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lavoro pubblicato martedì 30 maggio 2017
ultima lettura lunedì 25 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Gli ultimi dieci giorni

di OrazioAshlee. Letto 276 volte. Dallo scaffale Fantascienza

  Loro naturamente non potevano saperlo, ma i primi indizi si mostrarono dieci giorni prima.Al decimo giorno tutti i bambini -- tutti -- nel corso della giornata, e ognuno a suo tempo (spesso senza alcuno che potesse sentirli), recitarono a voce a...

Loro naturamente non potevano saperlo, ma i primi indizi si mostrarono dieci giorni prima.

Al decimo giorno tutti i bambini -- tutti -- nel corso della giornata, e ognuno a suo tempo (spesso senza alcuno che potesse sentirli), recitarono a voce alta una filastrocca. Era la filastrocca del vecchio Ivan che va nel bosco a fare legna. La maggior parte dei bambini non l'aveva mai sentita, ma tutti la ripeterono senza errori.

Al nono giorno il cielo diurno fu solcato da scie luminose di cui nessuno comprendeva la natura e l'origine. E nessuno, naturalmente, metteva ancora in relazione le scie con la filastrocca che i bambini avevano recitato il giorno prima. Era ancora troppo presto per vedere tutte le cose in un quadro coerente.

All'ottavo giorno tutte le cagne incinte partorirono, e naturalmente la maggior parte dei feti, prematuri com'erano, perì. Questo accadimento fu notato e suscitò grande sensazione. Negli strati più profondi della mente della gente iniziavano a formarsi domande che mai nessuno si era posto.

Al settimo giorno furono i grembi delle donne a sgravarsi tutti insieme. E anche in questo caso alcuni feti, pochi, sopravvissero, mentre altri perirono. Molte persone iniziarono a leggere l'Apocalisse, ma ciò non li aiutava a capire.

Al sesto giorno il riposo della notte fu funestato da fameliche zanzare. Ed era il mese di Febbraio, e non si erano mai viste zanzare in Febbraio. Né si comprendeva come potessero introdursi nelle abitazioni, visto che il freddo faceva tenere chiuse le finestre.

Al quinto giorno comparvero le piaghe. Non tutti le avevano, e non si capiva con che criterio fossero state distribuite. Molti che avevano fama di giusto avevano le piaghe, dolorose e purulente. Molti che avevano fama di depravato non le avevano. Vi era chi diceva che l'infezione non conosce giusto e ingiusto e colpisce a caso. Vi era chi diceva che giusto e ingiusto erano distinzioni oziose quando la fine era vicina.


Al quarto giorno venne l'Angelo, ma solo pochi poterono vederlo. Gli fu chiesto: chi potrà salvarsi? Ma l'Angelo non rispose e si limitò a sorridere. Non era venuto a seminare false speranze. In realtà non si sapeva perché fosse venuto.

Al terzo giorno le acque del mare si levarono alte come le montagne. Non si rovesciarono funeste sulla terra, e dopo un po' tornarono al livello usuale senza sommergere nessuno. Ma il loro rombo quando si sollevarono o si abbassarono era stato terrificante. "Ecco la voce di Dio", aveva detto qualcuno, "ecco la voce dell'ira di Dio".

Al secondo giorno non accadde niente. La gente rimase tutto il tempo ad attendere un segno. Alcuni erano rassegnati, e il grado di prostrazione del loro spirito era tale che non si sarebbero riscossi neanche se l'Angelo fosse tornato di nuovo con un messaggio personale per loro.

Al primo giorno ci si accorse che il tempo era scorso al contrario e che quella non era la fine ma l'inizio di tutto. E quando qualcuno disse con voce sommessa eppure maestosa "Fiat Lux", tale era la confusione che nessuno seppe cosa fare. E le tenebre non si diradarono, lasciando tutto nel caos primigenio.





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