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lavoro pubblicato domenica 2 luglio 2017
ultima lettura domenica 24 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'extraterrestre

di Poetto. Letto 319 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Nessuno aveva mai notato nulla di strano in lui. Mario, il vicino del secondo piano non aveva, all'apparenza, nulla di insolito. Era un giovane di neanche trent'anni, con pochi amici che venivano a fargli visita ma spesso era fuori di casa. Non sono ma.....

Nessuno aveva mai notato nulla di strano in lui.

Mario, il vicino del secondo piano non aveva, all'apparenza, nulla di insolito.

Era un giovane di neanche trent'anni, con pochi amici che venivano a fargli visita ma spesso era fuori di casa.

Non sono mai stato un impiccione, solo un curioso.

Domenica mattina.

L'ascensore è bloccato da qualche parte, decido di farmi le scale.

Come passo davanti alla casa di Mario, vedo che la porta di casa sua è aperta, non spalancata ma aperta.

Vinto dalla curiosità, do uno sguardo all'interno dell'appartamento e, con mia grande, enorme sorpresa, noto che questo è quasi del tutto vuoto, spoglio di arredamenti e suppellettili varie.

Sento dei rumori, non voglio farmi notare a curiosare, continuo a scendere le scale.

Nella mia mente si formulano mille domande.

Ad un certo punto, mi balena l'idea che questo ragazzo sia un terrorista e che la casa sia un covo, un punto d'appoggio per azioni criminali.

Non voglio fare delle cose avventate di cui potrei pentirmi, tipo denunciarlo alla polizia e poi magari questo è solo uno studente squattrinato con pochi mezzi o cose del genere.

Cerco di capirne di più su di lui cercando informazioni in internet.

Sui social non c'è la minima traccia, sul Web non esiste nessuna informazione che parli di lui.

Decido di parlarne con mio fratello per avere dei consigli sul cosa fare.

Racconto a Carlo quello che ho visto, dei social, del web e lui mi guarda sorpreso.

  • -No, scusa Gianni... tu hai visto una casa mezzo vuota e cosa vorresti fare? - mi fa mio fratello.

  • -Non trovi che sia una cosa insolita? Per me si!

  • -Guarda che di gente strana è pieno il mondo. Pensa che anni fa, un collega dell'università aveva nella sua stanza un televisore sopra dei blocchetti di cemento. Il materasso era poggiato per terra... era strano? Si! Terrorista? Ma quando mai!

  • -Mi consigli di lasciar perdere?

  • -Ma certo! Ma stai scherzando?! Gianni ma... ma mi devo preoccupare di te non del tuo vicino. Santo cielo! Di cosa ti stai occupando adesso?

  • -Occupando?

  • -Si, al lavoro... che fai al lavoro?

  • -Stiamo valutando delle informazioni satellitari, ma non solo, per uno studio sulla possibilità di vita extraterrestre.

  • -A che punto siete?

  • -Abbiamo... ma che cosa c'entra con il mio vicino?

  • -Vuoi sapere cosa ne penso?

  • -Certo! Sono venuto da te apposta!

  • -Ecco, bravo! Penso che hai bisogno una pausa... riposo! Gianni, hai bisogno di riposo.

  • -Riposo?

  • -Ma non ripetere le cose che ti dico. Il tuo solito vizio! Pretenditi qualche giorno di ferie. Lo stress ti fa agire in modo strano. Tipo farti vedere pericoli, situazioni strane dove non c'è nella di strano o particolarmente insolito.

Probabilmente ha ragione lui.

Le informazioni da valutare sono tante, i problemi idem, inoltre sbagliare una interpretazione, confondere dei dati importanti renderebbe tutto lo studio... insomma un bel sbaglio e diventiamo la barzelletta del mondo scientifico.

Tutto questo mette ansia, mette stress, anche se non me ne rendo conto però è così.

Lunedì pomeriggio.

Incrocio il vicino, davanti al portone del palazzo.

Lo guardo, lui si rende conto del mio sguardo.

  • -Ho visto che ieri stavi guardando dentro il mio appartamento – mi fa lui all'improvviso, spiazzandomi. Resto alcuni secondi in silenzio.

  • -Scusa! Non volevo essere... ho visto la porta aperta.

  • -Capisco!

  • -Posso chiederti di cosa ti occupi?

  • -Studio le forme di vita terrestri e in questo particolare periodo ho il compito di monitorare e agevolare la ricerca di forme di vita nell'universo – mi fa lui.

  • -Cosa?!! Mi stai prendendo in giro? Ho capito, ti sei incavolato per questa stupidaggine della porta. Ti chiedo ancora scusa. Non volevo essere...

  • -No... aspetta! non hai capito tu. - mi dice con un tono di voce che reputo, non so' se a ragione o a torto, minaccioso.

  • -Va bene... ho capito. Io vado a casa, sono piuttosto stanco. Più di offrirti le mie scuse non so' che altro fare. Tutto questo discorso è veramente surreale. Ciao, ci vediamo.

