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lavoro pubblicato martedì 16 maggio 2017
ultima lettura mercoledì 18 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Occhi di ghiaccio capitolo 3

di mowui. Letto 332 volte. Dallo scaffale Gialli

“Papà per che ora arrivi? Fammelo sapere in anticipo così posso venire a prenderti in orario!” “papà mi senti?? Non ti sento bene” “Berry, vieni per le 4 del pomeriggio puntuale, ti aspetto davanti a...

“Papà per che ora arrivi? Fammelo sapere in anticipo così posso venire a prenderti in orario!”

“papà mi senti?? Non ti sento bene”

“Berry, vieni per le 4 del pomeriggio puntuale, ti aspetto davanti alla statua che si trova all’ingresso dell’aeroporto”

“Si papà sarà fatto a dopo!”

Domenica. Una bella domenica nuvolosa, le previsioni cambiano sempre e non ce mai certezza sul tempo qui a Westfild.

Feci colazione e andai a far la spesa, poi iniziai a dirigermi verso l’autostrada per raggiungere l’aeroporto.

Avevo chiesto a Fred se mi faceva compagnia durante il tragitto ma niente non rispondeva, probabilmente dormiva o era troppo pigro per alzarsi e rispondere.

Guidavano tutti come pazzi, ma che ha la gente la domenica? Tanto non avevo fretta, mi sarei fatto uno spuntino al primo fast food che trovavo in aeroporto e poi mi sarei comprato una di quelle riviste d’auto per passare il tempo.

Mentre guidavo pensavo a quello che dovevo fare questo lunedì in ufficio, il weekend era passato così in fretta, e la mia voglia di ritornare in ufficio era pari a zero.

Mentre percorrevo la strada per l’aeroporto iniziavo a scorgere in celo aerei che arrivavano e che se ne andavano, ero quasi arrivato. Un’ora di viaggio era passata così velocemente.

Dunque fast food nelle vicinanze… zero, ma che razza di aeroporto è, non ci sono fast food! Alla fine presi un tramezzino.

Mentre ero seduto su una sedia mezza rotta, iniziai a gustarmi il tramezzino quando vidi in lontananza la ragazza del chiosco.

Quella è la ragazza del chiosco!!! Mi alzai e iniziai a correre per raggiungerla, ma cosa ci faceva qui? Che strana coincidenza direi.

Era di fretta e correva, cavolo facevo fatica a stargli dietro.

Appena mi vide aumentò il passo per poi nascondersi, niente l’avevo persa, non la trovavo più.

Suonò il cellulare. “Berry! Dove sei ti avevo detto puntuale! Lo sai che odio aspettare nei luoghi affollati”

“Si papà sono qui ho avuto un contrattempo, arrivo”

Tornammo a casa e cenammo insieme.

“Allora papà come va con il lavoro?”

“Va bene figliolo, tutto normale, domani probabilmente andrò a trovare la mamma al cimitero per salutarla… Vuoi venire con me”

“No papà, da quando non c’è più è tutto così difficile, Fred cerca di coinvolgermi nelle sue uscite ma tante volte con scarsi risultati”

“Tranquillo Berry prima o poi passerà, adesso andiamo a dormire è stata una giornata faticosa e lo sarà ancor di più domani”

“Si papà mettiti pure sul divano che ti porto una coperta”

Il giorno seguente mi svegliai presto, non avevo neanche molta fame, di solito la colazione è un pasto che non si deve saltare mai ma…al diavolo.

Accesi la televisione senza disturbare mio papà e la fissai per quasi mezz’ora.

Fuori pioveva il che non aiutava, per andare in ufficio sarei dovuto ripassare da Sanstend… Non volevo ripassarci, soprattutto dopo quello che avevo sentito al telegiornale e dopo quello che mi era successo.

Nel frattempo si alzo mio padre, era piuttosto sconvolto.

“Papà qualcosa mi dice che ti sei fatto una bella dormita eh?”

“haha figliolo ho fatto sogni molto strani…”

“Che tipo di sogni papà?”

“Berry ho sognato di essere nell’area di servizio di Sanstend era quasi sera, stava per arrivare un brutto temporale e l’aria di servizio era interamente coperta di nebbia, fitta nebbia, ad un certo punto arrivò un ragazzo, ma ero troppo lontano per vedere chi fosse, il ragazzo si fermò con l’auto ed entrò nel negozio. Il problema che nella mia macchina giaceva in fin di vita il proprietario del negozio dell’aria di servizio! E poi nulla la televisione mi ha svegliato. Che strano è! Haha la testa fa brutti scherzi, per fortuna era solo un sogno.”

