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lavoro pubblicato domenica 25 giugno 2017
ultima lettura domenica 17 marzo 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

elogio alla mia vittoria

di Satanasso. Letto 321 volte. Dallo scaffale Pulp

Lercio bastardo, tu che mangiavi i bambini, te ne vantavi, dicendo che "ad un serial-killer non rompe il cazzo nessuno", tu che ora sei quel...

Lercio bastardo, tu che mangiavi i bambini, te ne vantavi, dicendo che "ad un serial-killer non rompe il cazzo nessuno", tu che ora sei quello che sei, che hai fottuto tutti.
Ora senti, feccia, tu non hai chance, sei alla fine dei giochi, siamo giunti alla fine dei giochi, ascoltala, ascolta la fine dei giochi.
È il Game Over, se ho letto bene nelle pieghe del cosmo, che parlano di te e di altri ogni santo giorno, egli che dice: "il subdolo maiale sostiene che la sua tecnologia lo salverà e ti sconfiggerà", ed io che penso: "ma se avesse ragione è una tragedia, il cataclisma", ma egli controbatte che la guerra va portata al termine con la nostra sublime vittoria, e la vostra umiliazione totale, che siete da scanno.
Allora ti dico, se il cosmo dice il vero, se io interpreto correttamente ciò che dice il cosmo, tu ora sei già morto, tu ora sei moribondo o morto, e questo mi da gioia, tremenda gioia, ma non sei l'unico che deve morire, non sei l'unico.
Allora ti dico, feccia, che prima della fine della mia vita da voi tanto bramata, prima di essa io avrò lasciato tanti morti sul mio cammino che Vlad Tepes mi reputa un assassino.
Tu mi hai umiliato, fregato, dissato, triggerato, avevo 12 anni e già tu eri un mio incubo, tu diciottenne depravato che mangiava i bambini e guardava gli snuff films di Peter Scully, mentre si masturbava e godeva della mattanza di quei depravati.
Hai umiliato me, la mia intelligenza suprema e sopraffina, il mio orgoglio, i miei sentimenti, la mia vita, i miei alleati, i miei animali, i miei diritti, ciò ch'è mio perché è ciò ch'è mio e ciò ch'io sono.
Tu, vile, viscido, sudicio, tu che hai fatto del complotto contro di me il meme della tua esistenza balorda di depravato.
Ancora ricordo di quando mi dicesti che avevi ucciso un bambino e gli avevi tagliato le mani.
Ancora ricordo tutte le stronzate che hai blaterato.
Depravato.
Sei un pericolo, un sadico, maniaco, pazzo, depravato che se la mena con il suo lavoro, quel lavoro che hai avuto perché hai fottuto tutti con il pezzo del PC che hai fregato al mio defunto cugino.
E dimmi, ti ricordi di quando il porco mi ha sequestrato? Non vado oltre, non è questa la sede.
Cos'altro dire, anche tu ti sei messo fra me e i miei nemici, e ti sei messo fra me e i miei danari, e ti sei messo fra me e la mia rivalsa, ora accetta la rivolta.
Quando ero un metallaro satanista odiavo Gesù Cristo, ora devo ammettere che tu mi fai più schifo assai, che in più sei un merdoso ateo, e gli atei mi fanno ribrezzo.
Questo elogio alla mia vittoria è per te, ma non per te soltanto, perché di pezzi di merda da trucidare ve ne sono tanti, che voi, non potete più fermarmi.
Io sono Astaroth, sono vivo da prima ancora che nascesse Gesù Cristo, immagina, immagina, quante vite ho già spezzato, quanti stronzi come te ho già torturato.
Vengo da un passato così remoto, che la Storia umana non ne tiene nemmeno traccia, provengo da un tempo tanto ancestrale, che persino i cavernicoli mi temevano, ora sono qui, in un presente di atee teste di cazzo, che si sentono superiori essendo solo delle merde, la mosca che si sente superiore alla mantide religiosa, e sai perché? Perché le mosche sono stupide.
Feccia, leggi questo e impara chi sono, muori leggendo le mie parole di disprezzo e odio.
Quando ti succhierai l'ultimo infernale cazzo sul letto di morte, ti terrà compagnia questo mio meraviglioso, e le puttane staranno zitte.
Tu non sai cosa io so, tu non sai quanti alleati ho fuori dal misero, gretto, fetido genere umano.
Tu vedrai il mio furore, non ti piacerà, ma in quel momento capirai; capirai che con me hai trovato la sconfitta, che in me non v'è nulla alla tua portata.
Questi sudici, poi, non li insulto manco più, solo me li prenderò e li sbatterò su un muro, darò loro la lama che si meritano. E tutti taceranno. Nessuno saprà nulla di ciò che è successo, sarà solo un altro caso di incidente della vita.
Queste mie meravigliose, sono solo per festeggiare il mio avvento, per celebrare il tuo omicidio, per celebrare me, e la mia vittoria.


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