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lavoro pubblicato giovedì 1 giugno 2017
ultima lettura venerdì 13 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Cronache delle terre di Aidrabmol - Capitolo 22

di Chyprill. Letto 237 volte. Dallo scaffale Fantasia

aCapitolo Ventidueb     La notte era ormai scesa su Onalim, il vociare della popolazione era scomparso lasciando il posto ai lamenti dei gatti in amore, le strade che poche ore prima erano invase da mille colori e odori ora emanavano un au...

aCapitolo Ventidueb

La notte era ormai scesa su Onalim, il vociare della popolazione era scomparso lasciando il posto ai lamenti dei gatti in amore, le strade che poche ore prima erano invase da mille colori e odori ora emanavano un aura spettrale, illuminate solo dalle fioche luci di sparute lanterne poste qua e là.

Anche al di là dei giardini reali, all'interno delle mura era calato il silenzio, nelle cucine gli ultimi servitori si affrettavano a completare il loro servizio quotidiano, le guardie reali erano tornate ai loro alloggi fatta esclusione per le pattuglie di turno per le ronde notturne.

Edera era infine caduta in un pensieroso silenzio, Eric aveva smesso di cercare di convincerla ma ugualmente era rimasto li davanti a lei, muto, osservandola in attesa di una qualsiasi reazione.

“E quindi...signor capitano delle guardie reali...qual è il vostro nome?”

Lei pose la domanda cercando di simulare se stessa, instillando nella voce una punta di malizia ma il risultato fu poco credibile.

“...Eric”

“Ah! Avete dunque proprio un nome del nord...”

“Non essere così formale però, ormai...”

“Ormai? Dite che dato che una volta che vi ho concesso la possibilità di giacere con me siete libero di prendervi la confidenza che volete?”

“Pensavo che dato che mi trovavo solo con te che sai quanto sia fastidioso per la gente del nord sottostare a certe regole d'etichetta potessi tralasciarle e parlare liberamente...ma scusa se ti ho infastidito”

“pff e lo chiami parlare come un uomo del nord questo? Da quanto vivi qui? Perché io non ho mai sentito un cacciatore chiedere scusa per il fastidio arrecato!”

Eric la guardò dritto negli occhi cercando una risposta a modo ma la bocca si aprì per parlare per poi richiudersi senza lasciar sfuggire un solo alito.

“Dovresti essere più diretto, non trattenere quello che pensi davvero!”

Lui non se lo fece ripetere due volte e rispose.

“Voglio che questa notte resti con me, l'ho pensato dal momento in cui ti ho vista entrare scortata dai miei uomini”

“Infatti....l'hanno capito anche loro...”

“E tu? Tu cosa vuoi? Sii diretta anche tu e dimmi quello che pensi”

Edera aprì la bocca come per parlare ma un lampo si accese nei suoi occhi, allungò le braccia e lo spinse via poi fatto un passo avanti si buttò sul suo petto inspirando profondamente come a catturare tutto il suo odore.

Eric dopo un secondo impercettibile di smarrimento la cinse con le braccia.

“E dunque devo pensare che vuoi la stessa cosa anche tu?”

Lei alzò lo sguardo incrociando quello di lui , i suoi occhi accesi da una luce radiosa sembravano implorarlo di non ferire oltre il suo orgoglio.

Alla vista di quegli occhi Eric non ebbe il coraggio di infierire oltre, Edera tornò ad appoggiarsi al suo petto e lui la strinse forte.



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