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lavoro pubblicato domenica 14 maggio 2017
ultima lettura lunedì 18 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Favole per amanti: La fanciulla e il rospo

di Annabel30Lovecraft. Letto 289 volte. Dallo scaffale Fiabe

C'era una volta, molto tempo fa, un luogo incantato e quasi fiabesco in cui regnava il silenzio e la pace interiore. I boschi erano fitti e popolati ...

C'era una volta, molto tempo fa,
un luogo incantato e quasi fiabesco in cui
regnava il silenzio e la pace interiore.
I boschi erano fitti e popolati da enormi orsi bruni,
bisce dai mille colori argentati e piccole fate
dalle ali color porpora.
Proprio al centro della selva, come in un palazzo incantato,
vi era situata una piccola bara di vetro in cui giaceva supina
una dolce ragazza dalle labbra color lampone.
Le sue mani, delicate e pallidissime, si lasciavano scivolare
lungo le curve del suo piccolo corpo, combaciando perfettamente
coi suoi fianchi stretti da bambina.
Il cinguettio dei pettirossi era incantevole e ipnotico,
proprio come i suoi occhi, di un azzurro cielo limpido e intenso.
Ad un tratto li spalancò, per poi sbadigliare con una grazia quasi impossibile,
portando una delle sue piccole mani davanti alla boccuccia fine e morbida.
Si guardò intorno, con un sorriso sornione.
Si tastò il ventre, sentendolo caldo come se fosse una piccola gattina davanti al focolare.
Quella mattina il sole era alto e splendido, e i suoi raggi
avevano oltrepassato le vesti leggere del suo abito bianco,
baciandola con un impeto del tutto casuale.
Gli uccellini la guardarono, sorridendole e sbattendo pian piano le ali.
-Buongiorno adorati! Che novità ci sono oggi? Non volete dirmi cosa faremo in questa giornata così splendida e soleggiata?- E rise, allungando le dita verso quei corpicini colorati e fragili.
In tutta risposta quelli le circondarono il capo come se fossero tante corone fatte di fiori multicolori, dimostrandole amore e gioia.
Uno di loro, il più piccolo, spalancò le ali e ruotò la testa dolcemente guardandola dritta negli occhi per poi rispondere:- Oggi abbiamo qualcosa di diverso, nostra adorata Ginevra! C'è un ospite che vorrebbe incontrarti, ma ha paura che tu possa allontanarlo. Pensa di non essere ben voluto, è convinto che il suo aspetto potrebbe spaventarti-
Si abbassò piano, raggiungendo il suo collo.
-Oh piccino, come sei dolce! Ti ho mai detto che ti voglio tanto bene? Voglio un gran bene a ciascuno di voi, nessuno escluso. Ho tanta nostalgia della mia vecchia vita, ma con voi mi trovo al sicuro, al riparo da ogni male. E dimmi, Farlocco, chi è costui che vorrebbe fare la mia conoscenza?-
Intervenne il capo dei pettirossi, parlando con affanno e sicurezza.
-Un rospo, signorina! Un rospo rugoso, verde e con grandi occhi sporgenti! Dovresti vedere come saltella da un ramo all'altro senza alcuna difficoltà e come gracida disturbando gli orsi e le fate più piccole!-
La fanciulla rise, avvampando.
-Portatemi questo fragoroso rospo e sarò la ragazza più felice di tutto il bosco, sicuro-
I pettirossi si guardarono senza capire, ma acconsentirono con pazienza.
-Crua, crua, crua- disse qualcuno, con voce graffiante e acerba.
Ginevra spalancò gli occhi e sorrise, emozionata come non lo era mai stata in ventiquattro anni.
Di fronte a lei, un bellissimo ragazzo dai capelli bruni e gli occhi azzurri si materializzò come in un sogno ad occhi aperti, scosso dall'euforia e dalla grande timidezza.
-Questo sarebbe il rugoso anfibio che popola il bosco incantato? Allora, non avete niente da dirmi voi tre?- Disse ai pettirossi, ammonendoli.
Essi si guardarono l'un l'altro, per poi cinguettare verso il ragazzo e svolazzargli attorno con circospezione.
- Non sappiamo che dire Ginevra, noi abbiamo visto un bruttissimo rospo rugoso e chiassoso che se ne andava in giro per il bosco alla ricerca di un lago in cui nuotare tutto il giorno e fare l'atleta fra un'acrobazia e l'altra-
-Piccoli miei, qua nessuno farà le capriole e tanto meno inizierà a cercare fiumi o stagni incantati. Lui sarà il mio sposo, non è vero...?-
Il ragazzo le rivolse un amabile sorriso e le prese le mani, baciandole con delicatezza e serietà.
Poi parlò, dimostrando grazia e modi gentili.
- Rospo son stato, ma molto tempo fa. Agli animaletti che pullulano nei boschi è possibile vedere solo la mia parte incantata, ovvero il lato di me che rimane nascosto alle fanciulle che sanno amarmi con tutto il cuore. Tu, mia amata, hai visto la mia essenza già prima di avermi realmente incontrato, e perciò hai rotto in parte l'incantesimo. Sarai mia, come io sarò allo stesso modo per sempre tuo.-
Gli uccellini gioirono, gli orsi ballarono scuotendo le zampe e mostrando i forti denti, gli alberi fluttuarono e le fatine si ridestarono dal loro lungo sonno primaverile.
Tutto fu molto festoso e magico, compreso il matrimonio che unì per sempre il giovanotto e la tenera fanciulla.
Spesso, chi capita da quelle parti, si chiede chi sia mai quella ragazza così coraggiosa che dorme in una bara di vetro tenendo fra le mani un rospo rugoso e chiassoso.
Ma loro non sanno...
E i pettirossi custodiscono severamente quel luogo ormai sacro, volando di albero in albero e gioendo all'infinito per quell'amore puro e mai contrastato.
E nessun altro sa, e tutto tace, mentre l'incantesimo perdura e allo stesso tempo si infrange, all'infinito.


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