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lavoro pubblicato martedì 16 maggio 2017
ultima lettura sabato 22 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Una storia come tante( parte seconda)

di Laura08. Letto 239 volte. Dallo scaffale Generico

Il suo primo giorno di lavoro Sara fu affiancata dalla vecchia segretaria dello studio che,dopo tanti anni, da lì a pochi giorni sarebbe andata in pensione.Si chiamava Maria e voleva prepararla bene per lavorare con i suoi "bimbi" come.....

Il suo primo giorno di lavoro Sara fu affiancata dalla vecchia segretaria dello studio che,dopo tanti anni, da lì a pochi giorni sarebbe andata in pensione.Si chiamava Maria e voleva prepararla bene per lavorare con i suoi "bimbi" come chiamava Alessio e gli altri due medici dello studio.

Proprio quel giorno conobbe Alessio.

Era un ragazzo alto,atletico, castano e con gli occhi di un colore nocciola particolarissimo.

Quando si presentò, Sara rimase improvvisamente senza fiato per circa un secondo.

La giornata finì senza particolari problemi.Dopo due settimane Sara era perfettamente a suo agio ed i medici dello studio erano pienamente soddisfatti.

Sara stessa si sentiva benissimo con loro perché erano fantastici ed l'avevano accolta con calore.

Era mercoledì quando rientrò a casa e per sbaglio ascoltò una conversazione tra Carla ed Edoardo.

Alessandro era un po' nervoso, in particolare quel giorno, forse per i primi parziali.

Sara lo aveva notato, ma sentiva che in realtà era altro che rendeva il ragazzo nervoso.

Così quando dopo cena si ritrovarono sul balcone dopo cena senza pensarci un secondo chiese ad Alessandro "Come si chiama? "

Il ragazzo sorpreso rispose"Chi? "

"La ragazza che ti rende così nervoso?"

Dopo un primo istante di silenzio Alessandro disse "Valentina, frequenta con noi,mora,con il visino dolce,ben messa, intelligente, estroversa...insomma perfetta"

Quante volte Sara aveva ascoltato quella descrizione e quante volte avrebbe voluto sentirsi definire perfetta da qualcuno.

Ciò che lo rendeva nervoso era che anche un altro ragazzo che lui conosceva bene aveva una cotta per lei ed era molto più intraprendente. Era geloso.

Fu allora mentre parlavano che a Sara arrivò un messaggio di Alessio.Sarebbero andati in un locale lì vicino e la invitava a prendere qualcosa con lui ed una coppia di amici.

Non sapeva perché ma il cuore iniziò a battere così forte che pensava si potesse sentire anche dall'esterno. Assunse la stessa espressione che aveva da quando era bambina e qualcosa l'agitava.

Gli rispose di sì e corse a prepararsi, aveva una quarantina di minuti.

Fece una doccia e poi iniziò a vestirsi

Indossò una maxi- pull bianca, delle calze coprenti nere ed un paio di stivali con un tacco di quelli grossi e non molto alti.

Tutto era un regalo della sorella per il lavoro.Gli stivali erano un compromesso raggiunto dopo molto.Come prime scarpe col tacco andavano più che bene, considerato il fatto che fino ad allora aveva indossato solo scarpe da tennis. Si truccò in maniera leggera come al solito ed indossò un lucidalabbra leggermente colorato per mettere in risalto la bocca una delle poche cose che le piacevano del suo corpo.

I capelli li fece leggermente mossi con la piastra come aveva visto fare da sua sorella.

Era pronta.Quando uscì salutò Carla promettendole di non fare troppo tardi e lei le fece i complimenti perché era tanto carina. Alessandro era lì pensieroso, non la guardò neppure.

Quando uscì Alessio era lì con i suoi amici.

Erano una coppia. Lei era una ragazza molto solare si chiamava Giorgia e lui, Alberto,era un collega d'universitá di Alessio.

Si sarebbero sposati l'anno seguente.

Andarono in un locale e fu una serata divertente.Giorgia ed Alberto se ne andarono prima.Sara ed Alessio rimasero lì e parlarono un po'.

Lui era pugliese e si era trasferito a Roma per studiare e poi era rimasto lì dapprima per la specializzazione e poi per lavori. Aveva avuto una storia di tre anni all'università e poi una di due i primi anni di specializzazione.

Sarà aveva poco da raccontare.

"Perché tu sei una cucciola ancora",scherzò lui....

La serata finì sotto casa di Sara. Lui la salutò con un bacio sulla guancia....

Quel venerdì Sara sarebbe tornata a casa,aveva bisogno di parlare con le sue amiche di sempre.



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