“…Papà, non ti ricordi nient’altro?”

“Berry, perché sei così preoccupato? è solamente un sogno, tranquillo. Ora preparati che ti porto all’lavoro e ti vengo a riprendere per le sette di sera.”

Non risposi e andai subito a fare una doccia, non potevo dirgli che la cosa che aveva sognato questa notte era accaduta veramente due giorni fa… Si sarebbe preso un colpo! Tentai di far finta di niente.

In tutto il tratto di strada rimasi a bocca chiusa con lo sguardo rivolto verso il finestrino, guidava mio padre, dopo avermi portato in ufficio sarebbe andato al cimitero a trovare la mamma.

Mentre passavamo da Sanstend mio padre iniziò a guardare verso l’area di servizio…

“Berry, ormai sono anni che non passavo di qua ma ti posso giurare che questo posto è identico al sogno che ho fatto”

“Si papà, lo so… infatti la storia che mi hai raccontato è molto simile a quella che è successa due giorni fa… “

“Figliolo questa è proprio una stranissima coincidenza, probabilmente avrò sentito la notizia senza farci caso e facendomi impressionare dalla vicenda accaduta l’avrò sognata”

“Probabile papà, ora accelera che sono in ritardo è non vorrei prendermi strigliate il lunedì mattina”

Scesi dalla macchina è mi avviai verso l’ufficio, avevo dimenticato l’ombrello in macchina e mi inzuppai tutti i vestiti, presi il mio solito caffè espresso e mi misi sulla mia scrivania. Cerano 27 messaggi da ascoltare nella segreteria e alle dieci e trenta avrei avuto un incontro con Edward Hert, un detective della polizia che aveva lavorato con il nostro team di avvocati molto tempo fa, un tipo molto estroverso che voleva parlarmi di alcune problematiche con un suo cliente, anche se non avevo esattamente capito cosa volesse dirmi veramente, era molto vago quando mi chiamò.

Mentre finivo il mio espresso guardai fuori dalla finestra incantato dal rumore della pioggia e pensavo… Pensavo sempre a quella ragazza, era bella alta con una corporatura longilinea e dei capelli neri molto lunghi ma soprattutto con due occhi penetranti che arrivavano quasi a toccarti l’anima.

“Scusi è permesso?” disse il signor Hert

“Signor Hert entri pure prego. Allora come sta’? Come mai era così urgente vedermi?”

“Bè… Berry ce un problema ma non riguarda un mio cliente, riguarda te!”

“Riguarda me? Edward devo preoccuparmi?”

“No Berry però se non risolviamo questa complicazione potrebbe peggiorare la situazione.”

“E che aspetti Edward dimmi cosa sta succedendo!!!”

“Vedi… riguarda tuo padre, è stato accusato di omicidio da una signora”

“Edward, spero tu stia scherzando! Com’è possibile? Mio padre era a New York per lavoro! E poi omicidio per che cosa?? Chi avrebbe dovuto uccidere e poi chi è questa signora?”

“Hai sentito al telegiornale della vicenda di Sanstend? Questa signora accusa tuo padre di aver ucciso il proprietario del negozio che si trova nell’area di servizio!”

“è impossibile Hert posso garantirti che questa accusa è errata!”

“Cercheremo di andare a fondo a questa situazione Berry ma non posso garantirti nulla, è molto complicata la questione”

Ad un certo punto l’enorme frastuono di un fulmine generò un blackout che durò quasi un’ora. Nel frattempo Edward era rimasto in ufficio con me il tempo non prometteva bene ed era meglio evitare di mettersi in auto.

Provai a chiamare mio padre ma non rispondeva ed iniziai a preoccuparmi…

Rimasi quasi due ore senza parlare, non sapevo proprio che dire, poi dopo che mio padre mi disse del sogno la mia mente era ancora più confusa.

Il signor Hert se ne andò e nell’ora di pausa chiamai Fred e gli chiesi di accompagnarmi al cimitero per andare da mio padre.

Fred arrivò e gli raccontai tutta la vicenda.

“Berry se hai bisogno d’aiuto sai che su di me puoi sempre contare”

“Grazie Fred sei un amico, ora cerchiamo mio padre, sono due ore che non mi risponde”

Non riuscivamo a trovarlo, mio papà era sparito!

Suonò il telefono, ed era mio padre.

“Papà ma che razza di fine hai fatto”

“Berry, scusami sono tornato a casa prima del temporale, ma non prendeva il cellulare”

“papà è successa una cosa molto grave e ne dobbiamo parlare prima possibile”

“Okkey Berry appena torni da lavoro ne riparliamo.”



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