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lavoro pubblicato venerdì 9 giugno 2017
ultima lettura giovedì 14 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Cronache delle terre di Aidrabmol - Capitolo 26

di Chyprill. Letto 212 volte. Dallo scaffale Fantasia

aCapitolo Ventiseib     In un modo o nell'altro quella notte l'aveva avuta vinta Eric, non che Edera fosse contraria a restare con lui ma di certo era risentita dal fatto di essersi scoperta così tanto davanti ad un uomo che in fond...

aCapitolo Ventiseib

In un modo o nell'altro quella notte l'aveva avuta vinta Eric, non che Edera fosse contraria a restare con lui ma di certo era risentita dal fatto di essersi scoperta così tanto davanti ad un uomo che in fondo conosceva appena.

Aldilà dell'attrazione fisica c'era qualcosa in lui che la spingeva ad assecondarlo, un qualcosa che la costringeva a seguirlo con lo sguardo in ogni suo movimento e che dava un brivido al suo cuore ribelle.

Avevano lasciato l'ufficio del capitano per spostarsi nelle stanze di lui ed ora Edera se ne stava ammutolita seduta su una poltroncina che fungeva da sedia per lo scrittoio.

Eric l'aveva lasciata lì ed era andato a sciacquare via la stanchezza della giornata sotto un getto d'acqua calda.

Nella stanza risuonava solo il rumore dell'acqua.

Da quando erano entrati in quella stanza e dopo che Eric si era sentito abbastanza tranquillo sul fatto che non sarebbe fuggita, Edera era rimasta seduta contemplando la porta del bagno immaginando il numero di donne che erano passate da lì, alle cose che erano successe fra quelle mura. Dopo molto iniziò a far spaziare lo sguardo sul vario mobilio che l'arredava e i suoi occhi furono catturati da una cassettiera nascosta nell'angolo più scuro del locale.

Si alzò e vi si avvicinò attratta magicamente, d'impulso iniziò ad aprire ogni cassetto non badando al fatto di poter essere sorpresa.

Contenevano in vero oggetti di poco conto e quando ormai era giunta all'ultimo venne richiamata all'ordine mentre ancora stava accovacciata con la mano sul pomello.

“Che cosa stai facendo?”

“Ah! ….rovistavo”

“Ah...e lo ammetti così?”

“Cosa avrei dovuto fare? Non ti pare ridicolo inventarsi una scusa quando si è già con le mani nel sacco?”

“Certo lo è ma normalmente chiunque cercherebbe di giustificarsi quando viene sorpreso a fare qualcosa di sbagliato”

“e quindi? Cosa devo dirti?”

“Nulla. Li hai aperti tutti?”

“Mi manca giusto questo”

“Bene allora finisci quello che hai iniziato”

Edera non gli rispose ed aprì il cassetto. Era vuoto.

“Contenta ora?”

“Sei un uomo noioso”

“Ahah bene, grazie”

“Avresti almeno potuto nascondermi una moglie che so”

“A pezzi nei cassetti?”

“uff”

A quello sbuffo si abbassò anche lui e le carezzò il capo lievemente.

“Cos'hai?”

Edera lo guardò con aria stranita.

“Ci tenevi tanto a trovare qualcosa?”

“No”

“Dov'è finita la ragazza agguerrita di poco fa?”

“Se sono tranquilla non vado bene?”

Eric si zittì e aspettò un poco prima di riprendere.

“No, non volevo dire questo...”

“Possiamo non pensare a come siamo o cosa siamo e semplicemente stare insieme?”

Non le rispose ma si alzò in piedi e le porse la mano per aiutarla a tirarsi su e quando fu alzata le appoggiò la mano sul suo fianco e la abbracciò stretta come aveva fatto poco prima nell'ufficio.

Mentre i minuti passavano Edera se ne stava sprofondata in quell'abbraccio, Eric le scompigliava i capelli e con lo sguardo osservava il suo letto e pensava che in fondo non era una moglie che nascondeva ma quasi.

“Sono stanca...questa è stata la giornata più faticosa della mia vita”

“Ahah, ma non hai solo gironzolato per la città?”

“Cavalcare nei boschi da qui fino a Nord senza sosta mi avrebbe stancata meno”

“....vuoi fare un bagno per rilassarti un po?”

“No...voglio solo dormire”

“Dormiamo allora”

“Intendo dormire dormire”

“Si, si ho capito non ho intenzione di aggredirti”

“ah! Vorrei proprio vederti!”

Eric la allontanò da lui e la guardò sorridente.

“Sei tornata in te!”

“Pff, stupido!”

L'abbraccio era sciolto perciò non rimaneva altro da fare che infilarsi a letto e...dormire.

Nel buio della notte entrambi pensarono e si persero in congetture, entrambi troppo testardi per condividerle e scoprire quanto simili potessero essere i propri sentimenti.



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