ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.129 ewriters e abbiamo pubblicato 72.179 lavori, che sono stati letti 45.492.989 volte e commentati 54.552 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 19 maggio 2017
ultima lettura domenica 15 ottobre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Per sempre inverno (nona parte)

di dariop. Letto 130 volte. Dallo scaffale Fantasia

La verità che si cela dietro quel gelido mondo viene svelata e il motivo per cui Elena ha voluto raggiungerlo,eppure molti tasselli sembrano non trovare posto.Cos'altro si nasconde sotto la neve?....

Di tutta quella vicenda surreale,il ricordo più vivido è certamente io ed Elena abbracciate in un grande giaciglio di un ancor più grande casa nera.Rotolavamo,lasciando che i nostri corpi si fondessero mentre i baci e le carezze dipingevano espressioni soddisfatte sui nostri volti.
<Così non va bene>,mi disse ad un tratto,allontanandosi da me.
Si era voltata su un fianco dandomi le spalle.
<Perdonami>,le dissi quasi sottovoce.Molti pensieri ferivano la mia mente già provata da quel luogo indecifrabile.<Ti fanno uscire il sangue>,aveva detto Rosa Ricci,poteva essere quella frase una scusante per i miei sentimenti sbagliati?
<tu non c'entri>,replicò Elena.<Credevo di essermi liberata dall'inutilità delle emozioni,ma evidentemente mi sbagliavo>.
<Perdonami>,ripetei.Mi sentivo sciocca e confusa,ma che altro avrei potuto dire?
Fu allora che mi rivelò quanto sapeva di quel mondo in cui il Sole non tramontava mai e in cui la neve era una coperta eterna.Lei parlava e parlava ed io ascoltavo in silenzio,ma una parte di me avrebbe voluto riassaporare i suoi baci ed esplorare il suo corpo,ancora ed ancora.Una volta liberati dalle catene umane che altro resta se non puro istinto?

//In tempi assai remoti,un piccolo villaggio sorgeva al centro di un'immensa foresta.Era un villaggio fortunato,uno dei pochi in cui gli abitanti non soffrivano la fame.La foresta lo proteggeva dalle minacce esterne,ma quando il male nasce all'interno non c'è foresta che ti possa proteggere.
In una notte particolarmente afosa,la moglie del governatore del villaggio diede alla luce due gemelle,due splendide bambine.Le neonate divennero ben presto piccole fanciulle,amate e coccolate da tutti,sembrava che nulla potesse spezzare quell'idillio,ma come spesso accade la felicità ha vita breve.
Fu una strega a maledirle.Alcuni dicono perchè in quei tempi un parto gemellare presagiva disgrazie,ma il vero motivo si è perso tra le pieghe del tempo,tra le pagine dei racconti tramandati oralmente.
Terribili incendi presero a devastare il villaggio e in poco tempo anche la foresta non fu immune alla loro minaccia.Le gemelle furono assalite da una febbre terribile,con temperature che nessun essere umano avrebbe potuto sopportare.Fu chiaro da subito che tra gli incendi e la febbre c'era un legame.
Il fuoco divampava cibandosi di cose,bestie e persone.La febbre demoniaca devastava i corpi delle bambine.Alcuni tentarono perfino di ucciderle nella speranza di spezzare la maledizione,ma il padre le difese ogni volta.
In ogni tragedia arriva il giorno in cui anche l'ultima speranza viene spenta,come lo scherzo di un bambino che soffia per spegnere una candela.Fu proprio in quel giorno che arrivò uno straniero:magro oltre ogni dire,il corpo avvolto in una tunica lunga fino ai piedi,rossa come il sangue.
<Non affannatevi a chiamare dottori e maghi>,disse.<Non esiste alcun modo per spezzare la maledizione>.
Ecco che l'ultima fiammella era stata spenta.
<Tuttavia ciò che non può essere cancellato può essere sigillato,se sarete disposti a farlo>.
I pochi ancora in vita,tra i quali il governatore,ascoltarono ciò che lo straniero aveva da dire.Pensavano di non aver nulla da perdere,ma si sbagliavano.
Lo straniero rivelò che sulla collina che sorgeva ad est del villaggio si trovava una galleria.
<Dovrete portare le bambine in questa galleria>,li istruì il misterioso individuo.
<Una galleria?!>,sbottò il governatore.<Non permetterò mai che le mie figlie vivano come ratti>.
<Questa non è una galleria normale>,replicò lo straniero.<Si tratta del passaggio che conduce in altre dimensioni>.
Gli abitanti del villaggio erano piuttosto increduli,ma la disperazione è spesso più forte del dubbio.
<Si tratta di un passaggio dove il concetto di spazio-tempo è annullato>,spiegò lo straniero.
<Chi sei tu?>,volle sapere il governatore.
<La maledizione crescerà e crescerà,divorando il vostro mondo>,rivelò lo straniero.<Non importa chi sono io,ma ciò che farete voi>.
Gli abitanti del villaggio,con il governatore in prima linea,furono costretti ad una scelta terribile e alla fine le gemelle vennero sigillate,con la maledizione di cui erano portatrici.//

Elena si era zittita senza che quasi me ne accorgessi.Erano molte le domande che avrei voluto porle,ma quella che uscì dalla mia bocca fu per così dire inaspettata:
<Mi domando cosa avessero da perdere?>.
<Cosa?>.Sembrava che Elena non avesse capito la mia domanda.
<Mi domandavo cosa avessero da perdere!Cioè,non avevano scelta.Certo per i genitori non sarà stato facile dividersi dalle figlie>.
Osservai la splendida ragazza che mi stava accanto e non mi stupii più di tanto di vederla sorridere.Nulla poteva stupirti una volta conosciuto Elena.
<La vita eterna!>,mi disse.<Quelle gemelle avranno sofferto molto,ma in cambio hanno ottenuto la vita eterna>.
Ripensai alle bambine che avevo visto nell'altra stanza,o meglio a quello che restava.Era dunque questa l'immortalità che avevano ottenuto?L'immortalità a cui Elena stessa anelava?
La ragazza che aveva acceso i miei desideri avvicinò le labbra a un mio orecchio e mi sussurrò le seguenti parole:<Capisci il motivo che mi ha portato qui?>.
Annuii,capivo benissimo.
<Io ti ho detto quanto raccontano le storie antiche>,mi disse Elena.<Il resto puoi chiederlo a lui>.
L'uomo,che forse era un orso,se ne stava accanto all'ingresso,imponenente come una statua.Stringeva qualcosa tra le mani e appena mi accorsi che era cibo il mio stomaco si fece sentire.
<Maledizione>,si lamentò Elena.<Ho una fame tremenda>.
Se il posto in cui ci trovavamo era davvero una sorta di tunnel in cui il tempo era congelato,non riuscivo a spiegarmi quei bisogni fisiologici.Avevamo ottenuto l'immortalità o era tutto un inganno?
<Così non va bene>,disse colei che forse si chiamava veramente Elena.Non era la prima volta che pronunciava quelle parole.
Quel maledetto orso aveva molto da spiegare e,per gli dei,me lo sarei fatto spiegare a tutti i costi.


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: