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lavoro pubblicato domenica 2 luglio 2017
ultima lettura domenica 24 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Aniki - Il legame dei fratelli

di O0kami. Letto 227 volte. Dallo scaffale Fantasia

La capitale dei Draghi, Astonia, è caduta in mano agli Angeli ormai da un eone. L'erede del Dragone Dorato ed il suo attendete Yago sono riusciti a sfuggire al genocidio. Ora dopo secoli di attesa la razza dei Draghi farà nuovamente sentire la sua voce. M..

ANIKI.

Questa semplice parola significa -fratello-, ma ha un significato molto più intrinseco sia per chi la usa che per l'oggetto di tale appellativo. Indica che tra due esseri viventi vi èun rapporto esclusivo e riservato dai quali altri sono esclusi.

Il Popolo Libero dei Fenrir non gradisce questo appellativo, lo trova fastidioso e lo vincola spiritualmente ad un altro essere per il quale dare la vita stessa. Catene spirituali che non sono accettabili per un popolo che nasce, vive e muore sotto l'egida del Branco, il quale della libertà ne ha fatto da secoli il proprio vessillo.

L'arrivo degli stranieri a corte fu un giorno indelebile nella mente di Danyel Darkless e di tutto il Popolo libero, giungevano nel pieno delle celebrazioni della Faida, una cerimonia intima e riservata che avrebbe decretato di lì a poco avrebbe preso il posto di Lord Amon sul trono, ereditando il titolo di Khan.

Raggiunsero la stanza degli Arazzi fradici di pioggia e con i vestiti infanganti, ma stavano fuggendo e Iago sperava che il Gran Khan non prendesse come offesa le condizioni nelle quali si sarebbero presentati a lui. Vide che oltre alla moglie erano presenti anche i due figli più grandi di una cucciolata composta da molti elementi. Per questo aveva sempre ringraziato le divinità per non aver reso i draghi tanto prolifici.

"Voi dovete essere l'Attendente del nostro giovane Sire, dico bene?" chiese Amon non appena il gruppo si fu accomodato accanto al grande camino della sala.

Iago si alzò in piedi per recarsi davanti al trono, posto in alto rispetto a qualunque altro oggetto, per raggiungerlo bisognava fare tre gradini, ma l'Attendente si inginocchiò alla base del primo scalino come richiedeva il galateo.

"Grazie della vostra ospitalità mio Khan. Con me reco anche il figlio minore dello Zar del Cielo come da ordini, l'infante Axiel Soriel di sole cinque lune."

Lord Fraiser gettò uno sguardo interessato al gruppetto dei nuovi arrivati, dopo tutto non sarebbe stato poi male avere della carne fresca con la quale divertirsi. In un gesto automatico si umettò le labbra con la lingua, ricevendo una gomitata da Xavier. Su momento nessuno comprese il perchè di tale gesto, ma sarebbe stato chiaro in seguito.

"Benvenuto nel popolo libero. I bambini non avranno carenza di amici con i quali condividere i propri interessi, compresi i miei nipoti." commentò Amon.

In quel momento Draconis raggiunse Iago ed imitandolo anche se con fare decisamente meno naturale prese la parola alzando lo sguardo per fissare il Khan negli occhi.

"Perdonate la mia impudenza, ma io non sono un bambino imberbe che desidera solo divertirsi. Sono venuto presso la sua corte per studiare ed apprendere un modo che mi consenta di liberare la mia gente."


Questa vota fu Alyssa Von Kugel la signora del castello a rispondere:

"Giovane ed impaziente Sire, sono sicura che troverete in mio figlio Danyel il giusto compagno per l'arduo compito che vi attende. Anche lui come voi si prende troppo sul serio e si dedica forse un po' troppo allo studio.Invece sono sicura che grazie alla sapienza innata in voi draghi,saprete mostrargli il giusto valore dei rapporti umani."

"Se questo è il volere vostro Signora, sarò lieto di dividere con lui i miei studi."rispose chinando la testa.

"Adesso basta con le formalità. Andate a cambiarvi che vi aspetta una cena pantagruelica!Sono sicuro che la fame non vi manca!" li congedò Lord Amon con un sorriso.

Nessuno ancora poteva immaginare quanto sarebbe stato fatale l'incontro tra questi giovanisignori delle Bestie a tal punto da cambiare i confini di Neo Dantes.

****

Danyel si sdraiò di peso sul soffice manto d'erba e si voltò a guardare l'amico appoggiato al tronco del grande salice al centro del palazzo di Fenrir.

"Quindi hai deciso di andartene?" chiese dopo un attimo di silenzio che parve eterno ad entrambi.

"La popolazione a nord di Astonia si è ribellata e devo accertarmi che gli angelici non facciano strage del mio popolo." rispose Draconis, masticando una giovane foglia che pendeva da un ramo accanto a lui.

"Meriterebbero proprio la morte. Quando ti hanno spodestato non sono certo corsi in tuo aiuto!" borbottò Axiel seduto su uno dei grossi rami del salice piangente.

"Se ottengo il loro benestare potrò in seguito contare su di loro come milizia aggiunta."

Danyel scattò a sedere come se le parole di Draconis lo avessero sconvolto nel profondo.

"A te serve un esercito ben armato ed esperto. Non certo una cozzaglia di rozzi contadini!" sentenziò serio.

"Devo pur iniziare a far qualcosa per riprendermi il trono!" gridò puntando i pugni sui fianchi, sbuffando fumo dalle narici.

"Ragiona. Non puoi mandare le persone allo sbaraglio! Ti serve gente preparata in battaglia almeno nei posti di comando. Le loro vite sono affidate alle tue decisioni e non sono certo io che te lo devo ricordare!"

"Però..." Draconis non trovò nulla che potesse opporsi a quel ragionamento.

"Comprendo bene quello che stai passando. Sai come è morto mio padre ed io più di ogni altro desidero la vendetta, ma bisogna elaborare una strategia che ti permetta almeno di arrivare fino alla sala del trono. Immolarti per il tuo popolo non credo corrisponda al tuo ideale di eroismo e tanto meno possa soddisfare la tua vanità." aggiunse sfoderando il suo tipico sorriso da mascalzone.

Il Sire a quelle parole parve ritrovare la calma e tornò ad appoggiare la schiena al tronco dell'albero.

"Però hai ancora la casa dove sei cresciuto. In un certo senso sei più fortunato di me."replicò cercando una scusa qualunque pur di ribattere.

Danyel emise una risata sarcastica: "Certo sono baciato dalla fortuna! L'ultima volta che ho fatto valere i miei diritti sono finito in una cella abelinita dove mi hanno torturato deturpandomi per sempre il volto e per liberarmi mio padre è finito in croce...senza contare che Zio Fraiser non ha alcuna intenzione di cedermi il comando quando avrò la prima fregola. Sì sono nato con la pelliccia addosso!"

Axiel Soriel che era il più giovane, restò ad ascoltare quei due che si rinfacciavano a vicenda le proprie disgrazie, alzò gli occhi al cielo e scese con un balzo dal ramo sul quale era seduto.

"Dove sta il divertimento? Voglio dire che la preda è molto più saporita quandosi è faticato per catturarla." commentò mettendo le braccia dietro la nuca.

"Sì, forse Gallinaccio!" commentò Danyel che detestava l'ottimismo che pervadeva ogni singola cellula del Soriel.

"Cosa vuoi capirne tu!Sei nato privilegiato. Quando sono cominciati i guai tuo padre ha pensato bene di metterti al sicuro." commentò Draconis.

"Sottospecie di rettile come osi!" gracchiò voltandosi a guardare l'amico.

"Sono solo invidioso."confessò l'altro perdendo il tono aggressivo e proseguì: "Il tuo più grande problema è come vestirti la mattina. Tu non hai la minima idea di che cosa significhi essere un leader per la propria gente. E se continui su questa strada, il grande Zar del Cielo affiderà il trono a tuo fratello Alessandrej" concluse il Sire.

"Non sono interessato al trono. Non ho la ledership nel sangue come voi due, io preferisco ubbidire. Posso essere un ottimo soldato, ma sicuramente mai una guida per nessuno." replicò seccato il figlio di Horus.

"Stai affermando che appena ti sarà possibile te ne andrai da Neo Dantes?" domandò Danyel che rabbrividiva al solo pensiero che qualcuno potesse lasciare la sicurezza del Branco verso l'ignoto.

"E dove te ne andrai di grazia?" chiese ironico Draconis che non si aspettava certo una risposta che invece arrivò repentina.

"Su Runal. Il principe Etian mi ha scritto che sarebbe veramente felice di avermi al suo servizio." sorrise fiero sapendo di averlo spiazzato.

"Se ricordo bene è una sorta di sasso in mezzo al nulla protetto da una barriera di ossigeno. Come può essere meglio del nostro florido e grande pianeta? Forse Iago a ragione quando dice che sono un ingenuo a pensare che tutti condividano le mie idee." Draconis non riusciva assolutamente a comprendere il desiderio di abbandonare la patria.

"Nah," sbottò Danyel "Il fatto è che noi due abbiamo un profondo legame con Neo Dantes, mentre Axiel vive da sempre con la testa fra le nuvole!"

"Lo pensi seriamente?"chiese alzando lo sguardo verso il cielo. "Io credo invece che la nostra sia paura dell'ignoto. I Figli di Horus non si fanno certi problemi e vivono meglio."

"Il Popolo Libero si concentra su questioni pratiche come la sopravvivenza. Non abbiamo tempo di fantasticare." replicò alzandosi di scatto per tornare verso il castello, mentre i due lo seguivano a passo spedito colti impreparati dalla sua reazione.

Questi tre giovani a pochi anni a venire sarebbe stati conosciuti come i più grandi tra i Signori delle Bestie che la storia del pianeta potrà ricordare. Ognuno di loro procede dritto per il proprio cammino assecondando le proprie caratteristiche peculiari. Ma per ora erano solo dei giovani che si atteggiavano ad adulti, quando ancora la loro doppia natura era lontana dal rivelarsi pienamente.



Commenti

pubblicato il domenica 2 luglio 2017
PeachSkywalker, ha scritto: Adoro, scriverai un seguito?

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