ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 2 giugno 2017
ultima lettura domenica 3 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'imbarazzo del Creatore

di OrazioAshlee. Letto 258 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Il Creatore era un chimico di prim'ordine, questo nessuno l'ha mai negato. Ma la solitudine l'annoiava, e questo è indizio di un animo immaturo e femmineo. Avrebbe potuto trovare soddisfazioni intellettuali a non finire nel contemplare le fibre ...

Il Creatore era un chimico di prim'ordine, questo nessuno l'ha mai negato. Ma la solitudine l'annoiava, e questo è indizio di un animo immaturo e femmineo. Avrebbe potuto trovare soddisfazioni intellettuali a non finire nel contemplare le fibre sottili della Creazione (che a dispetto del suo nome gli preesisteva), ma lui voleva trovare nei suoi giocattoli un'eco della propria indole capricciosa.

Ed è così che cominciò a giocare con la materia vivente.

Alla base di tutto c'era una sequenza di istruzioni enormemente complessa che guidava la sintesi delle proteine. Era fatta di acido nucleico e più tardi gli umani, il suo passatempo preferito, lo chiamarono codice genetico. Anche chi non ha in simpatia il Creatore ammette che questo autorganizzarsi della materia attorno ad atomi di carbonio, e secondo moduli di assemblaggio modellati in forma permanente nella sequenza dei geni era una cosa geniale.

Ma anche gli estimatori più entusiasti della sua opera disapprovavano l'idea che forme avanzate di autocoscienza dovessero sorgere come proprietà emergente del combinarsi delle molecole. L'autocoscienza porta con sè la capacità di comprendere la propria miseria, e questa non è una cosa buona. Il Creatore giocava a fare il Padreterno.

«Non ho niente di cui scusarmi», cominciò a dire il Creatore quando i suoi giocattoli cominciarono a essere le dolenti e tormentate creature che tutti avevano predetto.

«Le mie intenzioni erano buone», si difendeva querulo il Creatore, e tutti voltavano le spalle per il disgusto verso un atteggiamento così puerile.

«Forse sarebbe bene che disfacessi la mia Creazione», disse il Creatore quando il biasimo generale cominciò a pesargli. Quelli come lui sono costantemente alla ricerca di approvazione. E a un certo punto cominciò persino a piagnucolare perché nessuno gli offriva consiglio. Ma nessuno voleva macchiare le sue mani con l'inutile e insensata sofferenza degli umani.

Una malattia infettiva a trasmissione sessuale cominciò a mietere vittime a non finire tra gli uomini. Quando questi riuscirono a limitarne la letalità ci si accorse che la temperatura dell'atmosfera si andava riscaldando, producendo immani scompensi climatici. Tutti capivano che il Creatore aveva rinunciato a sterminare il genere umano per paura dell'impopolarità, ma il suo odio verso la propria sventurata creatura gli aveva fatto concepire un odio profondo contro di essa, che egli sfogava creando di tanto in tanto queste calamità.

"Falla finita!", fu detto chiaramente al Creatore quando la misura fu colma e non si poteva più ignorare il suo operato. A quell'intimazione il Creatore rimase dolorosamente sorpreso, tanto nella sua vanità si credeva al di sopra delle critiche. La costernazione di fronte a questa dimostrazione di disprezzo da parte dei suoi simili fu tale che decise di prendere una misura risolutiva. Ma quale?

Dato che i suoi simili si rifiutavano di consigliarlo pensò di chiedere agli umani. Si presentò allora a essi in tutto il suo abbacinante splendore sperando in questo modo di superare la loro incredulità.

Ma gli umani non si mostrarono increduli. Anzi prestarono subito fede alle sue parole di presentazione. E quando lui chiese: «Cosa posso fare per voi, amati figli?» Essi risposero: «Dimenticati di noi.»

Quella risposta arrivò come una frustrata sulla faccia del Creatore. Il suo orgoglio ne risentì, e in un attimo di chiaroveggenza capì che gli umani lo conoscevano meglio di quanto sperasse.

«Non ho niente di cui scusarmi», rispose alla silenziosa accusa.



Commenti

pubblicato il mercoledì 21 giugno 2017
Pani, ha scritto: Molto interessante, bella rivisitazione :)

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: