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lavoro pubblicato martedì 30 maggio 2017
ultima lettura sabato 15 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

LA SCELTA DI SABRINA

di Donatella61. Letto 329 volte. Dallo scaffale Fantasia

Era una bella giornata di pioggia, Sabrina guardava fuori dalla finestra le gocce cadere, il vento che faceva ondeggiare le piante.Strano vero? In queste giornate si sentiva attraversata da energie, come se potesse esprimere le proprie con gli elementi...

Era una bella giornata di pioggia, Sabrina guardava fuori dalla finestra le gocce cadere, il vento che faceva ondeggiare le piante.

Strano vero? In queste giornate si sentiva attraversata da energie, come se potesse esprimere le proprie con gli elementi della natura.
Era sempre stata così, un po' strana, con queste sensazioni e cambiamenti di umore che non riusciva né a comprendere, né a gestire.
Si sentì chiamare dalla sua amica Teresa, che assieme a Rossana, erano state sue compagne della scuola alberghiera.
Dopo essersi diplomate, con l'aiuto economico da parte dei genitori, avevo acquistato un piccolo locale adibito a tavola calda dove lavoravano insieme.
Il locale era aperto da poco, ma avevano già una discreta clientela.
Sabrina era una ragazza introversa. Non era una bellezza appariscente, e non le piaceva mettersi in mostra, come spesso accadeva alle ragazze della sua età. Vestiva in modo semplice e si truccava poco, un filo di gloss rosa e una riga di eyeliner nero.
Gli occhi castani, che nelle giornate luminose di sole diventavano verdi. Quando si arrabbia, prendono una colorazione con pagliuzze gialle come quelli dei gatti. Occhi cangianti.
I capelli neri, lunghi fino alla vita, li tiene spesso legati a coda o con una treccia.
Eppure nonostante questo, non passa inosservata.
- Teresa, mi ero distratta a guardare la pioggia, ora mi metto al lavoro -
Le giornate trascorrevano tra sapori e profumi di erbe, spezie, e chiacchiere.
Nel fine settimana solitamente uscivano insieme, ma a volte Sabrina aveva voglia di starsene un po’ sola, leggendo un libro o passeggiando per le vie della città.
Milano offre molto sia culturalmente sia come svago, locali, discoteche e quant'altro. Lei si sente bene quando è in mezzo alla natura, come se fosse il suo elemento, tutto ciò che riguarda la terra, acqua, aria e fuoco.
Ama anche visitare le vecchie Chiese. Quando entra, non è solo per il piacere di ammirare l'arte della costruzione e dei dipinti sacri, ma quello che la colpisce è la sensazione che si respira all'interno.
Una sensazione di pace, di emozioni. Commozione che a volte le da i brividi, come se potesse sentire le preghiere di cui sono impregnate le pareti.
A volte si siede su una panca, con lo sguardo perso, perdendo la cognizione del tempo.
Il tempo che per lei si dilata.
Le sono accaduti fatti misteriosi in passato, il tempo che sembrava rallentare, altre volte aveva l'impressione di sentirsi catapultata in una vita parallela, in altro luogo. Strane sensazioni che la lasciavano confusa.
Ne aveva parlato con la madre, che non aveva saputo darle spiegazioni. Eppure la sua mamma, poteva capirla. Aveva sempre avuto il dono di leggerle dentro. Come se potesse conoscere i suoi pensieri.
- ragazze, volevo parlarvi di un'idea, ma non ho ancora preso una decisione.
- Leggendo su internet, ho visto un corso di cucina, presso l'agriturismo LA FATTORIA DI NONNA ROSA, appena fuori Catania in Sicilia. E' molto bello, e propone diverse attività sia a contatto con la natura, sia culturali. Questo corso si terrebbe nei giorni vicini alla prossima festività di Pasqua.
Mi piacerebbe prendermi una settimana, nella quale parteciperei al corso e con l'occasione anche rilassarmi visitando i dintorni. –
Teresa disse: senti, senti, questa sì che è una bella novità. Per dire che non si riesce a farti uscire da casa, è una bella botta di vita! -
Rossana disse: sono d'accordo. Comunque, mi fa piacere, penso che sia una bella idea. Era ora che ti decidessi a muoverti, a concederti una vacanza che potrebbe essere una bella avventura. Io ti consiglio di andare. Non pensare a noi. Non preoccuparti per il ristorante. Possiamo farcela Teresa ed io. Se dovessimo avere più clienti del solito, chiameremo in soccorso un genitore disponibile ad aiutare, magari la tua mamma che è un angelo, e prepara dei dolci favolosi -.
