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lavoro pubblicato sabato 27 maggio 2017
ultima lettura lunedì 11 febbraio 2019

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Cronache delle terre di Aidrabmol - Capitolo 18

di Chyprill. Letto 331 volte. Dallo scaffale Fantasia

? CAPITOLO 18 ? 6 mesi prima Il ricevimento degli ambasciatori stranieri era l'evento più sfarzoso che si tenesse a palazzo durante l'anno. Il re teneva particolarmente ai rapporti con i regni limitrofi e cercava di tenerseli buoni per...

? CAPITOLO 18 ?




6 mesi prima


Il ricevimento degli ambasciatori stranieri era l'evento più sfarzoso che si tenesse a palazzo durante l'anno. Il re teneva particolarmente ai rapporti con i regni limitrofi e cercava di tenerseli buoni per scongiurare la possibilità di un nuovo periodo di guerre. Ambasciatori, nobiltà, alte cariche degli eserciti, ogni tipo di personalità facoltosa o degna di riconoscimento presenziava al gran ballo.

Quell'anno la festa si prospettava ancor più pomposa e solenne dato che durante il ricevimento si sarebbe tenuta la cerimonia di ufficializzazione del fidanzamento di sua altezza la principessa Azalea con il capitano delle guardie reali.

Il fidanzamento era il primo motivo di grande gioia ma dietro le quinte, atteso più dagli addetti ai lavori che non dal grande pubblico si celava una motivazione di trepidazione molto più politica e di grande rilievo.

Quell'anno per la prima volta dalla fine delle guerre al gran gala sarebbero stati presenti dei rappresentanti delle tribù del ovest.

Il sovrano li aveva fortemente voluti in quella particolare occasione per dimostrare al mondo che niente spaventava il grande regno di Aidrabmol e che anzi era pronto ad accogliere il suo peggior nemico a braccia aperte.

Mentre ai piani bassi fervevano i preparativi e ogni elemento della servitù correva per far sì che tutto fosse perfetto ai piani alti nelle stanze dei reali ognuno si preparava nella maniera che gli si confaceva.

Sia la regina che la principessa avevano provveduto alla toeletta con le loro dame e si apprestavano ad indossare i loro abiti e i gioielli da cerimonia.

Azalea fremeva nel suo corpetto mentre le cameriere le ballavano intorno, lo sguardo raggiante e la risatina facile celavano il segreto di ciò che era successo poche ore prima mentre le donne ignare non sospettavano nulla.

La grande sala da ballo era gremita da ogni personalità esistente nel regno

La grande sala da ballo era decorata a festa, miriadi di fiori incorniciavano il colonnato della grande sezione centrale il cui marmoreo pavimento rifulgeva dopo la lucidatura.

Il capitano delle guardie quella sera aveva delegato i suoi compiti al suo secondo dato che lui stesso sarebbe stato un ospite d’onore dell’evento. Per la serata, data l’importanza, era richiesto per lui indossare l’alta uniforme che portava con una tale eleganza da sembrare già nobile di nascita.

Quando l’ora d’inizio si avvicinava i vari ospiti si erano già affollati nel giardini affacciati all’ingresso e quando i valletti anch’essi in livrea da festa, aprirono finalmente le grandi porte una folla vociante si riversò nei corridoi del palazzo.

Quando la riunione degli ambasciatori finì la sala era già gremita di gente in attesa dell’arrivo dei regnanti.

Dalla grande scalinata curva che dominava il fondo della stanza iniziarono a scendere ad uno a uno i vari notabili e infine il re accompagnato dal suo pupillo nonché futuro genero.

La regina e la principessa erano attese subito dopo ma come di consueto la loro venuta era ritardata.

Quando finalmente le due si affacciarono alla balconata i due uomini si posero ai piedi della scala, ognuno dal lato della propria metà e una volta giunte porsero loro il braccio così da poter essere scortate fra gli ospiti.

Azalea era raggiante nel suo abito e bella come non mai sotto braccio al suo fidanzato a cui da solo poche ore si sentiva davvero legata.

Presto il re si avvicinò alla coppia e lì condusse a fare la conoscenza dei vari casati.

Molti di essi erano già noti ma come già si era detto quella sera vi era una rappresentanza molto speciale proveniente da ovest.

Questi si riconoscevano facilmente dagli altri, i loro costumi, il loro aspetto, perfino le loro movenze non lasciavano dubbi sulla loro origine.

Il re, la principessa e il capitano delle guardie arrivarono da costoro che senza indugio chinarono il capo in segno di riverenza.

Si trattava di due uomini, padre e figlio entrambi molto alti. Il padre portava i capelli raccolti in una coda fermata in un nastro di raso nero, il figlio corti ma con un ciuffo leggero che gli pendeva da un lato. Entrambi erano biondi a tal punto da sembrare canuti.

<Benvenuti a Onalim messeri! Sono lieto che abbiate deciso di accettare il nostro invito a corte>

<Maestà, noi siamo onorati di aver ricevuto il Vostro invito e ben felici di visitare una capitale così rigogliosa e ben curata>

<Suvvia, è il minimo che cerchi di mantenere l’ordine almeno fin dove arriva il mio sguardo!>

<Sicuramente però sarà così anche nel resto del regno>

Mentre lo scambio di complimenti e facezie tra il sovrano e lo straniero proseguivano Azalea stringeva fiera il braccio di Eric ma con lo sguardo indugiava sul figlio dell’uomo del ovest.

Quei capelli biondi, il viso di porcellana e il lungo corpo affusolato avevano in lei una presa magnetica.

< E dunque lasciate che Vi presenti mia figlia e il suo futuro marito>

Detto ciò il re lasciò spazio ai due.

<Onorata di fare la Vostra conoscenza vossignorie>

<Non meritiamo tutta questa riverenza altezza, ma lasciate che anch’io presenti mio figlio…>

<Dite pure messere, come vi chiamate?>

Il ragazzo biondo scosse i fini capelli e incrociando lo sguardo con quello di Eric che gli aveva posto la domanda rispose.

<Patrick signore, onorato>

<Onore mio, ser Patrick e voi signore…?>

<Il mio nome è Jurg ed il vostro ser comandante?>

<ah, che maleducazione, ho chiesto i vostri nomi ma io per primo non mi sono presentato…il mio nome è Eric signore>

<Che bel nome avete! Sapete il vostro è un nome molto diffuso nelle nostre terre!>

<Non ne avevo idea e comunque vi ringrazio per l’apprezzamento anche se invero non è certo un mio merito avere questo nome>

<No di certo ma ciò non toglie che il nome che si porta dica molto di noi e noi a nostra volta ci rispecchiamo in esso>

Eric guardò perplesso l’uomo dell’ovest e non sapendo come rispondere si affrettò a salutare con la scusa di non aver ancora finito il giro dei saluti.

Lasciò il re a conversare con i due e lui si allontanò con Azalea scrutando con la coda dell’occhio la situazione.

L’uomo fece lo stesso, mentre il re parlava lui con lo sguardo seguiva il percorso della coppia senza tentare minimamente di celare il suo interesse per il capitano delle guardie.



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