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lavoro pubblicato giovedì 15 giugno 2017
ultima lettura sabato 22 febbraio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

All'attenzione della più soave fra le creature

di Sue. Letto 370 volte. Dallo scaffale Umoristici

Gentile signorina Mariuccia,dopo una lunga riflessione, ho deciso di affidare i miei sentimenti a questa lettera, nella speranza che essi possano raggiungere il vostro cuore.Con mio sommo rammarico, la mia innata timidezza e la lupara di vostro padre m...

Gentile signorina Mariuccia,

dopo una lunga riflessione, ho deciso di affidare i miei sentimenti a questa lettera, nella speranza che essi possano raggiungere il vostro cuore.

Con mio sommo rammarico, la mia innata timidezza e la lupara di vostro padre mi impediscono di avvicinarmi a voi. A questo proposito, sono certo che i vostri genitori apprezzeranno la mia buona volontà nel restituire la loro gallina. Certo, è cotta, ma vi assicuro che non avrete di che rammaricarvene: personalmente, trovo che la salsa al limone conferisca alla carne un sapore squisito.

Ma sto divagando, mi perdoni. In cuor mio, temo che le mie modeste doti di scrittore falliscano nel tentare di descrivere la vostra grazia e la vostra bellezza. Vorrei solo sapervi dire quanto la vostra vista mi emozioni, tanto che ogni fibra del mio essere sembra elevarsi fino alle nuvole.

Come descrivere l’eccitazione che mi pervade, perdonate, quando il mio occhio si posa sulle vostre gambe, ricoperte di una morbida ma tenace peluria, o sul vostro dolce viso? Le gote rosee, gli occhi miti eppure così seducenti, i delicati baffetti che incorniciano una bocca che, perdonatemi, mi attrae a tal punto che mi sento accecare dal desiderio; sogno di potere, un giorno, accarezzare il vostro soffice, soffice braccio mentre passeggiamo nel parco, sotto il sole di un mattino di primavera. Con rispetto parlando, è un vero mistero, per me, la ragione per cui il vostro nubilato si protragga ancor oggi, ma comprendo bene la volontà di preservare la vostra virtù in attesa di un uomo meritevole delle vostre grazie.

Oh! Celestiale visione, che innalza la mia anima al più alto dei cieli! Ma poi, ahimè, dopo aver volato fra gli angeli nel più splendido dei sogni, mi ritrovo di nuovo qui, nella solitudine della mia casa, cercando goffamente di riversare i miei pensieri in questo fiume di inchiostro. Oh, soave Mariuccia! So che i vostri parenti non acconsentirebbero mai alle nostre nozze ma, vi prego, almeno voi datemi un segno della vostra benevolenza, che possa lenire lo sconforto che mi affligge nel buio della notte!

Soave Mariuccia, sebbene le mie condizioni siano umili, vi assicuro che, se accetterete di sposarmi, farò tutto ciò che è in mio potere per soddisfare i vostri bisogni e desideri. Modestamente, posso dire di eccellere nell’arte venatoria: lepri, caprioli, fagiani, non c’è bestia che mi sfugga. Certo, tutto ciò è limitato alle notti di plenilunio, ma con l’ausilio di un buon congelatore a pozzo sono certo di poter provvedere dignitosamente alle necessità di una famiglia di cinque, sei persone. E, a proposito, allego

a questa mia missiva un paio di capre già scuoiate e sviscerate, in segno della mia devozione.

Immagino che la vostra delicata persona possa essere turbata dagli episodi di irsutismo che talvolta mi vedono protagonista. Perdonate l’ardire, ma confido che voi, fra tutte, saprete comprendere ed amare questa mia peculiarità.

Nella speranza di una vostra gentile risposta, porgo i miei rispetti a voi e alla vostra famiglia e rinnovo le mie scuse per l’increscioso incidente della gallina.

Sinceramente vostro,

Ausonio Augusto Aureliano Wolfe


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