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lavoro pubblicato mercoledì 31 maggio 2017
ultima lettura domenica 23 febbraio 2020

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6. Giovanna Giorgio e mia madre

di Giorgio. Letto 472 volte. Dallo scaffale Amore

6. Giovanna Giorgio e mia madre- Giovanna, mia madre (la chiamavo vecchietta) mi ha chiesto di conoscerti.- Giorgio, ma quando gli hai detto che ci frequentavamo?- Giovanna, io non gli ho detto nulla. Lo ha capito da sola che mi vedevo con qualcuna. Lo...

6. Giovanna Giorgio e mia madre

- Giovanna, mia madre (la chiamavo vecchietta) mi ha chiesto di conoscerti.
- Giorgio, ma quando gli hai detto che ci frequentavamo?
- Giovanna, io non gli ho detto nulla. Lo ha capito da sola che mi vedevo con qualcuna. Lo hai inteso dai miei atteggiamenti che, a suo dire, si erano ingentiliti più del solito.
- Giorgio, ho un po' di timore, chissà come prendere la realtà e che cosa mi dirà.
- Giovanna, non devi preoccuparti. Al primo momento ti sembrerà un po' burbera, ma sappi che ha un buon carattere ed è buona come il pane.
- Giorgio, stammi vicino così mi darai un po' di coraggio.
- Giovanna, tu non hai bisogno di nessun aiuto, sei forte e superi sempre con disinvoltura qualsiasi tipo di intralcio ti si presenti davanti.
- Va bene Giorgio, andiamo e che Dio me la mandi buona.
- Ciao mamma, sono venuto a farti conoscere Giovanna come mi avevi chiesto.
- Buongiorno signora Marina.
- Ciao Giovanna, hai un bel sorriso.
- Brava sono convinta che tu e Giorgio andrete serenamente d'accordo e che sarete felici.
E anche mia madre sorrideva. In quel momento aveva buttato alle spalle tutte le sue tribolazioni. Le era bastata un'occhiata per capire tutto il carattere di Giovanna e del futuro che ci attendeva. Sicuramente è la potenza degli anziani nel capire, anche da pochi gesti, l'essenza di chi gli si presenta davanti. E si, la mia vecchietta ha avuto ragione nel considerare da subito ciò che sarebbe ed è avvenuto tra me e Giovanna.
Dovetti lasciarle da sole per un po', ma, attraverso la porta, le sentivo chiacchierare simpaticamente con alcune risate reciproche.
- Mamma, ora dobbiamo lasciarti perché abbiamo un impegno ci vediamo presto.
- Ciao Giovanna, ciao Giorgio tornate presto a trovarmi così passerò qualche ora in buona compagnia.
- Ciao mamma.
- Arrivederci signora Marina.
Giovanna e la mia vecchietta si scambiarono i saluti con sorrisi radiosi, felici di essersi conosciute.
- Giorgio, non mi avevi mai detto che tua madre è così simpatica e comprensiva. Mi ha messo proprio a mio agio e così mi sono sciolta e gli ho raccontato tutto di noi due.
- Giovanna, non volevo farti credere di avere esagerato nel descrivere il carattere di mia madre. Ti ho lasciata scoprire da sola la verità di come è fatta e come sono i suoi pensieri.
- Bene Giorgio, sono veramente contenta. Tuti i miei timori si sono dissipati e ho l'animo leggero.
- Giovanna, avresti dovuto conoscere anche mio padre Dante ma purtroppo ci ha lasciati prima che noi due ci incontrassimo. Era severo e intransigente ma anche lui di animo buono e socievole. Basta capire come prenderlo con sincerità e con il doveroso rispetto che si deve riservare ai genitori e a tutte le persone anziane.
- Giorgio, quando tuo padre se ne è andato?
- Era il 1968, si è ammalato gravemente allo stomaco l'hanno operato ma poi subito richiuso perché il male si era propagato ed era impossibile salvarlo. Povero papà, fino all'ultimo, per quanto mi riguarda e stato prodigo di consigli e suggerimenti su come andare avanti sempre a testa alta e mai scendere a compromessi a danno dell'onestà.
- Pensa Giovanna, mancavano pochi giorni all'inevitabile e noi gli avevamo messo sul comodino in camera da letto un campanellino per chiamarci ad ogni suo bisogno. Poi un giorno, a pranzo, ce lo siamo visti venire da noi sorridente contento di trovarci tutti a tavola. Si è seduto al suo posto, ci ha salutati tutti, sempre sorridendo, e con noi a voluto solo piluccare il cibo che gli abbiamo messo davanti. Poi è tornato a letto. Gli è salita la febbre e io ho bagnato un fazzoletto in acqua e aceto per rinfrescargli la fronte. Mi ha lasciato fare per un po', mi ha allontanato la mano e con un gesto mi ha chiesto di avvicinarmi a lui. Mi diede un bacio e mi disse ciao Giorgio. Il giorno dopo sé ne andò. Grande è stato il mio papà.
- Giorgio, ti vedo commosso e ti capisco, mi dispiace per quello che gli è capitato. Non vorrei sembrarti indifferente, cosa che non sono, ma ora raccontami quello che ti ha detto di me tua madre.
- Giovanna, la prima cosa che mi ha detto è stata: Giorgio che bella e simpatica signora hai conosciuto. Bravo, mi raccomando di tenerla con tutti i riguardi in modo che il suo sorriso e la sua simpatia non abbiano a soffrirne, altrimenti ti sculaccio. Hai capito bene?
- Si vecchietta, non preoccuparti.
- Poi anche mia madre si ammalò. La ricoverarono all'ospedale di Monza dove purtroppo le notizie sulla sua salute furono disastrose. Due settimane di tempo.
Era felice di vederci, io mia sorella Loredana e Giovanna. Ci sorrideva e fino all'ultimo ci ha riconosciuti. Poi verso sera dell'ultimo giorno mentre gli stringevo la mano e gli parlavo di noi, lasciò la presa e lei entrò nel limbo. Ma il suo sorriso rimane seppur in coma. Poi durante la notte ci giunse una telefonata che annunciava l'evento nefasto. Ora la mia vecchietta riposa con il mio papà e sono ancora insieme.
Ciao vecchietta.
- Giorgio su coraggio non rintristirti pensa solamente al fatto che se ne sono andati con il sorriso sapendo che al loro fianco c'era una persona che gli voleva bene. Anche con me hai fatto lo stesso, io sapevo che fino all'ultimo tu mi stavi accanto, mi tenevi la mano, mi accarezzavi la fronte e mi sussurravi cose stupende. Quando finirò di ringraziarti?
- Giovanna, non farlo mai perché se lo fai vorrà dire che ti vuoi dimenticare di me. E per me sarà un dramma.
- Lo so Giorgio, è per questo e per tutto quello che ce stato tra noi, che sarò sempre nei tuoi pensieri.
- Giovanna, adesso non farmi piangere.
- No Giorgio non vogli farti piangere, voglio farti sorridere come io ti sto sorridendo. Mi stai vedendo.
- Certo Giovanna, ti sto vedendo e ascoltando. Se ciò non fosse che vita vuota farei.
- Giorgio, ora devi andare, torna presto a trovarmi, non lasciarmi troppo sola. Ciao amore.
- Giovanna, certo che vengo a trovarti come tutti i giorni, meno che il maledetto lunedì. Sai bene il perché. Ciao amore mio ci vediamo domani.
- Ciao Giorgio. Stai riguardato, ciao.



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