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lavoro pubblicato martedì 20 giugno 2017
ultima lettura sabato 13 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Cronache delle terre di Aidrabmol - Capitolo 28

di Chyprill. Letto 224 volte. Dallo scaffale Fantasia

aCapitolo Ventottob   6 mesi prima   La cerimonia e il gran galà per il fidanzamento della principessa erano ormai terminati. Azalea si era congedata dalla madre, dal padre e dal fidanzato adducendo alla stanchezza della giornata r...

aCapitolo Ventottob

6 mesi prima

La cerimonia e il gran galà per il fidanzamento della principessa erano ormai terminati. Azalea si era congedata dalla madre, dal padre e dal fidanzato adducendo alla stanchezza della giornata ricca di emozioni.

In realtà la stanchezza centrava ben poco, mille pensieri le affollavano la mente e sentiva che solo una sferzata di aria fresca avrebbe potuto aiutarla.

Senza farsi notare dalle guardie o credendo che fosse così raggiunse una delle terrazze che dal piano delle sale comuni si affacciava sul cortile interno.

Se ne stava lì, ferma, solo lo sguardo spaziava da un angolo all'altro del perimetro delimitato dalle mura mentre la mente fuggiva e ripercorreva gli eventi della serata.

Si sforzava più che poteva di ricordare come fosse il suo fidanzato, ma l'immagine di lui era totalmente annebbiata e coperta da quella di un altro uomo.

L'immagine di Patrick era vivida nei suoi pensieri a tal punto che le parve di vederlo dietro i tendaggi di una finestra, chiuse gli occhi e li riaprì ma la figura era sempre lì ed addirittura si muoveva nella penombra. La finestra si aprì e vi si affacciò proprio il ragazzo venuto dall'ovest.

Azalea non riuscì a non lasciarsi sfuggire un sussulto di sorpresa ancor più notando che lui la stava guardando.

Per un lunghissimo attimo si fissarono, perdendosi ognuno nel azzurro degli occhi dell'altro poi lei si sporse dalla balaustra e lievemente lasciò scivolare il fazzoletto che piroettando finì su un'aiuola sottostante.

Fulmineo Patrick sparì dalla vista e Azalea lo seguì a ruota, rientrò e in tutta fretta si precipitò al piano più basso dove però venne intercettata dalle guardie.

“Altezza, cosa ci fate qui a quest'ora?”

“a-ah..in vero...ecco...io...”

Avete bisogno di aiuto per qualcosa?”

Il panico stava per sopraffarla quando le balenò un idea un po' azzardata.

“Ecco...in vero..mi imbarazza rivelarvi dove stavo andando”

“Principessa capirete che per la vostra incolumità siamo costretti a insistere”

Azalea tacque simulando imbarazzo per ciò che non voleva rivelare.

“In vero signori, la mia idea, era di concludere una giornata così ricca di eventi in compagnia del vostro capitano, non che mio futuro marito, ma posso capire la vostra premura e in vero forse sono stata troppo avventata”

Le guardie si guardarono tra loro e pensarono simultaneamente che da lì agli appartamenti del capitano correva solo un lungo corridoio alla cui fine vi era un altro presidio.

“Va bene Altezza, potete andare”

“Vi ringrazio! E vi prego mantenete questo segreto con me!”

Azalea si affrettò rossa in viso per l'emozione e le guardie si convinsero della bontà dell'affermazione della principessa ridacchiando anche un poco figurandosi cosa sarebbe accaduto.

Le guardie però non avevano considerato il fatto che lungo quel corridoio vi erano altre porte oltre a quella di Eric compresa quella di un piccolo gabinetto di servizio la cui finestrella affacciava sul cortile.

Azalea imbucò svelta la porta del bagno e senza accendere luci raggiunse a tentoni la finestra che aprì lentamente cercando di fare meno rumore possibile.

Oltre le imposte a dividerla dal esterno vi era un inferriata particolarmente fitta che lasciava a malapena passare una delle sue piccole mani.

Patrick arrivato al piano terra aveva avuto accesso al cortile e percorreva il perimetro del giardino cercando di rimanere in ombra rispetto all'illuminazione.

Quando si udì il lieve suono del chiavistello che si sollevava con il suo istinto da uomo del ovest capì da dove il suono provenisse e vi si avvicinò con cautela.

“Messer Patrick?”

Appena sentito il leggero richiamo uscì dall'ombra e si pose davanti all'inferriata.

“Principessa?”

“Sì!”

“Permettete che vi parli schiettamente?”

“Certo non abbiate timore”

“Da questo pomeriggio, quando siete discesa da quella scala, non faccio che pensare a voi”

“Ah...”

Azalea spalancò la bocca piena d'entusiasmo per rispondere che anche lei aveva pensato lo stesso ma lui continuò il suo discorso senza darle modo di parlare.

“Io credo di amarvi Azalea...”

Azalea rimase a bocca aperta fissando l'altro nella penombra e pensando quanto facilmente egli aveva pronunciato quelle parole che lei aveva paura anche solo di pensare.

“Vi prego ditemi qualcosa, qualsiasi cosa ma rispondetemi”

“Io...io penso lo stesso di voi”

Pronunciando quelle parole sentì il nodo che aveva nel petto sciogliersi. Inconsciamente mentre rispondeva fece scivolare la mano da una feritoia della griglia e quasi lui le avesse letto nel pensiero la afferrò con dolcezza.

“Ah,,,vorrei potervi toccare molto più di così...”

“Principessa...”

Patrick strinse la mano che teneva nella sua.

“Venite via con me”

Azalea non rispose ma la sua mano rimase saldamente legata a quella di lui.

“Domani io e mio padre partiremo per tornare a casa ma io vi attenderò oltre il confine della capitale, nel primo borgo che si incontra sulla via che porta a Nord, vi aspetterò ogni giorno da domani sulla porta d'ingresso del villaggio al rintocco della campana del mezzogiorno, fino al giorno delle vostre nozze e se per quel giorno non sarete arrivata e sentirò i rintocchi delle grandi occasioni provenire da Onalim capirò che avete scelto lui e tornerò a ovest”

Lei rimase chiusa nel suo silenzio al che Patrick si chinò le baciò la mano e come era venuto sparì nell'ombra della notte.

Dopo aver sentito tale dichiarazione Azalea chiuse meccanicamente la finestra, tornò nel corridoio e pensò tra se e se che per non destare sospetti avrebbe davvero dovuto fare visita al capitano.

Prese un respiro e bussò alla porta di Eric.



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