- ok ragazze, ora che ho avuto la vostra benedizione, ci penserò ancora per qualche giorno e chiederò anche ai miei genitori cosa ne pensano. L'altra cosa che mi lascia un po' titubante è l'idea di prendere l'aereo. Non riesco a vincere la paura, e poi non sono mai stata in vacanza da sola e lontano dalla mia famiglia. Sentirò anche la vostra mancanza.-
Teresa rispose: certamente senti anche i tuoi genitori, ma penso che ne saranno contenti. E' ora che provi a spiccare il volo e poi sarà una bella esperienza. Per l'aereo, puoi prendere delle pastiglie che rilassano e ti fanno dormire, così arrivi senza rendertene conto, e poi non è un viaggio così lungo, dovrebbero essere poco meno di due ore.
Sabrina sorrise: sembra non vediate l'ora di liberarvi di me!
Durante la cena con i genitori, Sabrina accenna l'idea del viaggio e del corso che entrambi entusiasti approvano, cercando di farle coraggio nel superare dubbi e paure.
Alcuni giorni dopo...
Mentre erano alle prese con la cucina per preparare i piatti da servire all’ora di pranzo, Sabrina comunicò la decisione alle sue amiche:
- ho parlato con i miei e mi hanno consigliato di iscrivermi al corso e di vivermi questa vacanza che mi farà bene. Sono ancora preoccupata per l'aereo, che mi sento tremare le gambe solo al pensiero, ma ci proverò. Stasera a casa m’iscriverò al corso e prenoterò all'agriturismo la camera per il soggiorno.
- Teresa e Rossana in coro: EVVAIIII!!!
La sera prima della partenza, la mamma di Sabrina va nella sua camera a portarle un dono.
- Come stai Sabrina, sei in ansia? Vedo i tuoi occhi, hanno cambiato colore e sento i tuoi pensieri agitati -.
- mamma come mi conosci bene. Sì sono un po' in ansia. So che sono ormai adulta e che si tratta di pochi giorni, ma non sono mai andata in vacanza da sola. Poi mi mancherete.
- Ti ho portato un regalo speciale. Volevo dartelo tra qualche giorno, per il tuo ventesimo compleanno, ma visto che sarai in vacanza, te lo anticipo, così lo potrai portare con te. E' un medaglione, eredità di tuo nonno, consideralo un portafortuna, mi raccomando dal giorno del tuo compleanno in poi, devi indossarlo sempre.
Sul medaglione, sono incise delle stelle e ha un ago come fosse una bussola.
- Grazie mamma è bellissimo, molto particolare, lo porterò e ti sentirò vicina, anche il nonno come se fosse il mio angelo custode -
Il mattino seguente il padre di Sabrina, la accompagna all'aeroporto e dopo le pratiche per l'imbarco e gli abbracci, inizia l'avventura.
Sabrina è molto agitata e ha preso una pastiglia per rilassarsi sull'aereo. Accompagnata dall’hostess, si accomoda al suo posto, chiude gli occhi e spera che il viaggio in aereo vada bene.
Si è assopita durante il volo e l'hostess l'ha svegliata poco prima di atterrare.
Atterrata all'aeroporto di Catania, è ancora un po' addormentata, scende dall'aereo, e segue gli altri passeggeri attraverso il tunnel che la conduce al nastro trasportatore relativo al suo volo, per recuperare il bagaglio.
Non vede l'ora di chiamare i suoi genitori per dire che è arrivata bene, mentre attende l'uscita dei bagagli, prende il cellulare dalla borsa per chiamarli.
- ciao mamma, sono atterrata adesso, sto attendendo il mio bagaglio, il viaggio è andato bene, sono riuscita a dormire un po'. Ora mi avvio verso l'uscita, dove mi attende una navetta per portarmi all'agriturismo e poi....
La comunicazione è interrotta da un forte urto con un altro passeggero che stava recuperando il suo bagaglio, travolto anch’esso da un grosso cane che trascinava al guinzaglio un bambino.
L'urto improvviso fece cadere di mano a entrambi il cellulare mentre stavano parlando al telefono.
Sabrina stava perdendo l'equilibrio, mentre lo sconosciuto prontamente riusciva a reggerla evitandole la caduta. Il cane come se niente fosse fece loro le feste, cercando coccole, come se li conoscesse.
Il bambino si scusò imbarazzato cercando di acquistare la padronanza del cane.
Sabrina e Daniele, accarezzarono il cane, e passato lo spavento scusarono il ragazzino.
Daniele si piegò a raccogliere entrambi i cellulari caduti.
- Daniele le chiese: come stai, certo che ci ha fatto prendere uno spavento, che strano cane, correre verso di noi come se ci conoscesse, facendoci le feste.
- Sabrina rispose: Sto bene grazie, sono solo un po' frastornata. A me capita spesso che mi si avvicinino cani, gatti e uccellini per farsi accarezzare ma non so perché.
- dove sei diretta?
- sto aspettando la navetta che mi porta all'agriturismo LA FATTORIA DI NONNA ROSA, mi sono iscritta a un corso di cucina.
- Ah anche tu sei appassionata di cucina? Anch'io sono qui per il corso. Non sono un cuoco, però mi piace pasticciare e provare qualcosa di nuovo qualche ricetta speciale, per quando invito gli amici. Con l'occasione mi fermerò qualche giorno in più per concedermi una vacanza.
Sabrina guardava incuriosita Daniele, nonostante fosse restia a dare confidenza agli sconosciuti, aveva un'aria semplice e rassicurante che la faceva sentire a proprio agio.
Era un bel ragazzo con i capelli castani, occhi azzurri, un filo di barba.
Uscirono dall'aeroporto per cercare la navetta che li avrebbe condotti all'agriturismo.
L'autista era già pronto all’uscita, con un cartello “FATTORIA DI NONNA ROSA”, ad accogliere i clienti appena arrivati.
Oltre a loro, c'erano altre persone dirette alla stessa destinazione.
Durante il percorso chiacchierano amichevolmente e Sabrina iniziava a rilassarsi e godersi la vacanza.
Arrivati al casale circondato dal verde della campagna, entrarono e furono accolti con un benvenuto dalla famiglia che lo gestisce.
Dando il benvenuto a tutti, fecero le registrazioni e consegnarono le chiavi delle camere prenotate.
- Quando vi sarete sistemati nelle camere, vi attendiamo qui al piano terreno, per un aperitivo offerto dalla casa -
Sabrina si diresse seguendo le indicazioni alla sua camera al primo piano.
Daniele la seguì per le scale, la sua camera era al secondo piano.
- ciao Sabrina, piacere di averti conosciuto, ci vediamo tra poco per l'aperitivo.
- ciao Daniele, mi sistemo e poi scendo, a dopo.
La camera era arredata in stile rustico e semplice, ma carina. Un copriletto a righe colorate sul letto matrimoniale dava un tocco di colore.
Sabrina prese il cellulare per chiamare i suoi genitori, dopo l’interruzione della comunicazione avvenuta in aeroporto, per dirgli che si trovava all'agriturismo. Poi voleva anche chiamare le sue amiche per rassicurarle.
Fece per cercare il numero nella rubrica e si accorse che il cellulare per quanto molto simile al suo, non era il suo!
Si rammentò dell'accaduto all'aeroporto e immaginò lo scambio dei cellulari. Daniele aveva il suo!
Pensò che alla coincidenza che fosse capitato in mano ad una persona che si trovava nello stesso posto e a fare il suo stesso corso e le vacanze.
Strana coincidenza...
Quindi compose il suo numero di cellulare...
- Daniele rispose subito, si era già accorto anche lui dello scambio.
- ciao Sabrina, ahahah, mi sono accorto anch'io poco fa dello scambio dei cellulari, che sono molto simili. Pensavo di portartelo quando scendevo per l'aperitivo.
- grazie Daniele, in effetti è stata una coincidenza che alloggiassimo allo stesso agriturismo e avere i cellulari quasi identici. Stavo per chiamare la mia amica e ho scoperto che non era il mio. Ci vediamo tra poco.
Scesero al piano terreno e furono accolti dalla famiglia che li accompagnò nel giardino, dove era stato allestito un banchetto con alcuni piatti con focaccine, bruschette al pomodoro, e quant'altro oltre a gradevoli bevande analcoliche e rinfrescanti.
Sabrina e Daniele, sorridendosi si scambiarono il cellulare, e anche i relativi numeri per restare in contatto.
Chiacchierando piacevolmente con gli altri ospiti, scoprirono che alcuni di essi avrebbero partecipato al loro stesso corso.
L'indomani mattina sarebbe iniziata la prima lezione...
Sabrina chiede informazioni sugli orari e dove fosse ubicata la sala eventi adibita al corso di cucina siciliana, per la durata dei tre giorni seguenti, oltre alle proposte di attività di svago presenti nei dintorni dell'agriturismo.
Salì nella sua camera per rinfrescarsi prima di andare a pranzo e chiamare i suoi genitori e le amiche per raccontare le prime impressioni.
Dopo aver tranquillizzato i genitori, chiama la sua amica Teresa.
- ciao Teresa, sono arrivata all'agriturismo e sono tutta intera!
- ciao Sabrina, finalmente, che bello sentirti. Il viaggio è andato bene, sei sopravvissuta alla paura dell'aereo?
- Ho dormito tutto il tempo. Però mi è successa una cosa strana al ritiro bagagli...
Le raccontò dell'incontro/scontro con Daniele e dello scambio dei cellulari e della strana coincidenza anche la stessa partecipazione al corso di cucina, nello stesso agriturismo.
- Ah però! E' davvero una strana coincidenza. E quant'è carino questa coincidenza?
- Ma daiiii, io neanche ci ho pensato. Comunque ammetto che è carino. Me lo ritrovo sempre intorno. Ci siamo anche scambiati il numero di cellulare per rimanere in contatto.
Mi da delle sensazioni positive, sai che le persone le sento a pelle.
-Mi fa piacere sapere che non sarai sola durante la vacanza, anche se so tu, ami la solitudine. Mi raccomando tienimi aggiornata. Chiamo io Rossana per darle notizie.
Sabrina, stava spogliandosi per andare a fare la doccia, quando squillò il cellulare.
- Ciao Sabrina, so che ci siamo appena salutati, e non vorrei essere invadente, volevo chiederti se non ti spiacerebbe mangiare insieme ai pasti. Siamo entrambi soli, così si potrebbe chiacchierare e conoscerci meglio.
-Va bene anche per me. Ho bisogno dei miei spazi, ma non mi piace mangiare da sola. Ci vediamo dopo, ora vado a fare una doccia.
Daniele chiuse la chiamata e immaginò per un attimo Sabrina che si spogliava per fare la doccia, ma subito smise di pensarci. Quella ragazza le piaceva!
Si ritrovarono nella saletta per il pranzo insieme agli altri ospiti. Daniele la stava aspettando.
Sabrina si accomodò al tavolo preparato per loro e attesero le portate. Essendo un agriturismo famigliare, non c'era il menù, venivano proposti giornalmente piatti tipici della cucina del luogo.
Mentre attendevano, iniziarono a fare conversazione del più e del meno, qualche battuta per rompere il ghiaccio.
Daniele s’informò sul lavoro di Sabrina e quello che faceva nel tempo libero a Milano.
Poi fu la volta di Sabrina che chiese qualcosa di Daniele, che rimase un po' sul vago quanto a informazioni personali.
Mentre stavano finendo di mangiare, uno degli ospiti si alzò per uscire dalla sala e passando vicino a loro, urtò il braccio di Daniele che stava sorseggiando il bicchiere di vino. Rovinosamente si versò sulla camicetta di Sabrina.
Sabrina guardò entrambi senza parole, ma i suoi occhi divennero gialli fiammeggianti d’ira, e dicevano tutto!
Improvvisamente fuori dalla finestra si vide il cielo annuvolarsi e diventare cupo come se stesse per fare un temporale.
Prontamente Daniele si avvicinò a Sabrina per cercare di tamponare la macchia, ma la camicetta era irrimediabilmente tinta di rosso.
Sabrina stava per alzarsi e correre in camera a toglierla per cercare di smacchiarla, ma la vicinanza di Daniele, stranamente riuscì a calmarla. Non se lo spiegava, ma quando le prendevano quegli attacchi d’ira, non riusciva a controllarsi.
Poi si alzò con calma, ringraziò Daniele per l'aiuto e salì in camera sua.
Irritata, si spogliò della camicetta che cercò di smacchiare. Mentre pensava che come inizio non c'era male. Da quando aveva conosciuto Daniele, non facevano che capitare incidenti.
Nel pomeriggio decise di fare una passeggiata nei dintorni, si fece prestare una bicicletta dai proprietari e si diresse verso il parco che circondava l'agriturismo.
Trovarsi immersa nella natura la distendeva, e si stava calmando. Si sentiva accogliere nella natura come se fosse il suo ambiente naturale. Tutto il resto scompariva.
Aveva bisogno di stare un po' da sola, mentre passeggiava guardandosi intorno, gli uccellini la seguivano, come succedeva sempre, non sapeva il perché ma gli animali si avvicinavano senza paura, come se fosse circondata da un alone che solo loro percepivano.
Si stava rilassando quando si sentì chiamare, era Daniele, che guarda caso aveva scelto anche lui di fare una passeggiata nei dintorni.
Non sapeva se esserne contenta o infastidita. Stava bene in sua compagnia, ma se lo ritrovava sempre ovunque andasse. Sembrava avere una calamita.
-ciao Daniele, avevo bisogno di stare un po' da sola e rilassarmi, specialmente dopo l'accaduto. Mi sono innervosita. Anche tu hai deciso di fare una passeggiata al parco o mi stavi seguendo? -
- è stato un caso credimi, anch'io ho pensato di visitare i dintorni e visto che c'era questo bel parco, ho iniziato a passeggiare, mi piace stare in mezzo alla natura. Poi da lontano ti ho visto e allora ho pensato che potevano passeggiare insieme. Domani inizierà il corso, sei pronta? -
-Certamente, io ho già frequentato la scuola alberghiera e so cucinare, gestisco un piccolo ristorante a Milano. Volevo solo sperimentare qualcosa di nuovo, e soprattutto avevo bisogno di qualche giorno di vacanza, per staccare un po' dalla routine. -
Il giorno seguente si presentarono nella sala allestita per il corso di cucina.
Lo chef, si presentò agli ospiti e propose loro il programma del corso con le ricette che avrebbero preparato utilizzando i prodotti del luogo.
Durante la lezione non solo pratica, spiegava anche la storia delle ricette che avrebbero preparato e la provenienza e qualità dei prodotti.
Il primo giorno prevedeva alcuni antipasti e preparazione di torte salate.
Il secondo giorno la preparazione di primi piatti della tradizione, con pasta fatta a mano.
Il terzo giorno era diviso in due sessioni, una il mattino e una il pomeriggio.
Il mattino i secondi piatti e il pomeriggio non potevano mancare i dolci, e alcuni consigli sui vini da abbinare. Era un breve corso ma completo.
Dopo le presentazioni e le spiegazioni sul programma iniziarono i lavori.
Sabrina seguiva attentamente e riusciva nella preparazione di quanto era spiegato senza difficoltà. Daniele purtroppo sembrava un cuoco pasticcione.
Sarà stata una sua passione, ma non aveva alcuna dimestichezza con le ricette più elaborate.
Il terzo giorno durante la preparazione di un piatto di carne, una fiammata un po' alta bruciò la mano di Sabrina. Lo chef e Daniele accorsero prontamente per spegnare il fuoco e soprattutto controllare la bruciatura di Sabrina, che era piuttosto estesa e dolorosa.
I gestori fornirono subito medicamenti per le scottature e garze ma Daniele preoccupato chiese in prestito un’auto per portarla al pronto soccorso.
Al pronto soccorso medicarono la bruciatura e diedero a Sabrina una pomata più efficace per la guarigione, da mettere tutti i giorni, tenendo la parte protetta con le garze, comunque sarebbero bastati pochi giorni.
Purtroppo Sabrina non poteva proseguire nella preparazione dei dolci nel pomeriggio, ma avrebbe partecipato ugualmente ascoltando e stando vicina a Daniele.
Durante la serata per la fine della sessione, tutti erano soddisfatti e quindi prepararono una festa per salutarsi e chiudere in bellezza il corso.
Sabrina era in camera sua, che si stava preparando per la festa che sarebbe stata a cena. Le faceva male la bruciatura, ma quello che le faceva più male, era il pensiero che i giorni volavano ed era stata così bene..... si stava affezionando a Daniele. Averlo sempre intorno, era arrivata a sentire che facesse parte di lei.
Cercò di farsi carina e di godersi i giorni che le restavano. L'indomani sarebbe stato il suo compleanno. Con Daniele si erano scambiati il numero di cellulare e quindi potevano sentirsi e magari rivedersi.
La festa a cena si svolse in allegria e Sabrina si era divertita e si sentiva bene, come non le succedeva da qualche tempo.
Certo che in tre giorni ne erano successe di cose.
Daniele le stava sempre accanto e la guardava intensamente negli occhi, sarà stata l'allegria della festa ma a volte erano talmente vicino che pareva volesse baciarla.
Dopo cena, uscirono sul portico a guardare le stelle, sembrava una notte magica. Chiacchierarono ancora un po' prima di andare a dormire.
- Domani sarà il mio compleanno, il corso è finito e vorrei visitare i dintorni prima di rientrare. Mi sono trovata bene qui.
- Se domani sarà il tuo compleanno, permettimi di trascorrere la giornata insieme e se non ti dispiace, mi farebbe piacere tenerti compagnia anche nei prossimi giorni prima di partire ognuno per il ritorno a casa.
Sabrina accettò con piacere, e nella notte piena di stelle anche i loro occhi brillarono, il cuore batteva forte e avvicinandosi si baciarono.
Sabrina quella notte dormì un sonno agitato, molti pensieri affollavano la sua mente. Era come se sentisse un cambiamento e un'agitazione di conflitti interiori che la tormentavano. Come se ci fosse qualcosa che non sapeva, ma sentiva che avrebbe cambiato la sua vita.
Il giorno dopo Sabrina si preparò per quella bella giornata. Tolse le garze per fare la medicazione alla bruciatura, non sentiva più dolore. La pelle della mano era perfettamente liscia e integra, la bruciatura era sparita. Non se lo aspettava così presto, ma non era sorpresa, fin da piccola se capitava che si facesse male guariva in fretta, cosa che non era normale per tutte le altre persone.
Quando fu pronta, ricordò il medaglione che le aveva dato la mamma, e lo indossò.
Scese a fare colazione con Daniele, e con piacere anche lui vide che la mano era perfettamente guarita, ma non fece domande.
-Mi fa piacere vedere che la tua mano sia già guarita. -
Notò il medaglione particolare.
-che bel medaglione sembra un gioiello antico. -
-è vero me l'ha donato mia madre per il mio compleanno, era di mio nonno, dice che è un portafortuna. -
-Anche secondo me un gioiello così, deve essere un portafortuna, se era di tuo nonno, racchiude l'energia di chi l'ha posseduto e ti proteggerà. Io so che da oggi qualcosa in te cambierà e che ti troverai a fare una scelta.
Sabrina ascoltò perplessa le parole di Daniele. Quelle parole pronunciate, come se sapesse qualcosa di cui lei non era a conoscenza.
I giorni passarono serenamente, Daniele e Sabrina si stavano innamorando, diventava sempre più difficile dover affrontare la separazione.
Vivevano quei giorni ogni minuto come se il presente fosse tutto ciò che avevano.
Daniele non era ancora riuscito a dire a Sabrina la verità su chi fosse in realtà e quale fosse la sua scelta.
L'ultimo giorno stavano passeggiando nel parco, mano nella mano, quando Daniele prese il coraggio e disse:
- Sabrina, questi giorni sono volati. Sono stato molto bene con te, e ora doverti lasciare mi sembra insopportabile. Devo anche spiegarti il vero motivo per il quale mi trovo qui, per il quale ci siamo incontrati. Non è stato un caso. Dovevo affiancarti e proteggerti. Dovevo dirti la tua verità, aiutarti a scegliere, ma non posso scegliere per te. La scelta decisiva sarà la tua. -
Sabrina ascoltò in silenzio attonita.
- non capisco cosa mi vuoi dire. Sono confusa Daniele. Anche per me questi giorni sono stati bellissimi. Ed è stato bello conoscerti. Non riesco a pensare di tornare alla mia vita senza di te. Ma di quale verità mi stai parlando? Perché dici che non è stato un caso incontrarci...che devo fare una scelta...
Daniele, prese le mani di Sabrina tra le sue, per calmarla.
. Sabrina ora ti spiegherò ogni cosa, ma devi ascoltarmi in silenzio senza interrompermi. Io sono un angelo, non sono umano. Sono stato inviato per affiancarti, affinché potrai gestire al meglio la tua scelta. Una scelta importante. Tu sei per metà angelo e per metà umana, ma in te scorre anche l'energia di un tuo antenato che era un angelo del male. Ecco perché quando ti arrabbi, hai un'energia molto forte con la quale potresti dominare gli elementi della natura. Ma in te c'è anche l'energia angelica di tuo nonno, quell'energia che ti permette la guarigione, non solo tua, ma anche di altre persone. Sì tuo nonno era un angelo, che si è innamorato di tua nonna che era umana. Non è possibile, ma evidentemente è stata fatta un'eccezione. Lui ha accettato di diventare umano per amore e ha rinunciato ai suoi poteri e all'immortalità.
Non hai molto tempo Sabrina, prima che le tue energie entrino in conflitto in una guerra interiore fino allo sfinimento, dove vincerà quella che prevarrà, devi scegliere tu a cosa rinunciare con il cuore dovrai respingere l'altra corrente.
Io non credevo potesse accadere, mi sono innamorato di te. Ma il mio compito qui è finito. Dovrò tornare da dove vengo e mi sarà affidato un altro compito. -
Sabrina tremava e piangeva non riusciva a credere a quello che aveva detto Daniele, non poteva credere che fosse tutto finito. Non poteva affrontare una scelta così importante da sola. Era triste e arrabbiata allo stesso tempo e il cielo iniziava a riempirsi di nuvole e diventare sempre più nero, mentre grosse gocce di pioggia si mescolavano alle sue lacrime.
Daniele comprendeva, e con tutto il suo amore e la sua energia angelica, in silenzio la abbracciò stretta, finché Sabrina cominciò a calmarsi e la baciò per l'ultima volta.
Sabrina era sconvolta tutto le sembrava così irreale.
- I miei genitori sapevano. Perché non mi hanno detto nulla?
- Non potevano intervenire rischiando di influenzare la tua scelta. Purtroppo è l'energia che hai dentro che svela la tua natura. E' un passaggio di rito, non possono fare nulla. Solo accettare e sperare per il meglio, perché sei la loro figlia e ti amano incondizionatamente. -
- Sabrina ho un regalo per te, un regalo d'addio che ti farà sentire che ti sarò sempre vicino. -
Estrasse dalla tasca della giacca una scatolina e gliela porse.
Sabrina la aprì, conteneva una catenina con un ciondolo che rappresentava un angelo.
Daniele gliela fece indossare.
