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lavoro pubblicato giovedì 22 giugno 2017
ultima lettura mercoledì 16 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Cronache delle terre di Aidrabmol - Capitolo 31

di Chyprill. Letto 301 volte. Dallo scaffale Fantasia

aCapitolo Trentunob     Quella mattina Eric si svegliò come ogni altra di buon ora, al suo risveglio  Edera non si trovava accanto a lui e questo lo fece balzare fuori dal letto rapidamente. Batté alla porta del bagno c...

aCapitolo Trentunob

Quella mattina Eric si svegliò come ogni altra di buon ora, al suo risveglio Edera non si trovava accanto a lui e questo lo fece balzare fuori dal letto rapidamente.

Batté alla porta del bagno con due lunghi tocchi aspettando una risposta dall'altra parte.

“Sì?”

Al suono della voce della ragazza si tranquillizzò senza sapere egli stesso perché fosse così in ansia all'idea di non trovarla al suo risveglio.

“Edera...questa mattina devo partire per una missione nel Nord, vuoi unirti a me per tornare a casa?”

“Sì...”

Dopo un attimo la porta si aprì ed apparve lei, i lunghi capelli erano sciolti e selvaggi e le cadevano sulle spalle come una cascata.

“Ah....come sei bella”

“mm? Addirittura?”

“Ahahah mi è sfuggito ma è solo la verità”

Edera fece per oltrepassarlo ma lui la fermò col braccio, lei si lasciò catturare e voltandosi verso di lui si sporse per baciarlo.

Le labbra si toccarono e Eric le affondò la mano nei capelli e la appoggiò sulla nuca per trarla ancora più a se.

I due si persero l'uno nell'altro poi a malincuore dovettero staccarsi e proseguire i preparativi per la partenza. Eric prese il posto di lei in bagno e procedette con la toeletta quotidiana mentre Edera si acconciava i capelli di fronte ad un piccolo specchio appeso alla parete.

“E quindi...cosa devi fare su a Nord?”

“Devo incontrare una persona nulla più”

“Chi?”

“Nessuno che conosci”

“Come puoi dirlo? Io vengo dal Nord!”

“Si, anch'io e so che il Nord è grande, dubito che tu conosca ogni singola persona che vi abita”

“Dimmi questo nome e basta!”

Eric si affacciò dal bagno e la guardò con disappunto lei a sua volta gli rispose con un occhiataccia.

“Sei intrattabile!”

“Ma se ieri ti lamentavi che ero troppo tranquilla!”

“Si ma credo che ti sfugga di mente la mia posizione, non posso raccontare in giro gli affari privati del regno solo perché sei curiosa!”

A quell'affermazione Edera gli si avvicinò e appoggiandoglisi al petto bisbigliò sottovoce.

“Puoi fidarti di me...”

Lui rimase zitto un secondo guardandola dall'alto poi le rispose.

“Lo so”

Passò un altro attimo durante il quale si avvertì solo un respiro di rassegnazione.

“Devo incontrare lo Sterminatore”

A sentire quel nome Edera sobbalzò.

“Certo che lo conosco! Stai cercando mio padre!”

Eric la guardò fisso con uno sguardo indefinibile.

“Sì, bene, così sarà più facile rintracciarlo”

“Non credo proprio! Mio padre ora si trova a Ovest, se anche venissi a Nord faresti un viaggio per nulla!”

“A Ovest?”

“Sarò onesta con te dato che tu lo sei stato con me, io e mio padre ci siamo messi in viaggio per rintracciare la tua principessa”

“ah…”

Edera si aspettò un commento su ciò che aveva detto credendolo una rivelazione ma non arrivò.

“Adesso sei tu ad essere strano…”

“Perdonami, non avrei dovuto coinvolgerti, noi…”

“Noi cosa?”

Edera rispose spazientita e pronta ad attaccare ma il discorso venne bruscamente interrotto da ripetuti colpi sulla porta.

“Capitano siete in camera?”

Eric si ricompose aprì uno spiraglio e con voce ferma parlò.

“Si dimmi”

Il soldato dall’altra parte lo salutò con zelo poi proseguì.

“Perdonatemi se irrompo così nelle vostre stanze ma all’ingresso delle mura interne c’è un uomo che dice di essere vostro padre”

A sentire quelle parole Eric sbiancò visibilmente ma lo stesso mantenne il suo sangue freddo.

“Bene. Trattenetelo all’ingresso fra poco vi raggiungerò e constateremo l’identità di costui”

“Si signore mi congedo e vado a riferire”

Il soldato si allontanò in fretta e Eric richiuse la porta. Edera che per tutto il tempo era rimasta in silenzio eruppe con l’ultima domanda che lui avrebbe voluto sentirsi porgere.

“Chi è tuo padre?”

Eric la guardò senza guardarla e non rispose nulla.



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