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lavoro pubblicato giovedì 15 giugno 2017
ultima lettura giovedì 7 maggio 2020

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Le avventure dei Racconti (parte 2)

di Juls1794. Letto 458 volte. Dallo scaffale Fantasia

Emma fissò l'uomo con sguardo interrogativo: <ma io la vedo per la prima volta ora> rispose accennando un mezzo sorriso poco convinto. L'ospite si alzò in piedi, avendo cura di non essere visibile dall'esterno.........

Emma fissò l'uomo con sguardo interrogativo: <ma io la vedo per la prima volta ora> rispose accennando un mezzo sorriso poco convinto. L'ospite si alzò in piedi, avendo cura di non essere visibile dall'esterno.

< Non c'è tempo per spiegare, ragazza > ribatté mentre frugava nervosamente nelle tasche della giacca in cerca di qualcosa. < Mi chiamano Marpenza, ad ogni modo. Non è importante, ma è bene che tu sappia il mio nome > A prima vista sembrava un pescatore, simili a quelli che si vedevano nei film: un impermeabile verde, un paio di pantaloni e... una scarpa tipo anfibio. Solo ora, sobbalzando, si rendeva conto del moncone che aveva a posto del piede destro. Date le macchie incrostate, il fango e altro di difficile identificazione, il suo aspetto sembrava avesse visto tempi decisamente migliori.

< Ecco, guarda > disse, avvicinandosi di punto in bianco con un movimento repentino, facendo anche trasalire la ragazza. Le stava mostrando qualcosa nella sua mano < loro cercano questo. Ah, ma per tutti gli sbuffi di balena, col cavolo che lo avranno! > la voce dell'uomo sembrava nettamente più decisa, arrivando quasi ad urlare per l'enfasi delle sue parole.

Emma abbassò lo sguardo, esaminando ciò che Marpenza le stava offrendo: era una piccola sfera, di colore verde-bluastro. In un primo momento le era sembrata una superficie liscia e levigata, ma adesso, osservandola meglio, notò che c'erano tanti piccoli esagoni su tutta la superficie. Che fossero bottoni? Emma tese la mano, incuriosita.

< Tieni, devi prenderlo tu. > esclamò l'uomo, praticamente lanciando (con estrema precisione) la sfera nelle mani di Emma < Sanno che ce l'ho io, con te sarà al sicuro! >

< Cosa? No! > Marpenza la ignorò: < Non abbiamo altra scelta, ragazza > Si avvicinò ad Emma, le strinse le spalle: i due occhi azzurri, che risaltavano particolarmente data la sozzura per tutto il viso, in uno sguardo inquieto ma fiducioso < Qualunque cosa dicano > disse < tu non mi hai mai visto. Non ci siamo mai conosciuti.>

< Ma io infatti non la conosco > Marpenza la ignorò nuovamente. Si voltò e si diresse verso il frigo, prese qualche frutto, del prosciutto e una bottiglia di acqua. Ringraziò e andò verso la porta.

Napoleone, che nel frattempo si era rilassato, psservando la scena, appena dietro la padrona si alzò e fece per salutare l'ospite, che ricambiò con uno buffetto affettuoso.

Marpenza aprì la porta e la guardò: < Arrivederci, Emma. > accennò a quello che doveva essere un sorriso e scomparve nel buio della notte, chiudendosi la porta alle spalle.

Emma rimase impalata davanti all'ingresso per qualche secondo, spostando lo sguardo ripetutamente prima dalla porta e poi allo strano oggetto che stringeva.

< A-aspetta, COSA? > Esclamò, riacquistando lucidità e precipitandosi alla finestra. Napoleone, vedendo l'agitazione della padrona, cominciò ad agitarsi, giocoso.

Il vialetto non aveva nulla di strano. Fuori, le macchine continuavano a circolare tranquillamente come se nulla fosse, le persone cominciavano a tornare nelle loro case dopo la conclusione della festa, i grilli frinivano, le zanzare pungevano, insomma, tutto come sempre.

Emma rivolse la sua attenzione a Napoleone che si girò verso la padrona, scodinzolando: < E' così che fai la guardia, tu? Facendo le feste agli sconosciuti? > Quello, di rimando, continuò ad agitare la coda, soddisfatto.



Commenti

pubblicato il domenica 29 ottobre 2017
CanoviAlfredo, ha scritto: Vedi che ho fatto bene a continuare a leggerti? Scrivi bene, in modo conciso e chiaro, e la trama si sta infittendo. Volo al terzo capitolo!

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