ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 2 giugno 2017
ultima lettura mercoledì 19 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Casting - Lou e i ragazzi della B.B.T.

di baumiau. Letto 340 volte. Dallo scaffale Pensieri

Casting Lou e i ragazzi della BBT Trevor incrociò l’occasione della sua vita in un "incrocio", al confine tra il...


Casting

Lou e i ragazzi della BBT

Trevor incrociò l’occasione della sua vita in un "incrocio", al confine tra il piccolo quartiere di Los Angeles dove viveva e lo stradone principale che portava alla grande città. Aveva per l’ennesima volta saltato la scuola e si lasciava alle spalle la periferia camminando adagio con le mani dentro le tasche e canticchiando sottovoce l’inno americano. Si stava dirigendo verso un punto ben preciso, il piccolo chiosco situato sulla parte alta del paese, a quell’ora solitamente tranquillo e poco frequentato. Aveva intenzione di passare lì l’intera mattinata: splendeva il sole e l’aria era ventilata da una brezza vivace, giornata ideale per sdraiarsi su una panca a pancia in su e perdersi a contemplare il migrare delle bianche nuvole in compagnia dei suoni della natura. Se mai la scuola avesse chiamato casa per segnalare le sue ripetute assenze, era pur certo che i genitori non lo avrebbero mai cercato al chiosco. Mancava un mese scarso alla fine dell’anno accademico e Trevor non aveva alcuna intenzione di stare buttato inutilmente dietro ai banchi. Sapeva che lo avrebbero bocciato, aveva casualmente sentito una conversazione privata tra un gruppo di docenti che discuteva sulle sorti della sua classe, la cosa non lo turbava affatto, restava solo da fare i conti con i suoi genitori e quello sì, era un grosso grattacapo. Avrebbe riflettuto sul da farsi con gli occhi proiettati verso il cielo, ancora indeciso se fingersi sorpreso a esami terminati o tagliar la testa al toro e metterli al corrente anticipatamente. Entrambe le opzioni non lo avrebbero comunque salvato da una sonora sculacciata.

Arrivato in prossimità dell’ingresso principale, delimitato da un nero cancello in ferro e verdi siepi finemente curate, per ragioni del tutto casuali decise di svoltare l’angolo e camminare ancora lungo la strada fino al confine del paese, a pochi metri di distanza dal parco. Senza quella disinteressata variazione di rotta, Trevor non avrebbe mai conosciuto Perry e non sarebbe mai diventato l’icona del web che cambiò per sempre la sua vita.

Un furgone, parcheggiato al margine della curva e semi nascosto dalle fronde di un albero imponente, attirò la sua curiosità. Si avvicinò cautamente, studiando la bianca fiancata sulla quale spiccavano in tinta blu le lettere: “B.B.T.”, ognuna di esse incisa all’interno di tre simboli che rappresentano la sessualità maschile. Tutte le frecce proiettate verso destra. Dalla fiancata opposta, proveniva distintamente un vivace chiacchiericcio. Spinto da una curiosità sempre più crescente, Trevor fece il giro del furgone e vide due ragazzi seduti attorno a un tavolino di plastica che, riparati all’ombra dell’albero, giocavano una partita a carte. Erano entrambi alti e abbronzati e indossavano una canottiera aderente che esaltava i bicipiti prominenti e gli addominali scolpiti. Uno di loro portava una lunga chioma di biondi capelli, l’altro, un taglio corto e ben ordinato. Commentavano ogni mossa tra una benevola imprecazione e insulti scherzosi e quando udirono i passi di Trevor si voltarono nella sua direzione con un’accortezza da vigilanti professionisti. Trevor fu investito dalle occhiate indagatrici dei due uomini, i quali, al cospetto del suo gracile e innocuo profilo, allentarono all’istante la guardia.

– Salve! –

Salutò gentilmente il biondo.

– Hai bisogno di qualcosa, ragazzino? –

– Che cos’è? –

Chiese Trevor indicando il furgone. Il moro si lasciò andare a una risata.

– Niente che ti possa interessare, credimi. –

Commentò con un sorriso divertito.

– Ti sei perso per caso? –

– Cosa significa: “B.B.T.”? –

Insistette Trevor. I due si scambiarono uno sguardo.

– Boys Be Twinks. –

Rispose infine il biondo.

– Sarebbe? –

– Il nome della nostra agenzia. –

– Agenzia di cosa? –

– Porno. –

– Wes! –

Il ragazzo moro diede una gomitata all’amico.

