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lavoro pubblicato venerdì 19 maggio 2017
ultima lettura venerdì 15 dicembre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La chiave dei sogni 34

di Thenight. Letto 106 volte. Dallo scaffale Fantasia

Quella battaglia, seppur di poco, fu una vittoria. Nello stesso giorno gli emissari di Sefalia si inchinarono a loro e alle torri della città furono appesi i vessilli di Alice. Sempre quel giorno Sara si mise in viaggio: avrebbe voluto lavarsi v.......

Quella battaglia, seppur di poco, fu una vittoria. Nello stesso giorno gli emissari di Sefalia si inchinarono a loro e alle torri della città furono appesi i vessilli di Alice. Sempre quel giorno Sara si mise in viaggio: avrebbe voluto lavarsi via il sangue e indossare un vestito pulito per poi correre tra le strade ridendo e cantando con gli altri soldati, invece le fu ordinato di rimanere così com'era e montare in sella e tornare a Palazzo Verde. Non era da sola. Ma si sentì come se lo fosse stata. Fer infatti sarebbe rimasto a Sefalia. Il metamorfo venne da lei quando era già in sella. L'aiutò a stringere al punto giusto i finimenti del cavallo e poggiò una mano sul suo braccio, dicendo imbarazzato: "Beh, direi che possiamo salutarci qui". Sara non pianse, ma i suoi occhi brillavano un pochino mentre annuiva. Fer continuò: "Sembra che tu debba cavartela da sola, d'ora in avanti. E' difficile, ma s'impara". Abbassò la voce: "Continua ciò che abbiamo iniziato". Sara lo interruppe: "Perché tieni così tanto a lei?". Non pronunciarono il suo nome, ma entrambi sapevano che si trattava di Layaly. Fer s'incupì e rispose con un'altra domanda: "Cos'é che può spingere una persona a fare qualsiasi cosa pur di salvaguardarne un'altra?". Poco più in là il convoglio diretto a Nord iniziò a muoversi, Sara fu lieta di ciò e disse bruscamente: "Addio, Fer", prima di lanciarsi al galoppo. Layaly era tenuta sotto stretto controllo, ma le sue condizioni erano talmente pietose che Sara dubitava di un qualsiasi tentativo di ribellione. Oltre a lei c'era un altro prigioniero: un uomo alto e magro, con la faccia nascosta da un grande cappuccio, che non emise una sillaba per tutto il viaggio. Sara ebbe sempre cura di cavalcare per prima, per non doverli vedere. Non piangeva e non parlava, si sentiva a pezzi e basta. Il vento del Nord sulla sua faccia e l'andatura vivace del suo cavallo erano le uniche cose che per lei in quel momento contavano. Dopo tre settimane raggiunsero Palazzo Verde. Si presentarono subito da Alice. La regina era diventata magrissima e la sua pelle aveva preso un colorito diafano, ma i suoi grandi occhi grigi scintillavano in modo inquietante. Alice non era mai stata una persona dall'aspetto rassicurante, o quanto meno normale, ma adesso il suo lato sovrannaturale era anche più accentuato. La regina guardò senza emozione Layaly esanime e fece cenno che la portassero via. Sara voleva controllare dove, ma l'uomo incappucciato prese la sua attenzione. Egli fece un profondo inchino verso Alice e si tolse il cappuccio. Quando lo vide in faccia, Sara sentì le sue cicatrici bruciare e la paura si impadronì di lei: davanti ad Alice si stava inchinando il Capo del Consiglio. "Tu" rilevò, incerta. Lui la fissò impassibile. Alice parlò con calma: "Veturius, un tempo Capo del Consiglio Reale, mi ha reso un immenso servizio: ha ucciso il Re Senza Nome, ponendo fine alla sua tirannia e al sanguinoso conflitto che devastava il mio regno". Sara era senza parole: "Il Re Senza Nome? Era appena un bambino". "Con una corona in testa, perciò da eliminare" rispose Alice "Non potevo rischiare che crescesse e rivendicasse il mio trono". "Quel che vuoi dire è che non intendi punire lui" disse Sara, senza fiato. Sperò di aver sentito male, ma la regina annuì. "Lasciando stare il Re Senza Nome, non puoi lasciare impunito Veturius" ribatté Sara, lasciandosi prendere dal panico. "Non posso?" chiese Alice con un filo di sarcasmo. Sara sentiva gli sguardi derisori delle persone su di lei, ma continuò imperterrita: "Lascia stare che ha ucciso un bambino indifeso, lascia stare che ha tradito chi aveva giurato di servire... Ma se non vuoi punirlo per questo, fallo per me e gli altri Dotati: lui ci ha resi schiavi, marchiato, torturato e uccisi. Come puoi salvare un uomo simile?". Si fermò senza fiato e si guardò intorno: vide uno scintillio negli occhi di tutti, che fu subito spento da Alice. La regina ristabilì l'ordine alzando appena una mano e disse: "Sono conscia di ciò che ti è successo. La mia decisione però è questa e non ho intenzione di cambiarla. Puoi andare". Allora Sara seppe che quella battaglia l'aveva persa. Ma ce n'era un'altra che poteva ancora vincere... "Layaly" disse con aria di sfida, ma solo per nascondere il senso di sconfitta. "Voglio sapere cosa le farai" disse con decisione. Alice sembrò infastidita e rispose seccamente: "Nelle celle sotterranee, dove merita di stare", poi uno scintillio maligno illuminò i suoi occhi "Domani puoi andare a parlarle. So quanto ti piaccia farti male da sola". Sara chinò il capo e uscì dalla Sala del Trono, trattenendosi a stento dal correre.



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