- Tienila sempre con te, se avrai bisogno di aiuto basta che sfiori il ciondolo ed io ti sentirò. -
Sabrina era scossa dai singhiozzi non se ne faceva una ragione, non voleva accettarlo. Ma non poteva fare nulla, doveva rassegnarsi.
Rientrarono in silenzio mano nella mano. Non c'erano più parole. Solo dolore.
Sabrina salì nella sua camera a prepararsi per la cena, invece si buttò sul letto, ancora lacrime. Non le importava di nulla, né della scelta, né di quello che avrebbe fatto nella sua vita. Ma quale vita. Non poteva più immaginare una vita senza Daniele.
Quando si fu calmata, fece una doccia e si preparò. Si fece carina, voleva che Daniele la ricordasse così, non come un salice piangente.
Prima di cena, Daniele parlò con i proprietari chiedendo di preparare una torta a sorpresa per il compleanno di Sabrina. Dato che era l'ultimo giorno di vacanza, come usavano fare una volta la settimana, prenotavano un pianista e cantante per fare un po' di musica.
Era tutto perfetto. Un ultimo giorno meraviglioso da ricordare come una festa e non come un addio.
Durante la cena fecero conversazione senza parlare di loro, evitando il tasto doloroso per entrambi.
Alla fine della cena a sorpresa portarono in sala una meravigliosa e gigantesca torta di crema e frutti di bosco, mentre il pianista stava suonando rendendo il locale festoso.
Intonarono una canzone di auguri per il compleanno di Sabrina, terminando con uno scroscio di applausi.
Sabrina si sentiva bene le gote arrossate e gli occhi lucidi. Abbracciò stretto Daniele, intuendo che avesse organizzato la festa e gli sussurrò all'orecchio: - Sei veramente un angelo! -
Gustarono la torta e ballarono abbracciati in silenzio, come se durante quel ballo il tempo si fosse fermato. Non c'era spazio per le parole, ma le emozioni dicevano molto di più.
Prima di ritirarsi per la notte, Daniele le disse che l'indomani mattina l'avrebbe accompagnata in aeroporto e non l'avrebbe lasciata fino al momento in cui sarebbe salita sull'aereo.
Sabrina con una tristezza negli occhi disse: va bene Daniele, lasciarti e non vederti mai più è insopportabile, come vuoi tu.
Salita in camera si mise a fare il bagaglio con gli occhi arrossati. Sembrava che le lacrime non volessero più arrestarsi, si sentiva una fontana.
Quando si mise a letto, ovviamente non riuscì a prendere sonno. Mille pensieri e le parole di Daniele, le frullavano nella testa. La festa d'addio era stata bellissima e romantica.
L'ultimo pensiero... ma perché doveva finire così, ...perché doveva sopportare questo destino. Dalla rabbia che provava, non si sentiva certo molto angelica. Forse avrebbe prevalso la parte malvagia che c'era in lei.
Senza rendersene conto...si addormentò.
E venne il mattino, le prime luci dell'alba la svegliarono, era tutto pronto, tranne lei.
Scese a fare colazione e Daniele la stava già attendendo, sempre bellissimo con quell'alone di serenità che lo circondava. Sembrava con il cuore in pace.
Invece Daniele per quanto fosse un Angelo aveva il cuore in tumulto. Aveva pregato tutta la notte per trovare la pace nel cuore e l'accettazione di dover perdere Sabrina per sempre. Ma l'amore per il Padre Celeste e la scelta di aiutare ogni essere vivente era il suo compito.
Quindi presero la navetta che li avrebbe accompagnati all'aeroporto. Daniele la scortò portandole il bagaglio per le pratiche d'imbarco.
Prima di lasciarla le diede un ultimo saluto:
-Sabrina, sono stato felice e onorato di averti conosciuto e affiancato per aiutarti nella tua scelta e spero ascolterai il bene che hai dentro.
Come ti ho detto se avrai bisogno di aiuto, tocca il ciondolo dell’angelo ed io ti sentirò.
Ora guarda le ali dell'angelo sono chiuse. Quando le vedrai aperte, saprai che sono tornato alla casa del Padre Celeste. -
Sabrina lo ascoltava, le lacrime scendevano silenziose.
Si abbracciarono per l'ultima volta. Sabrina si voltò e si diresse verso l'imbarco.
Daniele, la osservò fino a che scomparve dalla sua vista e pensò con dispiacere nel cuore...addio Sabrina!
Sabrina arrivò all'aeroporto di Milano, suo padre era ad attenderla.
La scrutò oltre l'apparenza ma lesse la tristezza che aveva dentro.
Durante il tragitto per il rientro a casa, le chiese se era stata bene durante la vacanza, se aveva viaggiato bene in aereo, conosciuto delle persone. Insomma cercava di fare conversazione.
A casa la attendeva la madre in ansia e la abbracciò forte. La mamma sapeva già tutto. Era a conoscenza del segreto di famiglia, che alla fine avrebbero dovuto affrontare.
Lei non aveva ereditato sangue angelico nelle vene, ma aveva il dono di leggere quello che le persone avevano nel cuore, e soprattutto sua figlia.
Alla fine Sabrina esplose tirando fuori tutto quello che aveva dentro. Dell'incontro con Daniele, che era un angelo... e che aveva dovuto sapere da lui della sua scelta... e che non si sarebbero mai più rivisti... e che le lo amava come non pensava, avrebbe mai più amato più nessuno.
Era arrabbiata con il mondo intero per quel destino a lei riservato e forse avrebbe fatto la scelta sbagliata.
I genitori comprensivi la lasciarono sfogare e la abbracciarono insieme, non potevano intervenire se non starle vicino accettando insieme a lei il suo destino.
Daniele pagò il conto all'agriturismo e salutò i proprietari, avvisandoli che sarebbe partito all'alba.
Durante le prime luci del mattino, nella pace della natura che si sta risvegliando, rivolse le sue preghiere al Padre e nella luce intensa del suo amore, lo accolse e tornò alla Casa Celeste.
Al mattino Sabrina si svegliò, una volta a casa e in famiglia si sentiva un po' meglio. Forse l'amore incondizionato dei suoi genitori. Una strana sensazione di pace e serenità la invadeva, quasi come se avesse solo sognato tutto.
Si guardò allo specchio, il viso luminoso, gli occhi splendenti. Notò la collanina che le aveva regalato Daniele, il ciondolo con l'angelo, aveva aperto le ali!
Si rattristò, ma non provò dolore come se una sorta di sedativo le fosse stato somministrato per non soffrire. Il suo ultimo pensiero...addio Daniele, ti amo con tutto il cuore!
Tornò al lavoro e alle sue amiche, che naturalmente vollero sapere tutto. Notarono un velo di tristezza e compresero che probabilmente lei e Daniele non si erano lasciati bene. Raccontò loro del corso e della vacanza, ma omise ovviamente la parte dell'angelo e della scelta che doveva fare con se stessa.
I giorni passavano tutti uguali, aveva aggiunto al menù le nuove pietanze sperimentate al corso che davano un tocco di novità e originalità.
Non aveva dimenticato Daniele, e mai avrebbe potuto dimenticarlo ma aveva smesso di piangere. Ogni tanto osservava l'angelo appeso alla catenina nella speranza di un segno, che le dicesse di poterlo rivedere. Ma Daniele le aveva spiegato bene, non poteva tornare, anche lui aveva fatto la sua scelta e aveva una missione. Lei era stata una delle tante sue missioni.
Mentre lei ancora era confusa e non riusciva a prendere una decisione, su chi o cosa volesse essere. A quale forza appartenere. Purtroppo sentiva prevalere la parte malvagia.
Un giorno, durante la preparazione dei piatti che avrebbero servito di lì a poco per il pranzo, si avvicinò Teresa, mentre Rossana poco lontana origliava:
- Sabrina, fuori c'è un cliente che dice di aver sentito parlare delle nostre specialità, ma ha chiesto stranamente di te, se puoi servirlo tu.
Sabrina la guardò stranita, ma i clienti si devono accontentare, e poi non pensava che il loro locale fosse così famoso addirittura da fare il suo nome.
Quindi incuriosita, uscì con il menù e si avviò al tavolo che si trovava all'esterno, verso l'angolo...e lo vide...
Daniele circondato della sua energia che lei percepiva subito, l'avrebbe riconosciuto sempre anche senza vederlo in volto.
Daniele era lì....Daniele era tornato....
Era tornato davvero?
Forse era tornato solo per sapere se aveva fatto la sua scelta, del resto lui era un angelo e voleva solo sapere se tutto era andato bene.
Il cuore le batteva nel petto, le gote arrossate, gli occhi lucidi, un'emozione indescrivibile.
Sabrina si avvicinò e lo guardò negli occhi.
- Daniele, disse titubante, sei tornato?
Daniele disse solo...
- Sabrina io ho rinunciato...alle mie ali...per amore. E tu, hai fatto la tua scelta?
Sabrina lo guardò stupita, emozionata e felice. Daniele la amava al punto di rinunciare alla sua parte angelica, di rinunciare all'immortalità per l'amore che provava per lei.
Daniele le rifece la domanda, Sabrina, hai fatto la tua scelta?
Sabrina rispose:
-Rinuncio! -
-Rinuncio alla mia parte malvagia e abbraccio con gioia tutto l'amore che ho dentro da donare a te!

FINE








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