  • -Aspetta un attimo!

Lascio Mario fermo nel pianerottolo del piano terra, davanti all'ascensore.

Penso, sempre di più, che mio fratello abbia ragione.

Lo stress ha raggiunto dei picchi da non sottovalutare e questa reazione di Mario ha ulteriormente aumentato i livelli.

Decido di darmi malato per domani.

Martedì mattina.

Come rientro a casa dal medico, mi rendo conto che qualcuno è entrato nel mio appartamento.

Faccio un giro per vedere se manca qualcosa, tutto sembra essere apposto.

Incomincio a preoccuparmi seriamente.

Sono assolutamente convinto che la sedia, prima di uscire di casa, era messa in modo diverso.

Non può essere la mia immaginazione... oppure si!

Allora... allora è proprio vero che ho bisogno di riposo.

Mangio qualcosa, accendo il computer e vedo che nei documenti ci sono dei file che non ricordavo di avere.

Ne apro uno e scopro che al suo interno ci sono delle immagini astronomiche con alcune descrizioni.

Cerco di fare mente locale ma non riesco a ricordare quando ho memorizzato queste informazioni.

Spengo il computer.

Ho bisogno di staccare anche da lui.

Vado in cucina, accendo la tv.

Sto facendo un po' di zapping quando sento bussare alla porta, penso al medico fiscale, vado ad aprire.

Davanti a me si presenta Mario con un oggetto in mano.

  • -Ciao. Posso entrare?

  • -Ciao. Certo! - faccio entrare Mario. Penso che voglia chiarire la storia della porta. Una sciocchezza, ampliata nel mio inconscio dallo stress, che sta assumendo contorni assolutamente ingiustificati.

  • -Ci sono state delle incomprensioni tra noi. Ti sto studiando da un po' di tempo e penso che sia arrivato il momento di renderti nota la mia missione.

  • -Di cosa stai parlando?! Guarda, oggi sono in malattia. Suppongo che in mattinata, o nel pomeriggio, venga il medico fiscale.

  • -So che hai bisogno di prove, di inequivocabili dimostrazioni, per convincerti. Hai visto le immagini astronomiche con i dati allegati?

  • -Come fai a sapere dei file?

  • -Li ho messi io!

  • -Messi tu?! E tu chi saresti?

  • -Ho provato a dirtelo ma... forse non era il momento giusto.

  • -Prova a ridirmelo.

  • -Sono stato mandato qui per te.

  • -Per me?!... esci! Esci da casa mia!

  • -Mi aspettavo questa reazione. Guarda qui per cortesia. - Mario accende l'aggeggio che ha in mano, questo proietta nella stanza delle immagini olografiche della costellazione di Proxima Centauri. - Quello che sto cercando di dirti è che io non sono umano ma un prodotto di quello che voi chiamereste alta tecnologia. Sono stato fatto a vostra immagine per confondermi tra voi e studiarvi meglio. La mia missione attuale è quella di darti una mano nella comprensione di alcuni aspetti dell'universo. Le immagini che stai guardando sono un anticipo di...

  • -Mi vuoi dire che tu saresti un extraterrestre?

  • -Ehm... si! Fermo... lo so quello che stai pensando. No, non sono un matto e non lo sei neanche tu. Ti posso portare tutta una serie di prove, che sono certo che mi chiederai, per dimostrarti quello che dico.

  • -E' uno scherzo? Di quei stupidi scherzi televisivi che ho sempre odiato.

  • -No! ti faccio vedere una cosa. - Dall'aggeggio appaiono le immagini del mio studio all'università, si vedono, e si sentono, alcuni colleghi davanti al computer commentare alcune informazioni – vedi, questo è quello che sta accadendo adesso nel tuo gruppo di studio.

  • -Oh signore... ho bisogno di sedermi! Non so che dire. Ma che cavolo!! sono tutto stordito.

  • -Vuoi sapere una cosa? Quando l'ascensore si è fermato, prevedevo che saresti sceso a piedi. Avevo in programma di farti vedere una rappresentazione di Proxima Centauri all'interno della mia abitazione. La porta era aperta apposta per te. Uno strumento, che non sto qui a spiegarti, ha alterato la tua attenzione in modo tale che tu dessi uno sguardo all'interno. Qualcos'altro ha catturato la tua attenzione. Ha fatto da contrasto agli impulsi del nostro strumento il quale ti ha lasciato una sensazione di “qualcosa di strano”.

  • -Ecco... io... io.

  • -Lo so. Hai bisogno di più informazioni. Sono qui apposta. Naturalmente, se accetterai, come credo, conoscendoti, la nostra collaborazione non dovrai farne notizia a nessuno. Noi ti daremo solo informazioni che possono essere compatibili con le attuali conoscenze scientifiche e queste devono fare riferimento a te e solo a te. Per gli altri, noi non esistiamo. Preferiamo continuare nella linea di aiuto senza apparire in prima persona. Preferiamo un sostegno soft.




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