– Non vedi che è un bambino?! –

Lo sgridò indignato, e, rivolgendosi a Trevor: – roba per adulti, piccolo. Senti, se ti serve una mano per qualcosa saremo ben lieti di aiutarti, altrimenti torna a casa. –

Lo liquidò e tornò a dedicarsi al mazzo di carte. Trevor non si mosse. Fissò il furgone e poi ancora i due uomini.

– Siete due porno attori? –

Chiese schietto. Ancora una volta si lanciarono un’occhiata stupefatta.

– Non sono un bambino! –

Chiarì subito Trevor.

– Se è questo che vi spaventa. Allora, siete davvero due porno attori? –

Subì una seconda ispezione visiva, questa volta più accurata della precedente.

– Quanti anni hai? –

Gli domandò Wes mentre lo squadrava da capo a piedi.

– Diciotto. –

Rispose prontamente Trevor.

– Davvero? –

– Certo, come no. –

Sbottò il moro, sarcastico.

– Ci sta palesemente prendendo in giro. –

– Perché dovrebbe, Pitt? –

– Già. Perché dovrei? –

Trevor si sfilò lo zaino dalle spalle, lo poggiò a terra e frugò in cerca del pagellino con i voti del primo trimestre. Si trattava di un documento poco indicativo, ma almeno dimostrava che era uno studente dell’ultimo anno di scuola superiore. Lo mostrò al ragazzo biondo, il quale dopo una rapida occhiata lo passò all’altro.

– Wow. –

Esclamò Pitt con vistosa perplessità.

– In questo caso, Trevor! –

Gli restituì il documento. Sul suo volto ancora un’espressione scettica ma ammansita.

– Sì, siamo due porno attori. –

Confermò.

– E quello è il furgone della nostra agenzia. –

– Perché siete qui? –

– Siamo venuti a Los Angeles per lanciare la nostra pubblicità. –

Seguì Wes.

– Stiamo in cerca di nuove proposte. Ragazzi omosessuali, se non si fosse capito. –

– Ah sì? –

Nella mente di Trevor baluginarono un fiotto di pensieri.

– E se fossi interessato? –

– Ti direi di lasciar perdere. –

Gli rifilò Pitt.

– È evidente che non hai colto appieno. –

Riunì le proprie carte in un unico mazzo, lo batté sul tavolo e fece un cenno al collega.

– Tocca a te. –

ma Wes guardava Trevor con curioso interesse.

– Confermi di avere diciotto anni, quindi? –

– Sì. E sono davvero interessato. –

Ribadì il ragazzo.

– Beh, allora… –

– Wes. –

– Perché, Pitt? –

Esclamò il biondo.

– Ha l’età giusta. –

– Peccato ne dimostri tre in meno. –

Wes ignorò l’amico e dalla tasca dei jeans tirò fuori un biglietto da visita.

– Domani presentati qui dalle 9:00 alle 13:00. –

Indicò l’indirizzo trascritto sul retro.

– Il nostro agente Perry si occupa dei colloqui preliminari. –

Trevor prese il biglietto.

– Ok! Devo, ehm, devo prepararmi in modo particolare? –

– Porta solo il tuo curriculum e una buona presentazione. Se gli piaci, ti richiamerà per un… –

Accennò un’occhiata ammiccante.

– … colloquio più approfondito. –

– D’accordo. –

Trevor intascò il cartoncino dell’agenzia e sorrise.

– Grazie. –

– Buona fortuna. –

Wes gli fece l’occhiolino.

– Ti auguro di essere dei nostri. –

– Me lo auguro anch’io. Arrivederci! –

Voltò le spalle ai due ragazzi e tornò sui suoi passi, felice di quel casuale incontro di fortuna.

– Sei davvero un idiota! –

Esclamò Pitt non appena Trevor scomparve dal loro campo visivo. Wes rise e Pitt gli diede uno spintone.

– Ti ha dato di volta il cervello, cristo? –

– Perché? –

– L’hai visto? Secondo me ha ancora i denti da latte quel poppante. –

– Smettila. –

Replicò West.

– Piuttosto ho visto come tu lo guardavi. Quante volte te lo sei montato, eh? –

Gli spedì un bacio a distanza e Pitt mostrò il dito medio.

– Riprendiamo la partita. –

Wes recuperò le sue carte, le aprì e ventaglio e vi nascose il viso, mostrando solo gli occhi.

– Allora facciamo così. –

Propose.

– Se Perry lo seleziona, tu non lo toccherai nemmeno con un dito. –

– Perry non lo selezionerà mai. –

Asserì Pitt con decisione.

– Staremo a vedere. –

La partita a carte terminò con la vittoria di Wes.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: