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lavoro pubblicato lunedì 19 giugno 2017
ultima lettura mercoledì 15 luglio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Malato cronico

di Circasso. Letto 352 volte. Dallo scaffale Pensieri

Osservo il soffitto dal mio letto di dolore e considero che questa volta mi è andata bene, veramente bene. Solo per questo i venti giorni d’ospedale non sono stati niente di fronte alle più funeree previsioni. Ma ora sto decisamente...

Osservo il soffitto dal mio letto di dolore e considero che questa volta mi è andata bene, veramente bene. Solo per questo i venti giorni d’ospedale non sono stati niente di fronte alle più funeree previsioni. Ma ora sto decisamente meglio, lo percepisco dal senso di ansietà che mi prende. Mia moglie è andata al lavoro non prima di avermi fatto fare una buona colazione e aver predisposto la pillola di metà mattinata. E sono solo. Per modo di dire ! Accanto al mio letto troneggia Ras, il mio pastore tedesco che non si allontana un attimo da me, a volte sollecitandomi col collare alla bocca pensando ad un’improbabile passeggiata. Devo riposare e recuperare dopo la devastante operazione al cuore. Già, quanto resisterò a letto ? Il cellulare comincia suonare e ho difficoltà anche a tenerlo in mano.

· Pronto ? – biascico li per li

· Pronto, my amor…my vida…come stai ? Ho saputo, ho saputo, mi hai fatto preoccupare non credevo che certi guai arrivassero anche ai matador come te. Non vedo l’ora di scendere per le vacanze, incontrarti e continuare a ridere con te, delle tue facezie. Mi mancano solo dieci giorni…

· Come, solo per ridere delle mie battutine…si vede che il cuore era già ipofunzionante da prima ! Comunque vieni e….quel che sarà sarà.

· No Ninù, non sarà niente, niente di quello che fantastichi! Ricordi? I tempi di guarigione…..

Cara, vecchia amica Giulia, compagna di scuola…e perché no! Anche di vita. La mia. In costante movimento alla ricerca di…boh, ma un giorno lo scoprirò. Ma mi aveva messo in quarantena pure lei, ed io non vado troppo d’accordo coi legacci ai piedi ! Mi vedrò costretto, così, tra qualche giorno, a prendere il treno diretto verso la costiera amalfitana. Fermarmi ad esempio a Vietri dove ho qualche chance, per almeno una settimana. Proseguirei poi per Roma dove, con la scusa di andare a trovare mia figlia, approfitterei dell’ospitalità della mia amichetta Elisa. Ma solo perché ho necessità di fare un bagno nei fori…imperiali. Evvai, esclamo sollevando i pugni verso il soffitto ! Ras piega la testa e mi osserva. Sicuramente avrà pensato che il male mi sarà passato dal cuore al cervello! Bon. E’ l’ora della pillola. Mi sollevo per assumerla e in quel preciso momento la mia testa se ne va al giro d’Italia. Gira proprio tutto per un po’, poi mi stabilizzo e osservo la pillola che ho tra le mani. Un pensiero. Mica sta benedetta pillola riduce l’efficacia delle mie prestazioni ? La nascondo subito sotto il tappeto. Ras tenta di prenderla e si busca uno scappellotto. Devo andare al bagno. Afferro il bastone da una parte e il collare di Ras, dall’altra e mi avvio, il tragitto è lungo e lo compio non senza una grande sofferenza. Al ritorno mentre mi trascino nel letto di contenzione, finalmente ragiono. Niente viaggio a Vietri e niente sirene assassine, niente fori imperiali e soggiorni equivoci. Devo capire che ancora è presto per riprendere a vivere anche se sono sulla buona strada.

Seduto sulla sponda del letto, prendo la pillola, nascosta sotto il tappeto mentre Ras si lecca i baffi. Cagnaccio maledetto, se si ammala lo riempirò di pillole. Vabbè, pazienza e calma e tutto si risolverà. Mi appisolo. Sono svegliato dall’abbaiare del cane che fa il suo dovere di guardia specialmente quando mia moglie é nei dintorni. E giuro che non gli ho insegnato niente !

· Caro, sei sveglio ? – la voce è quella di un lamento funebre e non è nemmeno greca !-

· Caro due meravigliose notizie. La prima: Domani la donna delle pulizie rimarrà tutta la mattinata con te !

Botta di fortuna ! Vi immaginate due quintali di massa informe che danzano tra grembiuli e pezze al canto di “Chella la” ripetuto all’infinito a voce alta ? Con la paura che nel mettere a posto il letto non mettesse a posto anche me ? Il terrore comincia ad impadronirsi di me ! per cui, in fretta, dico:

· …e la seconda qual è ?

· Ho incontrato Giorgio, il tuo amico medico, Mi ha detto che tra un mesetto potrai scendere nei giardinetti antistanti il palazzo.

Si, magari col bastone e un cappellino poggiato per terra dove qualche persona commiserevole avrebbe donato un obolo a un povero sciancato ! Bestia di un amico medico! Traditore di chi gli ha messo la propria vita in mano. E meno male che mia moglie è tutta casa e chiesa altrimenti farei cattivi pensieri Io ho bisogno di vivere, lo dicevo sempre a quell’infermierina che mi teneva di tanto in tanto compagnia. Ed ecco la folgorazione venirmi in aiuto :

· Amò, riportami in ospedale.

· In cardiologia ? – mi disse preoccupata, ma quasi sognante –

In lungodegenza – risposi – in lungodegenza


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