione di guardia.

“Spostiamoci nei miei uffici”

“Come vuoi”

Eric fece per incamminarsi ma venne richiamato prima che potesse muovere un passo.

“Capitano!”

La guardia che l’aveva chiamato teneva stretta per un braccio Edera che evidentemente non era riuscita a celare la sua persona mentre portava avanti il suo pedinamento ed era stata catturata.

“Edera!”

Il nome risuonò nell’aria. Eric la guardò con disapprovazione come a intendere che fosse deluso dal suo comportamento poi chinò il capo e attese la risposta.

“Padre?! Cosa ci fate qui?”

Lo sterminatore la guardò muto poi rivolse lo sguardo ad Eric e infine strinse la mano in tasca e parlò.

“E’ giunto il momento che io ti dica qualcosa”



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