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lavoro pubblicato giovedì 1 giugno 2017
ultima lettura mercoledì 22 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'ultimo mortale

di AntNuz. Letto 512 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Su di lui non aveva funzionato. Ma certo non poteva passare la vita che gli rimaneva a guardare il soffitto, cosí Gianni Benini accese la TV. ...

Su di lui non aveva funzionato.
Ma certo non poteva passare la vita che gli rimaneva a guardare il soffitto, cosí Gianni Benini accese la TV. Sullo schermo apparve la gente ancora in festa, i soliti noti sul palco e qualche nuova velina. C’era Gianmarco Figalli, il famoso showman che stappava, tra i coriandoli, l’ennesima bottiglia di champagne.
Gianni pensò, sul suo sofà, “Meglio morto che essere per sempre uno come Gianmarco Figalli”. Cambiò canale, ma ovunque, in TV, c’era gente che festeggiava. Pensò che la televisione non sarebbe cambiata così tanto in mano ad un’umanità dotata di vita eterna. Anzi, probabilmente, sarebbe diventata ancora più stupida.
Uscì a fare una passeggiata. Per strada c’era un silenzio surreale e sembrava non fosse accaduta nessuna rivoluzione nella storia dell’umanitá. Come mai? Eppure soltanto su di lui quel vaccino non aveva funzionato.
Entrò in un bar e ordinò un caffè. Di fianco a lui, c’erano due tipi che conversavano.
-..Non capisci Franco, questo vaccino non risolverá niente. Anche Freud diceva che la morte...-
- E dai, piantala con Freud! Ora siamo veramente liberi, veramente...-
Gianni uscì dal caffè. Camminò verso il night-club in cui aveva sempre voluto entrare. Una volta, aveva conosciuto Maria, una prostituta del locale La Gatta. Pensò che era arrivata l’occasione buona per rivederla poiché, il giorno prima, anche il quarto dottore consecutivo aveva detto a Gianni:
-È davvero un caso raro, signor Benini, lei è l’único essere umano su cui non funziona il vaccino contro la morte. -
Che diamine! Tutta l’umanità che festeggiava con Figalli in TV, tutti che si preparavano al glorioso avvenire e lui? Il quarantasettenne ragionier Gianni Benini sarebbe morto, un giorno, di vita normale! O come si sarebbe potuta chiamare? “Vita autentica”? “Originale”? La “vita vintage”? Nella rabbia, sorrise. Avrebbe ritrovato sua madre, dopotutto, in paradiso.
Per quella sera, comunque, si accontentò di ritrovare Maria, in un angolo de La Gatta.
- Sei bellissima - le disse. Lei lo baciò e gli si offrì per un’intera notte. Gianni vide in lei po’ di malinconia.
- Sai Maria, mi sembri un po’ triste.
- Non so - fece lei - non so cos’ho.
Il ragionier Benini uscì dal night-club. Vide che le altre prostitute erano in sciopero. Dopo lo sciopero, le avrebbe frequentate spesso poichè non era sicurissimo di trovare donne così belle, nell’aldilà.
Il cielo era grigio e i marciapiedi ancora stranamente deserti. Mentre Gianni si dirigeva verso casa, vide una sola figura muoversi, correndo verso di lui. Si accorse che era quello scocciatore di Ghisante.
- Ehi.. vecchio Ghisante! Come stai? - Gli stava per dire.
Ma Ghisante aveva gli occhi di un indemoniato. Prese qualcosa dalla tasca dell’impermeabile e gliela puntò contro. Gianni guardò disarmato nell’obiettivo della telecamera di Ghisante che urlò “Signore e signori, guardatelo: è lui, è Gianni Benini, ed è l’único uomo sopravvissuto alla vita eterna!”

Passarono gli anni.
-Signor Benini, abbiamo il messaggio di Lucia, ci scrive da Trapani, ci chiede se Lei è superstizioso.
-Superstizioso? Gianmarco, se per tutta la sfiga che ho avuto fossi ricorso agli scongiuri, ora avrei bisogno di un paio di genitali di ricambio!
Risero tutti, non c’era nemmeno bisogno delle risate registrate. L’unica vera star rimasta era lui, il signor Benini: l’ultimo uomo destinato a vedere la morte! Ormai persino Gianmarco Figalli doveva mettersi in coda per invitarlo al suo talk-show. E quel giorno ci era riuscito.
- Bene bene, e ora passiamo alla prossima domanda. È Marcello da Long Island. Signor Benini, cosa pensa dell’intenzione dell’Unione Scienziati Mondiali, di installare un microchip nel suo cervello per poter trasmettere la morte in mondovisione?
- Mi sembra un’idea folle, spaventerei i bambini per soli 25 milioni di dollari! - E giù ancora risate.
Dopo il talk-show, Gianni tornò alla sua villa con piscina, circondata dalle guardie del corpo. Era un vecchietto in perfetta forma. Fece un bagno e cominciò a tossire. Pensò a quell’idea del microchip.

Passò qualche anno.
Gianni abbracciò la madre, morta cinquant’anni prima di lui e proseguì il suo cammino, mentre il pianeta intero si commuoveva in tempo reale.
-Un momento...adesso sto vedendo un varco, credo si tratti del passaggio definitivo...
Con gli occhi puntati su megaschermi, smartphone e televisori, il popolo del globo vibrava all’unisono ad ogni passo e ad ogni parola di Gianni. In tutta la loro storia, era l’ultima volta in cui gli uomini avrebbero potuto vedere la morte. La diretta, era possibile grazie al microchip che, installato nel cervello di Gianni, serviva a trasmettere le immagini captate dalla sua anima dopo il decesso.
Sullo schermo appariva adesso un varco scuro. Si udiva qualche rumore di fondo, amplificato dal silezio del pubblico, nelle piazze del mondo intero.
- Sento delle voci, credo mi stia avvicinando al contatto, sento di essere vicino.
La morte si fece avanti, maestosa. Aveva la falce e il vestito nero. Disse a Gianni “Ti stavo aspettando”.
Il cuore dell’umanità si mise a palpitare a un ritmo velocissimo, come il cuore di un unico grande animale. Ci fu un’esplosione di gioia immensa mai vista prima, gentilmente offerta dagli sponsor e da Gianni. La morte, l’originale, era lì, vissuta da un vero essere umano, e trasmessa grazie ad un microchip connesso alla sua anima.
Ma era immobile. La morte era immobile come una sfinge.
Rimase così per alcuni giorni. Per alcuni anni.
Poi, tutti si stancarono e cambiarono canale. Rimpiangevano lo scomparso Gianni Benini, non ridevano più. Anche Gianmarco Figalli cominciava a stufare: sempre lui, non moriva mai. E nè potevano morire quei disgraziati che non sopportavano più Gianmarco Figalli.
I due del bar smisero di conversare su Freud e uscirono in strada.
-Sai, pare che La Gatta abbia chiuso.- Fece uno all’altro.
-Tempi duri.
-Fa caldo, che stagione è adesso?
-Non so, estate forse.
Antonio Nuzzi


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